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NORMATIVA

Umbria e Piemonte disciplinano il fotovoltaico

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Ok agli impianti nelle aree produttive, freno alle installazioni su terreni agricoli e vincolati

Vedi Aggiornamento del 26/09/2011
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08/07/2010 - In attesa dell'approvazione delle Linee Guida nazionali per le fonti rinnovabili, che sono all’esame della Conferenza Unificata di oggi (leggi tutto), le Regioni stanno disciplinando autonomamente questa materia. Le ultime, in ordine di tempo, sono l'Umbria e il Piemonte, che nei giorni scorsi hanno fissato le proprie regole per l'installazione degli impianti.

REGIONE UMBRIA
“Con l’atto che fissa indirizzi e criteri per la realizzazione degli impianti fotovoltaici, la Giunta regionale umbra dà concretezza a una delle priorità del programma di legislatura, conciliando tutela dell’ambiente e del paesaggio e sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti illustrando la delibera che detta “Indirizzi e criteri per la minimizzazione dell’impatto paesaggistico connesso alla realizzazione di impianti per la produzione di energia mediante l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili - solare fotovoltaica - con moduli al suolo e potenza superiore a 20 kw”. L’atto - ha ricordato Rometti - è stato preceduto da due delibere approvate dalla precedente legislatura in assenza delle linee guida presentate dal Governo e che si stanno definendo in sede di Conferenza Unificata.
  
“Frutto di un’ampia partecipazione e condiviso da parte degli uffici regionali e di tutti i soggetti portatori di interesse, Comuni, Province, associazioni del mondo agricolo e imprenditoriale, l’atto - ha aggiuntol’assessore - conferma in buona parte quanto già previsto circa le aree da preferire nella localizzazione degli impianti di potenza superiore a 20 Kw, introducendo novità significative per le aree agricole”.
 
In particolare, ha spiegato, nelle aree non classificate di particolare interesse agricolo, la realizzazione di impianti fotovoltaici con moduli al suolo è consentita fino alla potenza di 1 MW senza vincoli specifici a meno che non ci siano edifici di interesse storico o l’installazione sia prevista su versanti collinari visibili da centri e borghi storici. Nelle aree di particolare pregio non ci sono vincoli per piccoli impianti in autoconsumo certificato dalle fatturazioni dei consumi. Qualora siano gli imprenditori agricoli a realizzare l’impianto fotovoltaico, nelle aree agricole o di particolare interesse agricolo, la delibera consente loro la possibilità, senza vincoli specifici e anche in pieno campo, di realizzare impianti con potenza massima sino a 200 Kw a condizione che i terreni agricoli siano nella disponibilità dell’impresa agricola. È stato eliminato il principio dell’asservimento di superfici di terreni in termini proporzionali alla potenza dell’impianto, rinviando all’esame caso per caso nel corso della procedura di verifica di assoggettabilità a “Via” (Valutazione d’impatto ambientale) o a “Via” diretta per quanto concerne la tutela del paesaggio e la minimizzazione degli impatti.
 
Per la localizzazione degli impianti fotovoltaici, ha detto l’assessore Rometti, si sono indicate da preferire le aree produttive e le aree “compromesse” come quelle di pertinenza o adiacenti alle reti infrastrutturali viarie, ferroviarie, alle reti elettriche di alta tensione, alle aree produttive artigianali e industriali, a quelle utilizzate per depuratori, impianti di trattamento, recupero e smaltimento rifiuti e aree di cava e di giacimento di cava, stabilendo per queste aree specifici criteri. Sono precluse all’installazione i centri storici, gli edifici di particolare interesse architettonico e paesaggistico, le aree boscate e i parchi, i terreni con produzioni agricole di qualità, le aree classificate come beni paesaggistici.   
 
