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MERCATI

Appalti: a giugno torna a calare la domanda pubblica di servizi

Oice: auspichiamo che il Regolamento del Codice dia certezza normativa alle stazioni appaltanti

Vedi Aggiornamento del 10/02/2011
16/07/2010 - Continua l’altalena della domanda: dopo il positivo andamento di maggio, a giugno il mercato torna negativo e perde il 54,8% in valore rispetto allo stesso mese del 2009 (-40 milioni di euro).
 
Infatti, secondo l’aggiornamento mensile al 30 giugno dell’Osservatorio OICE-Informatel, le gare per servizi di ingegneria e architettura indette nell’ultimo mese sono state 324 (di cui 37 sopra soglia) per un importo complessivo di 33,0 milioni di euro (21,0 sopra soglia). Il confronto con giugno 2009 vede scendere il numero delle gare pubblicate del 15,0% (-17,8% sopra soglia e
-14,6% sotto soglia) e il loro valore, come detto, del 54,8% (-63,5% sopra soglia e -22,3% sotto soglia).

Il tono negativo di giugno pesa sulla chiusura di tutto il primo semestre del 2010: sono state pubblicate complessivamente 2.029 gare (204 sopra soglia) per un valore di 369,5 milioni di euro (289,8 sopra soglia). Il confronto con i primi sei mesi 2009 vede scendere il numero delle gare del 2,0% (-22,4% sopra soglia e +1,0% sotto soglia) e il loro valore salire solo dell’1,9% (+4,8% sopra soglia e -7,6% sotto soglia).

Continuano a crescere i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai dati raccolti in giugno il ribasso medio sul prezzo a base d'asta per le gare indette nel 2009 è salito al 37,5% (era al 37,2% nel mese di maggio), che raggiunge il 69% nell'aggiudicazione della gara dell'Ente Ospedaliero ‘Ospedali Galliera’ di Genova per l'affidamento del servizio di verifica ai fini della validazione della progettazione e supporto al r.u.p. per la realizzazione del nuovo ospedale Galliera, con un importo a base d'asta di 1.297.095 euro.

L’analisi dei dati per macro regioni mette in evidenza che nel primo semestre del 2010 a reggere il mercato sono le regioni del Nord. Infatti rispetto ai primi cinque mesi del 2009 abbiamo: Nord-Ovest +8,1% in numero e +21,3% in valore, Nord-Est +20,3% in numero e +81,6% in valore. Nelle Isole -5,0% in numero e +0,6 in valore. Nelle altre aree geografiche del Paese il confronto è fortemente negativo: Centro -16,9% in numero e -28,8% in valore, Meridione -12,9% in numero e -32,8% in valore.

Il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, passato dalle 263 unità di gennaio-giugno 2009 alle 204 dei trascorsi sei mesi, mostra una contrazione del 22,4%. Anche nell’insieme degli altri partner dell’Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta una tendenza recessiva connotata, però, da una flessione (17,4%) meno accentuata di quella italiana. Sempre nei primi sei mesi l’incidenza del nostro Paese continua ad attestarsi su un modesto 3,1% (Francia 44,6%, Germania 10,8%, Spagna 7,5%, Polonia 5,4%, Gran Bretagna 4,0%, ecc.).

Nonostante la pubblicazione in giugno di un maxi bando da 2.300 milioni di euro, pubblicato da Autostrada Pedemontana Lombarda spa di Milano, cala il valore della domanda indiretta che si esprime con le gare per l'affidamento congiunto di lavori e servizi di ingegneria: nei primi sei mesi dell'anno sono state pubblicate 781 gare per un importo accertato di 8.746,2 milioni di euro. Rispetto al primo semestre del 2009 si registra un incremento del 55,3% in numero ma una flessione del 18,2% in valore.

“I dati di giugno dimostrano che le nostre preoccupazioni sono fondate - ha dichiarato il presidente OICE Braccio Oddi Baglioni - le Amministrazioni centrali e periferiche, soprattutto nel meridione, non trovano risorse per gli investimenti, il mercato sembra ancora tenere solo grazie ai maxi bandi pubblicati dalle Concessionarie. Il risultato negativo conferma quindi la crisi delle amministrazioni pubbliche tradizionali e le difficoltà che perdureranno a causa della negativa congiuntura ancora in atto e degli interventi legati alla manovra economica che si sta varando.
 
Se sul piano economico c'è poco da essere ottimisti, sul fronte normativo auspichiamo che la recente approvazione del Regolamento del Codice dei contratti pubblici, che si spera venga al più presto trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione, possa - almeno per quel che attiene alle regole - migliorare il quadro di certezza normativa e mettere in condizione le stazioni appaltanti di affidare incarichi, con maggiore trasparenza e acquisendo progetti di maggiore qualità. C’è ancora da valutare qualche ulteriore modifica al Codice - ha continuato il Presidente OICE - ad esempio per reintrodurre la procedura ristretta per i servizi, inopinatamente eliminata dal secondo correttivo, e per limitare l'appalto integrato sul progetto preliminare, ma sarà il Ministero delle infrastrutture a decidere come intervenire e se intervenire; noi riteniamo che ancora qualcosa si possa fare per migliorare il quadro normativo. Così come anche dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici stiamo attendendo utili indicazioni per ridurre la forte disomogeneità dei bandi di gara di progettazione che spesso determina contenzioso e ritardi inaccettabili.
 
Siamo invece preoccupati, e con noi lo sono anche i colleghi di Confindustria e dei Consigli Nazionali degli ingegneri e degli architetti, che la stessa Autorità possa fornire una lettura forse non del tutto approfondita della recente sentenza della Corte di giustizia sulle Università, aprendo alle gare pubbliche la partecipazione di questi soggetti che ben altre funzioni dovrebbero svolgere (e con ben altro impegno). Sarebbe un pessimo segnale che incentiverebbe un ritorno ad una Amministrazione che, invece di svolgere con efficacia i propri fini istituzionali, si fa impresa, senza alcuna regola, entrando in un mercato già particolarmente in sofferenza. Ci si augura - ha concluso Oddi Baglioni - che una più attenta riflessione sui contenuti della giurisprudenza comunitaria, che ha comunque lasciato al legislatore nazionale la scelta se autorizzare le Università a partecipare alle gare (e il Codice non ha fatto questa scelta), possa evitare l'introduzione di ulteriori elementi di criticità in un sistema già pesantemente colpito dalla presenza massiccia di soggetti pubblici (società di scopo, società in house e affidamenti infra-amministrazioni) che penalizza chi sul mercato con fatica è presente da anni e vorrebbe cercare di rimanerci.”
 
 
Fonte: OICE
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