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Tributo a Verner Panton

Il prossimo 15 settembre una panoramica sull'opera del maestro

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25/08/2010 - Il prossimo 15 settembre per celebrare il cinquantesimo di Panton Chair, verrà presentata una panoramica dell'opera di Verner Panton presso il flagshipstore Molteni & C - Dada.

Non è più possibile stabilire con esattezza il momento in cui Verner Panton intraprese quel progetto che più di ogni altro è legato al suo nome. Il progetto, secondo le pur vaghe informazioni e gli scarsi dati  disponibili, oltre a qualche schizzo non datato ancora esistente, dovrebbe risalire agli anni 1959/60. Fu quella infatti l’epoca in cui per la prima volta Panton accarezzava l’idea di una sedia basculante in plastica realizzata con un unico stampo. Naturalmente non era allora possibile prevedere che la definitiva realizzazione di questa idea avrebbe richiesto ancora quasi un decennio. Quando nel 1967 Panton Chair arrivò finalmente sul mercato come primo prodotto realizzato autonomamente da Vitra, oramai la sedia aveva alle spalle un periodo di gestazione straordinariamente lungo e complesso, che poté dirsi soltanto temporaneamente concluso con la sua introduzione sul mercato. Infatti nell’arco di qualche anno questa sedia – nel frattempo divenuta un’icona del design e il simbolo di un’epoca – fu soggetta a molte modifiche, sia in termini di materiali che di tecnologie di produzione.

Tutto era iniziato negli anni ’60 presso la stessa Vitra, allorché Verner Panton mostrò a Willi e  Rolf Fehlbaum un modello di sedia realizzato con il processo di stampa per imbottitura. Entrambi erano affascinati dal progetto e volevano passare alla produzione in serie.  Nel 1967 la sedia andò quindi in produzione. I primi modelli realizzati erano in poliestere rinforzato con fibroresina, subito seguiti dalla  versione in poliuretano espanso  (Baydur) e da una successiva versione in Luran S stampato ad iniezione (ASA). Successivamente fu però accertato che questo materiale con il tempo si deteriorava ed poteva essere soggetto a rottura. Per questo motivo verso la fine degli anni ‘70 Vitra ne cessò la produzione.

Tuttavia, su iniziativa di  Verner Panton negli anni ‘80 la produzione riprese grazie al costoso, ma affidabile procedimento di stampa con schiuma poliuretanica, utilizzato ancor oggi. Per i veri estimatori di questa versione della sedia, il modello in questione è ancora oggi noto sotto il nome di Panton Chair Classic.

La tecnologia della lavorazione delle materie plastiche nel frattempo si è affinata, al punto che oggi Panton Chair viene nuovamente prodotta con il procedimento di stampa a iniezione con polipropilene completamente riciclabile. Questo nuovo passaggio alla tecnica di stampa a iniezione consente di realizzare la seduta in versione più economica, dando la possibilità ad una parte di pubblico ancora più ampia di accedere a questo classico del design.

Per celebrare i primi cinquant'anni della sedia, che negli anni è diventata una delle più famose al mondo, l'International School of Monza, ha promosso tra i suoi studenti una libera interpretazione della stessa legando la creatività di ragazzi e bambini al tema dell'eco-sostenibilità.
 
Gli studenti hanno usato molti materiali, dalla juta alla carta pesta ai vestiti, ai vasetti dello yogurt, al riso, agli specchi,ai giocattoli, ai giornali, all'alluminio, ai coperchi, al cartone ondulato, ai tappi di plastica, agli imballaggi, ai CD, ai sacchetti sempre in plastica, alle lattine e ai fondi di bottiglia ritrovati sulle spiagge.
 
Tutte queste opere artistiche hanno formato la collezione delle "19 Green Panton Chair", che prima di Natale sarà battuta all'asta e il cui ricavato andrà a favore della Fondazione Onlus AFRICABOUGOU per lo sviluppo dei villaggi nell'Africa sub Sahariana.

 


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