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NORMATIVA

Autorizzazione paesaggistica snella dal 10 settembre

di Paola Mammarella

Nuove disposizioni immediatamente applicabili nelle regioni a statuto ordinario

Vedi Aggiornamento del 18/03/2013
31/08/2010 – Entra in vigore il 10 settembre l’autorizzazione paesaggistica semplificata per gli interventi di lieve entità su aree o immobili sottoposti alle norme di tutela della parte III del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 agosto scorso il Dpr contenente il regolamento approvato a giugno dal Consiglio dei Ministri.
 
Interventi di lieve entità
Rientrano tra gli interventi di lieve entità 39 tipologie di lavori contenute nell’Allegato 1, come incremento volumetrico non superiore al 10%, demolizione e ricostruzione nel rispetto di volumetria e sagoma preesistenti, demolizione senza ricostruzione o demolizione di superfetazioni, aperture di porte e finestre, interventi sulle finiture esterne, realizzazione o modifica di balconi o terrazze e loro chiusura attraverso infissi, realizzazione, modifica o sostituzione di scale esterne.
 
Procedure più snelle anche per interventi sulle coperture degli edifici esistenti, installazione di tende da sole, adeguamento alla normativa antisismica, realizzazione o modifica di autorimesse pertinenziali, tettoie, porticati, chioschi, volumi tecnici, recinzioni, installazione di pannelli solari, termici e fotovoltaici fino a 25 metri quadri e abbattimento delle barriere architettoniche.
 
Documenti e procedure
L'autorizzazione paesaggistica semplificata e' immediatamente efficace ed e' valida 5 anni.
 
L’istanza per il rilascio dell’autorizzazione semplificata deve essere corredata dalla relazione paesaggisti cadi un tecnico abilitato, indicante lo stato dell'area interessata e la compatibilità con
i valori paesaggistici.
 
Il procedimento autorizzatorio semplificato si conclude con un provvedimento espresso entro 60 giorni dal ricevimento della domanda. L'amministrazione competente effettua accertamenti e valutazioni entro 30 giorni. In caso di parere negativo il procedimento può essere concluso in anticipo.
 
In caso di valutazione negativa l’interessato ha a disposizione 10 giorni per la presentazione di eventuali osservazioni. Se la domanda viene rigettata è possibile chiedere una pronuncia del soprintendente, che si esprime nell’arco di 30 giorni.
 
In caso di valutazione positiva l'amministrazione competente entro 30 giorni trasmette alla Soprintendenza una proposta di accoglimento della domanda. Se anche la valutazione del soprintendente è positiva, il parere vincolante viene espresso in 25 giorni. Se il parere vincolante non viene espresso nei termini previsti, l’amministrazione rilascia l’autorizzazione nei 5 giorni successivi senza indire la Conferenza di Servizi.
 
Efficacia del decreto
Il regolamento è immediatamente applicabile nelle regioni a statuto ordinario. Dal momento che le disposizioni sono attinenti ai livelli essenziali delle prestazioni amministrative, le regioni
a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano hanno a disposizione 180 giorni per adottare le norme utili a disciplinare il procedimento di autorizzazione paesaggistica
semplificata.

Posizione delle Soprintendenze
I tempi ristretti e la carenza di personale preoccupano i soprintendenti, secondo i quali la semplificazione delle autorizzazioni paesaggistiche per i piccoli interventi, che talvolta generano un impatto significativo, potrebbe tradursi in controlli sommari.
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Altri commenti
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Luigi

I fini che si era proposto il legislatore erano quelli di snellire la procedura ,dare più trasparenza e responsabilizzare la P.A.ma all'atto pratico tutto ciò non avviene .Infatti: 1)i tempi tecnici stabiliti di 60 giorni per la conclusione del procedimento sono tempi puramente teorici che non potranno mai essere rispettati, trascorsi i quali si potrà adire il giudice amministrativo ma in questo caso bisogna chiedere l'assistenza legale che è alquanto costosa e poi ammesso che si abbiano sufficienti risorse finanziarie, il ricorso al TAR per ottenere un provvedimento predispone sempre male nei riguardi della P.A. 2)è previsto anche di fare ricorso per risarcimento danni ma in effetti sarà difficile uscirne vittoriosi perchè la P.A. riuscirà sempre a dimostrare di aver usato tutta la normale diligenza dell'impiegato medio.Come sempre in Italia si legifera senza avere di mira gli impatti pratici che dette leggi avranno.Così ad esempio se si esamina un pò la situazione del litoranea laziale si rileva che sussistono ancora vincoli paesaggistici che rimontano alla ex L.1497/1939 su fabbricati che si estendono su tutta la strada,edificati 20/30 fa entro i 300 mt dalla battigia(non mi riferisco a quei fabbricati costruiti in zona demaniale) su aree che per l'urbanizzazione subita sono ormai irrilevanti dal lato paesaggistico-ambientale e non più recuperabili per i quali fabbricati è stato chiesto il condono nel 1985 e ancora l'autorità competente non ha emesso un provvedimento di sanatoria.Pe questi sarebbe stato sufficiente condonare l'intera area con un Decreto Ministeriale, senza istituire la lunga procedura di autorizzazione paesaggistica.

