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NORMATIVA

Manovra, no alla Scia in presenza di vincoli ambientali

di Paola Mammarella
Commenti 22758

Aggirabili col silenzio – assenso in Conferenza di servizi i limiti delle amministrazioni per la tutela del paesaggio

Vedi Aggiornamento del 22/09/2010
Commenti 22758
19/07/2010 - La semplificazione edilizia si gioca sui vincoli ambientali. Con il maxiemendamento al ddl di conversione della manovra economica, passato all’esame della Camera dopo aver ottenuto la fiducia in Senato, l’attività costruttiva viene snellita per rispondere alle esigenze di rilancio economico, rimanendo allo stesso tempo soggetta alle prescrizioni delle amministrazioni per la tutela del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale.
 
Scia - Segnalazione certificata di inizio attività
L’articolo 49 della manovra sostituisce la Dia, Dichiarazione di inizio attività, con la Scia, Segnalazione certificata di inizio attività. Si tratta di una procedura semplificata, che amplia il ricorso all’autocertificazione. Nonostante sia prevista la presentazione degli elaborati tecnici, utili per consentire i controlli da parte delle amministrazioni competenti, le autocertificazioni possono sostituire l’acquisizione dei pareri e le verifiche preventive effettuate dagli enti appositi.
 
La Scia consente di iniziare i lavori dalla data di presentazione della segnalazione all’amministrazione preposta, ferma restando la possibilità di quest’ultima di effettuare verifiche in corso d’opera. Nel caso in cui venga accertata una carenza dei requisiti, l’amministrazione può adottare provvedimenti di divieto entro 30 giorni dal ricevimento della segnalazione. Decorso questo termine vale la regola del silenzio – assenso, a meno che non si incorra nel rischio di danni gravi e irreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute e la sicurezza pubblica.
 
Secondo il ddl, la Scia, dal momento dell’entrata in vigore della legge, sostituisce la disciplina della dichiarazione di inizio attività contenuta nelle norme statali e regionali.
La sostituzione non è però possibile in presenza di atti comunitari o rilasciati dalle amministrazioni preposte alla tutela della salute e della pubblica incolumità, del patrimonio cultuale e paesaggistico e dell’ambiente.
 
Ricordiamo che secondo la precedente normativa, dopo la presentazione della Dia è invece necessario attendere 30 giorni prima di dare inizio ai lavori. I controlli in questo caso sono preventivi rispetto all’avvio delle attività.
 
Conferenza di servizi
Nell’articolo 49 la situazione appare diversa in materia di conferenza di servizi, dove i vincoli ambientali costituiscono un impedimento reale solo in sede di Via, Vas e Aia, che non ammettono il silenzio assenso. Negli altri casi, anche quando è richiesta l’autorizzazione paesaggistica, si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione il cui rappresentante non si sia espresso in modo definitivo. In presenza di un dissenso delle amministrazioni di tutela, il Consiglio dei Ministri si esprime entro 60 giorni, previo accordo delle Regioni o degli enti locali da raggiungere in 30 giorni. Se manca l’accordo il Governo può comunque procedere con delibera del CdM.
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Altri commenti
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giuseppe

Secondo il mio modesto parere la S.C.I.A. deve essere presentata in doppia copia, la prima al protocollo generale con tutti gli allegati previsti e percorre tutto l'Iter di acquisizione da parte dell'amministrazione competente e la seconda direttamente all'ufficio urbanistica. Questa procedura metterebbe in condizione il Responsabile della Polizia Edilizia di fare gli opportuni controlli il giorno stesso della presentazione della domanda e di scongiurare demolizioni totali o interventi troppo invasivi su fabbricati vincolati. E' vero che la scia non si può adottare su zone vincolate ma è altrettanto vero che c'è chi se ne frega. Supponiamo un intervento di ristrutturazione che prevede anche la demolizione e ricostruzione di superfetazioni, se il controllo non vine fatto istantaneamente il richiedente può benissimo demolire le superfetazioni il giorno stesso e dichiarare sull'elaborato grafico dello stato di fatto che quelle volumetrie erano di granlunga superiori alle sue dimensioni reali. Chi potrebbe mai contraddirlo se il controllo non viene fatto istantaneamente? (modesto quesito di un geometra libero professionista)

