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NORMATIVA

Acustica in edilizia: Uncsaal propone modifiche al decreto

di Rossella Calabrese

I produttori di infissi chiedono al MinAmbiente che le norme si applichino solo ai nuovi edifici

Vedi Aggiornamento del 03/06/2013
29/07/2010 - Il Presidente Uncsaal Libero Ravaioli ha inviato una dettagliata lettera al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, nella quale viene fatto il punto sul Decreto Legislativo all’esame del Consiglio dei Ministri in tema di acustica in edilizia.

La lettera, redatta e condivisa con l’intero sistema confindustriale delle costruzioni, manifesta il rammarico per la ristrettezza dei tempi che non ha consentito alle Associazioni di comparto di contribuire con la proprie esperienza alla definizione del decreto legislativo sulla classificazione dei requisiti acustici degli edifici, e la preoccupazione dell’intero comparto italiano delle costruzioni per l’impatto sul sistema nazione in termini tecnici, economici e occupazionali che richiederebbe la giusta condivisione tra le parti e un’attenta valutazione da parte del legislatore.

Le attuali difficoltà del mercato e la necessità di creare cultura sul complesso e delicato tema dell’acustica - spiega Uncsaal -, suggeriscono di affrontare la materia con gradualità e in maniera organica, valutandone tutti gli aspetti quali la progettazione, la realizzazione, l’interazione con altre normative in essere, la classificazione acustica del territorio, ecc.

Anche per rispondere alle esigenze del mercato in materia di isolamento acustico degli edifici, ricorda la lettera, è stata pubblicata nei giorni scorsi la norma UNI 11367 sulla classificazione acustica delle unità immobiliari, alla cui elaborazione hanno partecipato oltre 60 rappresentanti dei comparti interessati, tra cui Uncsaal (leggi tutto).

“Con medesimo spirito con cui abbiamo partecipato all’elaborazione della norma tecnica UNI” - prosegue la lettera - l’Associazione si rivolge al Ministro per segnalare alcuni importanti aspetti che il nuovo decreto dovrebbe comprendere e definire con chiarezza.

In primo luogo, secondo Uncsaal, il decreto si dovrebbe applicare solo agli edifici di nuova costruzione il cui progetto, ai fini del rilascio del titolo abilitativo edilizio, è presentato dopo l’entrata in vigore del decreto stesso. Per i  nuovi edifici dovrebbe essere richiesto il rispetto dei valori di cui alla classe III della norma UNI 11367, con riferimento ai singoli requisiti previsti dalla norma stessa, con una tolleranza ammessa di 3 dB per ogni singolo requisito. Tale impostazione permetterebbe ai progettisti e ai tecnici di sperimentare la nuova norma UNI, che ad oggi non ha una corrispondenza a livello europeo, alle imprese e ai produttori di affinare rispettivamente le tecniche di esecuzione e i prodotti edilizi con le relative certificazioni.

Inoltre, secondo l’Associazione, va considerata la correlazione con le Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 14 gennaio 2008) e con la normativa in tema di risparmio energetico degli edifici. Serve quindi la sperimentazione in contemporanea tra le varie normative, in quanto la sicurezza strutturale, così come il risparmio energetico, non possono essere subordinati ad altre caratteristiche qualitative, seppur importanti, degli edifici.

Fermo restando il rispetto della classe III con riferimento ai singoli requisiti previsti dalla norma UNI 11367, Uncsaal suggerisce di stabilire la volontarietà della classificazione acustica delle unità immobiliari.

Infine, pur essendo, in linea di principio, auspicabile il proposito di migliorare la prestazione acustica nel caso di interventi edilizi sull’esistente, Uncsaal segnala quanto sia ad oggi complicato mettere a punto una disciplina che non crei ostacoli ed enormi oneri ai cittadini e alle Pubbliche Amministrazioni in occasione di interventi che, il più delle volte, poco o nulla possono fare per un miglioramento concreto delle caratteristiche acustiche pre-esistenti.

Secondo quanto previsto dalla legge 46/2010 che ha modificato la Legge 88/2009, la nuova normativa dovrebbe essere emanata entro luglio 2010 (leggi tutto), ma all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di domani non c'è traccia dei decreti sull'acustica. Questo rinvio va incontro alle osservazioni espresse da Uncsaal al Ministro dell’Ambiente.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Francesco Bistrussu

Da ingegnere civile strutturista e Tecnico Competente in Acustica (mi occupo della problematica integrata strutture-rumore-energia) mi rammarica leggere che organizzazioni rappresentative siano così tanto ignoranti da invocare la correlazione tra requisiti strutturali-energetici in contrapposizione con quelli acustici. La verità è che produttori, costruttori e progettisti NON vogliono fare bene il loro lavoro e non capiscono che le norme servono per dare qualità al cliente... chiedere sempre deroghe e revisioni è tipico italiano. Si fa la norma ed invece che adeguarsi si cerca di ottenere una deroga. Il DPCM 5-12-1997 è in vigore dal marzo del 1998 ma NESSUNO ha sperimentato o si è adeguato. Cosa mi dovrebbe far credere che ci sia ora la volontà di sperimentare ed adeguarsi dato che tutti hanno dimostrato in oltre 10 anni che non si è fatto nulla? Credo che ci sia solo una strada: imporre, collaudare e rendere inagibili gli edifici difformi dalle norme che oggi, con grande complicità delle amministrazioni comunali, sono del tutto costruiti fuori dal rispetto dei Requisiti acustici passivi. C'è molta ingoranza e l'ignoranza fa dire cose che non sono vere... ci vuole meno tempo a fare una finestra a norma e montarla bene piuttosto che a fare tante storie. Certo è che tutti i produttori di serramenti "fai da te" dovrebbero cambiare mestiere... Saluti. FB


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