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Hud

Siamo alle solite!!! I tempi previsti per la conclusione del procedimento saranno i soliti.....almeno nella mia provincia....ossia dai quattro ai sei mesi o forse anche di piu'....Perché? Perché la Sovrintendenza e' oberata di lavoro...perche' deve badare a tre provincie ....e bla bla bla.E professionisti a e committenti conTinueranno a fare i viaggi della speranza preso le sedi delle Soprintendenze e gli uffici tecnici comunali dove dirigenti e impiegati alzeranno le braccia scocciati dall'insistenza ed, in cuor loro, dalla consapevolezza che forse , gli utenti, non abbiano poi tanto torto.

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Diego

Per un intervento di manutenzione straordinaria (magari urgente) passano, dalla data di approvazione da parte della commissione interna BBAA del Comune 105 gg, oltre al tempo per redigere la relativa pratica e spesso fare i rilievi e la restituzione grafica necessaria... Anche se vi fosse di mezzo la pubblica incolumità mi VIETANO qualunque intervento di puntellamento! E dove vivo io è vincolato di tutto di più. Siamo certi che un po' più di sintesi e potere ambientale ai Comuni sia una male? Per me il DPR non risolve le tempistiche per gli interventi minori: si tratta sempre di almeno 60 gg di attesa e poi i files per la pratica pesano follie di Megabites che è IMPOSSIBILE spedire online. Ma dove diavolo vive sta gente? Lo sanno che abbiamo una rete internet da terzo mondo? Secondo me ci vuole più sintesi e più coraggio a delegare alle Commissioni BBAA dei Comuni (magari rinnovate periodicamente e senza conflitto di interessi per i tecnici chiamati a prestare la propri competenza per il BENE COMUNE), quanto meno per gli interventi minori di manutenzione.

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mas

ma è mai possibile che lo snellimento burocratico debba esprimersi proprio nel liberalizzare gli interventi anche distruttivi su l'unica ricchezza rimasta all'Italia!? Io intravedo troppa leggerezza di valutazione di filtro degli interventi in questa prospettiva di snellimento. A parte molti aspetti che qui non espongo per brevità mi pare davvero rischiosa questa operazione: era meglio promuovere una maggiore sensibilizzazione, questo si che avrebbe sortito più effetto!

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Cappottone

Allora, il vincolo paesaggistico, e' una BOIATA pazzesca, non serve a niente. Dico, ma penste che restera' tutto per sempre cosi, penste veramente che tra 100 anni, tutte le fatiche e le crisi di nervi ed il sangue amaro ingoiato e sputato da Committenti e professionisti, sia valso a qualcosa ??? E che la prosopopea dei tecnici del comune hce vogliono slvaguardare l'aspetto paesaggistico sia servito a qualcosa ??? NO, la risposta e' NO !!! Si chiama progresso e innovazione, e non si puo' fermare. Io capisco slvaguardare opere importanti chehanno un certo valore storico per tutti, vedi Palazzi storici, Chiese e Cattedrali, Parchi, e monumenti in genere, ma per il resto, e' banalmente una questione di TEMPO, tutte le pratiche sulle quali i comuni ora fanno tanto la voce grossa per l'impatto paesistico, tra meno di 50 anni saranno carta straccia e quegli stessi edifici e quartieri saranno stati DEMOLITI e RICOSTRUITI con un aspetto estetico che non ha nulla a che vedere con l'attuale. Quindi, quello che dico io e' USIAMO IL CERVELLO nell'edilizia e non i complessi di inferiorita'. E poi basta con sti 60 giorni...ohh, siamo nel 2010, 60 giorni per cosa ??? Per guardare una pratica ??? Se ise i un professionista VERO ed ESPERTO che conosce la sua materia, ti ci vogliono 2 ore per vedere cosa va e cosa non va in un progetto, altro che 60giorni. Siamo nella preistoria !!!

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Mario

...le leggi sono fatte per essere rispettate....... dagli altri!

