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NORMATIVA

Manovra economica, salvi i certificati verdi

di Paola Mammarella
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Dal 2011 ridotta del 30% la spesa sostenuta dal Gse, alla ricerca i risparmi per la risoluzione anticipata delle convenzioni Cip6

Vedi Aggiornamento del 13/08/2010
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09/07/2010 – Modifiche alla manovra economica per la salvaguardia dei certificati verdi. Il relatore Azzollini ha presentato un emendamento al ddl per la conversione in legge del DL 78/2010 che, con l’obiettivo di attuare le politiche di rientro concordate con l’Unione Europea, prevedeva lo stop all’acquisto dei certificati verdi rimasti invenduti da parte del Gse, Gestore dei Servizi energetici.
 
Nonostante il nuovo emendamento confermi le rassicurazioni di Berlusconi al Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, i certificati verdi subiranno qualche restrizione. Restano inoltre in vigore i trasferimenti a favore della ricerca. I fondi deriveranno però dalle convenzioni per l'abolizione volontaria anticipata dei contributi Cip6 e non più dal risparmio dovuto al mancato acquisto dei certificati.
 
Restrizioni: Il Gse continuerà quindi a ritirare i “diritti ad inquinare”. Nel 2011, però, la spesa per l’acquisto di certificati verdi dovrà essere del 30% inferiore rispetto a quella del 2010. L’80% della riduzione deve inoltre derivare dal contenimento della quantità di certificati verdi in eccesso.
 
Ricerca: Mantenuti anche i fondi per finanziare la ricerca scientifica, che non saranno attinti dai risparmi derivanti dallo stop all’acquisto dei certificati verdi, ma dalla risoluzione anticipata e volontaria delle convenzioni Cip6, uno strumento in grado di liquidare ai produttori aderenti un importo inferiore a quello che sarebbe erogato dalle tariffe elettriche fino al 2020.
 
La differenza tra gli oneri che si realizzerebbero nel caso in cui non si risolvessero le convenzioni e quelli da liquidare agli operatori interessati alla risoluzione dovrebbero confluire su un fondo istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca finalizzato ad interventi nel settore della ricerca e dell'università.
 
La ripartizione delle risorse, che potrebbero arrivare fino a 500 milioni di euro da ripartire in diverse annualità fino al 2013, è effettuata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, escludendo la destinazione per spese continuative di personale ed assicurando l'assenza di effetti sui saldi di finanza pubblica.
 
Per la definizione delle misure si attende l’inizio del confronto al Senato. Il Governo ha già annunciato il ricorso alla fiducia, giudicata una scelta di coraggio. Chiesto intanto da più parti l’impegno a chiudere la manovra quanto prima.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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renzo marrucci

Anzichè coprire in modo indiscriminato il terrriotrio occorre studiare la loro applicazione, perfezionare questi marchingegni rendendoli più inseribili e meno impattanti il territorio con criteri industriali o superficiali. Riconosciamo l'utilità ma riconosciamo anche il dilettantismo sconclusio nato con cui si presiede alla loro applicazione. La tecnologi deve preoccuparsi del territorio costi quello che costi ed è un fattore di civiltà e fondamentale comprendere e una loro applicazione indisciminata è sinonimo di deturpazione del territorio e di grave condizione disottosviluppo.


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