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Daniela

Il fatto che Brunetta abbia fatto una crociata contro i dipendenti pubblici non significa che questi ultimi siano proprio come li ha dipinti. Io ti parlo da tecnico comunale, nel mio ufficio non si impiegano MAI 30 giorni per il rilascio di...certificati, ricerche d'archivio, istruttorie di D.I.A. rilasci di P.di C. Questa S.C.I.A. a parer mio va solo ad aggravare la siutazione di controllo nell'edilizia, perchè un conto è istruire una pratica, discutere con il tecnico per eventuali problemi e risolvere, un conto è presentare una pratica e appena fuori iniziare dei lavori

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dony

Signor Daniele chi meglio di lei puo' dare indicazioni veritiere ?.....Quando lei scrive : " comprese anche le modalità di aggiramento della nuova disciplina per i luoghi sottoposti a vincoli ", cosa vuol dire ? La scia non e' attuabile per immobili costruiti in aree sottoposte a vincoli ambientali ......quindi cosa significa il suo discorso ? Forse basterebbe corrompere un funzionario dell' urbanistica al fine di non esser controllati per i 60 gg. che cita la nuova norma ??? Mi piacerebbe sapere come la pensa ...grazie

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Daniele

Sono il Responsabile della Sezione di Polizia Edilizia del Comune di Anacapri (Isola di Capri) ed in virtù del mio incarico, leggo con estrema preoccupazione l'introduzione di una "novità" che trovo superflua (almeno riguardo all'Isola dove lavoro). La DIA già ricopre una gamma quanto mai vasta di ipotesi in materia, lasciando un minimo margine di controllo per gli uffici Tecnici. In tal modo, comprese anche le modalità di aggiramento della nuova disciplina per i luoghi sottoposti a vincoli, si limiterebbe ancor più il margine di discrezionalità e di controllo dei Comuni, che intendono REALMENTE combattere il triste fenomeno dell'abusivismo.E' una realtà, purtroppo, tipicamente dell'Italia meridionale, lungi dall'esser combattuta e persa se lo stato centrale non dà i mezzi per farlo!

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ARCH. MENALE

Come per ogni normativa urbanistica volta alla deburocratizzazione del processo edilizio, ho colto con interesse la "SCIA". In un paese come il nostro non si capisce perchè le figure professionali non tecniche possono attestare atti o diagnosi etc mentre la cosa non vale per i tecnici. Con la norma introdotta il professionista sostituisce direttamente l'organo di controllo comunale con più ampie assunzioni di responsabilità. Sui dubbi intrepretativi legati al legame del permesso di costruire con la SCIA questi appaiono fugati dalla dizione finale del testo in cui si sostituisce il termine DIA ovunque ricorre con il termine SCIA della nuova disciplina. E' evidente che ciò deve portare al maggior rigore della professione nel senso della mancanza di dubbi su ogni attestazione.

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Nino Toffi. Ing.

Io sono per la totale liberalizzazione dei permessi sulle attività edilizie, demandando tutto ai tecnici progettisti, con tanto di responsabilità, timbro e firma. RESPONSABILITA' TOTALE AI TECNICI. Il Permesso di costruire? A cosa serve!!!! Deve esserci qualcuno che dice a noi professionisti se un progetto va bene oppure no? Il tecnico Pregettista timbra e firma un progetto e se ne assume tutte le responsabilità . OVVIAMENTE "SANZIONI E PENE SEVERE PER I TRASGRESSORI". Sono con te caro Tonino, esattamente. Cordialità

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cristina

Il problema non è tanto la SCIA, quanto la marea di vincoli ambientali imbecilli di cui è pieno il nostro territorio,servissero almeno a qualcosa...basta guardarsi intorno. Nemmeno un fotovoltaico o un solare termico, sfuggono al capestro del vincolo....almeno in Piemonte; lavorare diventa sempre più difficile e frustrante.

