Carrello 0
NORMATIVA

Conferenza di servizi, dubbi sulla manovra

di Paola Mammarella
Commenti 3348

Opposizione: forzature e minore certezza dietro la semplificazione e la deviazione dei fondi per le infrastrutture

Vedi Aggiornamento del 26/07/2010
Commenti 3348
23/07/2010 – Dopo la fiducia in Senato, la manovra per la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica inizia il suo percorso alla Camera dei Deputati con qualche critica da parte dell’opposizione.
 
In Commissione Ambiente e Territorio, esponenti di Partito Democratico e Italia dei Valori hanno espresso perplessità sul ddl, che modifica della disciplina in materia di conferenza di servizi.
 
La norma opera una serie di semplificazioni, utili a velocizzare i tempi per l’adozione del provvedimento finale, lasciando al Governo l’ultima parola in caso di dissenso espresso dalle amministrazioni per la tutela del paesaggio, della salute e dell’ambiente.
 
Michele Piffari, deputato de L’Italia dei Valori, ha manifestato netta contrarietà sul provvedimento in esame, che sul piano del metodo rappresenta a suo avviso una forzatura da parte dell’Esecutivo, mentre dal lato del merito indebolisce gli strumenti normativi posti a garanzia di valori costituzionali fondamentali come tutela del paesaggio e salute pubblica.
 
Parere analogo è stato espresso da Raffaella Mariani del Pd, che dopo aver richiamato la risoluzione 7-00350 sugli impianti eolici, ha sottolineato l'incoerenza politica di una maggioranza che in alcuni atti chiede il rispetto delle normative che impongono allo Stato misure cogenti per la tutela dei beni ambientali e paesaggistici, mentre nella manovra finanziaria avalla normative che indeboliscono il ruolo e le competenze degli organi dello Stato preposti alla tutela di tali beni fondamentali.
 
La maggiore preoccupazione esternata è che sburocratizzazione e procedure derogatorie implichino una compromissione per meccanismi e strumenti essenziali alla correttezza e legalità dell'azione amministrativa.
 
Tra le altre misure della manovra ha destato qualche perplessità anche la priorità di finanziamento al Mose, rispetto alle altre infrastrutture strategiche. L’opera, che ha raggiunto uno stadio di avanzamento dei lavori pari al 60%, dovrebbe essere completata entro il 2014. L’iniziativa, realizzabile con la deviazione dei fondi destinati ad altre opere pubbliche, è stata giudicata irragionevole dal momento che produrrebbe una costante incertezza sull’allocazione delle risorse stanziate.
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Il programma del Governo Conte bis. Come realizzarlo? Partecipa