“Per tutelare ambiente e paesaggio e scongiurare tentativi di elusione della normativa - ha sottolineato Rometti - proponendo progetti di potenza frazionata al di sotto dei limiti di legge, ma che nel complesso formerebbero un progetto da sottoporre a Valutazione d’impatto ambientale, la delibera introduce la necessità di verificare la non sussistenza di effetti cumulo stabilendo che se la distanza è inferiore a 500 metri debba essa richiesta in via precauzionale una procedura di verifica di ‘Via’. Non concorrono a determinare l’impatto cumulativo i piccoli impianti fino a 50 KW o che non superano i 1200 metri quadrati di superficie”. “La Giunta regionale – ha detto ancora Rometti – ha inoltre approvato una norma transitoria che stabilisce che per i progetti già presentati prima dell’entrata in vigore di questo atto valgono le disposizioni normative esistenti al momento della presentazione”.
 
“Con questo atto – ha sottolineato Alfio Todini, coordinatore della Commissione Ambiente dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni) Umbria e sindaco di Marsciano – si fissano criteri certi e si fa chiarezza sulle competenze, come richiesto dai Comuni ai quali viene riassegnato il rilascio delle autorizzazioni per gli impianti fino a 1 Mw, ora affidati alle Province. I Comuni – ha aggiunto – potranno dare ora risposte in tempi certi e con un’uniformità di lettura alla crescente domanda per l’installazione di impianti fotovoltaici. Di fondamentale importanza è la norma transitoria – ha concluso – con cui si eliminano problemi che si sarebbero potuti verificare per i progetti già presentati”. “L’atto, che contiene anche un vademecum per chi si accinge a progettare gli impianti – ha rilevato il direttore regionale all’Ambiente, Luciano Tortoioli – sarà recepito dal Piano Paesaggistico Regionale che si prevede di approvare entro il 2010”. “Un passaggio ulteriore – ha detto il dirigente del Servizio Ambiente Endro Martini – riguarderà la semplificazione delle procedure di autorizzazione dopo che entrerà in vigore la legge nazionale che recepisce le disposizioni comunitarie in materia di impianti alimentati da fonti rinnovabili”. 
 
La delibera, che entrerà in vigore con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria prevista per la prossima settimana, non riguarda gli impianti fotovoltaici integrati su tetti di edifici civili e capannoni industriali, che costituiscono “interventi da privilegiare”.


REGIONE PIEMONTE
La Regione Piemonte ha predisposto un disegno di legge per regolamentare l’utilizzo del territorio per ospitare impianti fotovoltaici a terra.
 
Lo conferma in una nota del 7 luglio scorso, l’assessore all’Energia della Regione Piemonte, Massimo Giordano, che commenta: “La posizione dell’amministrazione su questi temi è nota: dal suo insediamento, questa Giunta sta lavorando per la definizione di nuovi strumenti di incentivazione al fotovoltaico sulla superficie di edifici e in aree marginali. È fra le nostre priorità porre un freno al proliferare di questi impianti su terreni agricoli e con vincoli territoriali. In questi anni c’è stata un’eccessiva crescita di questi impianti che hanno deturpato intere aree del territorio piemontese. Si impone quindi una regolamentazione di questa materia”.

A livello nazionale, alla Regione Piemonte è stato assegnato il coordinamento in materia di ambiente ed energia nella Conferenza Stato-Regioni.

“Proprio domani (oggi per chi legge) - ha proseguito Giordano - sarà all’ordine del giorno della Conferenza Unificata l’adozione delle linee guida nazionali con le quali viene riconosciuto alle Regioni l’obiettivo di salvaguardia dei territori, disciplinando il corretto sviluppo delle energie da fonti rinnovabili. Il problema di disciplinare questo utilizzo è comune a tutti: noi abbiamo deciso di intervenire con un disegno di legge, su cui stiamo lavorando, perché da molti anni attendiamo l’approvazione delle linee guida a livello nazionale. Come è nostra abitudine - ha concluso Giordano - intendiamo sottoporre il ddl a tutti gli attori interessati, con particolare riferimento alle amministrazioni locali e al mondo dell’agricoltura”.
 
 
Fonti: Regione Umbria e Regione Piemonte
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