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roberto

Ilgrande problema di questo paese sono sempre stati i tempi legati all'ottenimento di permessi e giudizi.Capire che il tempo può essere un'arma di ricatto psicologica non ci vuole tanto(burocrazia)Continueremo a fare nuve leggi,ma quando li renderemo responsabili in prima persona per i danni che creano alla popolazione. Cordiali saluti.

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Gian Franco Bechis

Claviere- I geologi dell'ARPA progettano e fanno spendere alla Regione 10 MlEu (80% in territorio francese) per contenere il "Rio SECCO" di Claviere e poi NON intendono firmare la "messa in sicurezza idrogeologica(ora classificata in zona rischio IIIb.3....il massimo)" voluta dagli stessi.<perchè prendersi queste RESPONSABILITA' per 1500 Eu mese?> A cosa servono questi TECNICI ? L'area nell'esondazione del rio Secco ,unica in 200 anni, non è stata "invasa" da una sola goccia d'acqua anche prima delle opere.RT 1,5 (PRG/PAI) in questione è in proprietà dal 1927, nel PEC dal 1983 ci è stata costruita la Dogana (1500 m3) "in precario" senza progetto da impresa inviata da Roma, 3 anni prima dell'eliminazione delle Dogane nei paesi comunitari è attualmente l'unica area in piano, in pieno sole e fronte strada e la Regione Piemonte nè ha bloccata la costruibilità con la scusa del "vincolo antropico = n°uomini) . 100 anni prima pascolavano in loco 200 pecore... Chi ha "interessi" in un caso del genere....oltre alla politica del NON fare ? Anche il Comune ci rimette....!

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frank

....... e' bello esprimere le proprie idee e le proprie emozioni.....Quindi dico quello che penso ed in un certo senso rispondo anche a Denise.Cara Denise tu dici che lo sviluppo dipende dalla presenza di persone oneste e competenti alla guida delle nazioni, .....Trascuri pero' il fatto che la nostra cara Italia deriva dalla terra dei Papi, dove l' indungelza plenaria era una prerogativa per poter fare, in base alle proprie possibilita' monetarie, ognuno il reato o peccato che voleva fare.....( E questo Martin Lutero l'aveva capito ).....Ai tempi dell'unita' d'Italia l' avevano capito anche i nostri politici, i quali, strada facendo verso i tempi attuali, si sono adeguati alle regole della nostra cara ed amata chiesa. ( patti Lateranensi ). Quindi la remissione dei pecati, attraverso il pagamento di una oblazione e' rimasto. Dove' sta lo scandalo ?... Parli poi delle case sfitte che ti fanno imbronciare, cosa vuoi che siano in confronto a tutti quei palazzoni intestati alla curia che stanno nei centri piu' esclusivi di tutte le citta' italiane? Per giunta abitati da pochissime persone. Pero' stanno lì e nessuno dice niente. Solo il cittadino che non affitta la propria casa e' disonesto, ma, se per caso ti imbatti in qualche malintenzionato, non incassi piu' l'affitto e non puoi disporre per tanto tempo del tuo immobile. In Svezia e' tanto tempo che hanno il nucleare come fonte di energia, e nessuno si lamenta. In Italia pero', come farebbero quelle poche famiglie che trattano il petrolio se si decidesse di cambiare fonte di energia. Ricorrebbero sicuramente a qualche gioco poco chiaro al fine di accaparrarsi l' appalto ( vedi eolico )...Oggi e' domenica andiamo alla messa cosi' diventeremo tutti piu' buoni....pero' domani approviamo il condono !!!!!!

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Tonino

Io sono per la totale liberalizzazione dei permessi sulle attività edilizie, demandando tutto ai tecnici progettisti, con tanto di responsabilità, timbro e firma. RESPONSABILITA' TOTALE AI TECNICI. Il Permesso di costruire? A cosa serve!!!! Deve esserci qualcuno che dice a noi professionisti se un progetto va bene oppure no? Il tecnico Pregettista timbra e firma un progetto e se ne assume tutte le responsabilità . OVVIAMENTE "SANZIONI E PENE SEVERE PER I TRASGRESSORI".

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Denise

Sono contraria alle costruzioni in aree di interesse paesaggistico; sono contraria a NUOVE costruzioni A PRIORI. Le nostre città sono piene di immobili vuoti e sfitti, che i proprietari affittano a prezzi altissimi per farsi la villetta in periferia. Così le città diventano sempre più vuote, il cemento avanza sulle aree agricole. Vorrei invece ristrutturazioni ovunque e STOP assoluto alle nuove costruzioni. Invece si segue ancora una metodologia arretrata che è quella di pensare che lo sviluppo derivi dal boom edilizio. Questo dipende dall'ignoranza di chi governa. Lo sviluppo dipende dalla presenza di persone oneste e competenti alla guida delle nazioni, dalla conoscenza delle infinite potenzialità legate alle nuove tecnologie (solare, internet, telelavoro, mezzi pubblici), dal rispetto dell'ambiente: in Germania queste cose le hanno capite da vent'anni. Invece nel nostro amato e odiato paese ancora si inseguono le centrali nucleari e il cemento.

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frank

i vincoli ambientali vengono messi senza criterio, quindi non puo' essere sempre il cittadino a pagare le conseguenze degli sbagli. Bisognerebbe concedere i permessi a costruire, in tutte le zone paesaggistiche-ambientali, con la semplice domanda e con il progetto di un tecnico

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Marco

Mi chiedo chi non dorme la notte per inventarsi nuove norme e sopratutto nuovi acronimi... DIA, superDIA, ora SCIA... peccato che non ci sia Rino Gaetani... nelle sue canzoni li avrebbe aggiunti al pci, dc... Ci rendiamo conto che il problema è snellire la burocrazia... nelle zone non vincolate la DIA è più che sufficiente... è nelle zone vincolate che un'apertura di una finestra diventa un problema... per fortuna che il cielo è sempre più blu...

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paolo

buonasera scusate, sapete per caso se sarà più semplice così fare il cambio destinazione d'uso (il classico, da magazzino ad abitazione) di immobile senza apportare modifiche? spero qualcuno possa rispondermi... non so nemmeno se sia argomento attinente...

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Ing Piero

Visto che non si riesce a curare il cancro che c'è negli uffici pubblici, ovvero la poca voglia di lavorare dei dipendenti pubblici, il nostro caro Brunetta ha pensato di snellire le procedure! Si è reso conto anche lui che è impossibile pensare che quelli lavorino e diano un Permesso di Costruire in 60gg come prevede la norma. Meglio la SCIA che quello che c'è adesso.

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Davide

A me pare un condono, con il silenzio assenso e le difficoltà degli uffici tecnici, passerà qualunque cosa, anche la peggior cosa.....

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GEOM LOUIS

COME AL SOLITO LE ZONE VINCOLATE SONO ESCLUSE SEMPRE DA TUTTO. SIAMO DESTINATI A "CREPARE" DA SOLI ED OGNI GIORNO CHE PASSA UN VINCOLO IN PIU'. NON BASTANO I VINCOLI AI SENSI DELLA 42/2004 E PRECEDENTI, IL PARCO NAZIONALE, LE ZONE ZPS ED I SIC IN GENERE, CI ESCLUDONO ORMAI ANCHE DALLE PROCEDURE SEMPLIFICATE PIU' BANALI. VERGOGNA .....

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ArchIng

E' UNO SCANDALO. L'ITALIA DI CETTOLA QUALUNQUE


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