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carlo

Leggo tanti commenti interessati, ed io vorrei conoscere ognuno di questi signori TANTO sensibili per le case......d'Altri e constatare quello che veramente hanno fatto, se lo hanno fatto, in casa LORO e, sopratutto, dove abitano.

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Mario

Caro ArchIng, "case in pietra con tetti e solai in legno", se permetti, non è che si può fare di tutta un'erba un fascio. Io non sono di certo a favore delle demolizioni e speculazioni, ma concederai che non tutto il "vecchio" è da salvare! Chiaro che sta nella sensibilità di prorietari e Ammnistratori salvaguardare i beni della Comunità, ma non è possibile che una qualsiasi "pseudo-memoria" storico-paesaggistica blocchi un'iniziativa privata di recupero, con nuove tecnologie costruttive compatibili (chiaramente a volte molto discutibili). Se la tua sensibilità ti spinge ad essere contrario ti posso consigliare 2 strade: verificare se il Comune prescrive qualcosa in merito alle modalità costruttive, ed eventualmente denuncia casi sospetti; se alcune zone le ritieni particolarmente importanti consultati con qualche politico locale o professionista legato a qualche Comitato o Consiglio di quartiere per iniziare campagne di sensibilizzazione che, come è capitato a me, possono portare a modificare il PRG inserendo nelle norme tecniche specifici vincoli progettuali e costruttivi. Se però ti lamenti solo... Io dico solo, come tecnico, ben vengano decreti di semplificazione per evitare che progetti di nuovi edifici o l'inserimento di una velux su un edificio esistente abbiamo gli stessi tempi autorizzativi.

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ArchIng

GRAZIE CHE AVETE RISPOSTO. In Liguria tra qualche anno non ci saranno più edifici in pietra con tetti e solai in legno.... Si vedono in continuazione demolizioni di edifici storici rurali non vincolati e ricostruzione. Nelle agenzie immobiliari si vedono annunci: "vendesi terreni con fabbricato rurale e progetto approvato per demolizione e ricostruzione"

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Mario

Scusate ma avete mai fatto o visto Nulla Osta paesaggistici e monumentali? Il PAESAGGISTICO e il MONUMENTALE sono 2 cose diverse. I vincoli MONUMENTALI non sono sempre quelli PAESAGGISTICI, e viceversa. Il Decreto sul nulla osta ambientale-paesaggistico non c'entra nulla col nulla osta ai beni Storici-Artistici-Monumentali (edifici con più di 50 anni) che deve rilasciare la Soprintendenza dedicata (che in alcuni casi è diversa da quella del Paesaggio). Cerchiamo di non fare confusione: se in un edificio con vincolo paesaggistico MA NON MONUMENTALE è stata concessa l'autorizzazione alla demolizione e ricostruzione con materiali che si ritengono non idonei, va fatta una denuncia e poi Comune e Soprintendenza verificheranno i vincoli ed eventualmente procederanno per abuso. Ma di certo per la demolizione di un casale non vincolato ambientalmente non si deve protestare in Soprintendenza del Paesaggio...non c'entra niente! Andatevi a vedere nei Piani Regolatori e nei Piani Provinciali i vincoli e i gradi di protezione, e dopo potrete muovervi di conseguenza.

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Cap Kirk

Tutto vero. hanno demolito le volte per sostituirle con solai di cemento armato. la ruota in ghisa l'hanno venduta per ferro vecchio. questo decreto non cambia le cose, è di sicuro non le migliora.

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Roberto

Continua la filosofia del processo breve. In sostanza si odia lo Stato e si vuole solo metterlo da parte, confidando tutto sui privati. Un'assurdità. Lo Stato deve funzionare meglio per dare velocemente il nulla osta paesaggistico, antisismico o quant'altro, non abdicare. Dare più risorse allo Stato e combattere chi ritarda il tutto ad arte anche per pretendere poi una mazzetta... Ci rendiamo conto che ormai non si fa più niente se non si pagano funzionari che poi ti mettono su un binario agevolato? Così non c'è giustizia. Vanno avanti solo i ladroni e questo una Nazione civile non dovrebbe permetterlo. Togliere i tempi di risposta senza riorganizzare il Pubblico è solo una mattanza. Per i beni paesaggistici, la giustizia e su ogni altro campo, dove dovremmo essere più efficaci e non fare amnistie continue.

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solenero

ma chi è quel deficiente che demolisce un casale del 1600

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Mario

Scusa ma la demolizione e riscostruzione di un manufatto si può fare anche adessi, senza questo decreto, quindi non c'e' tanto da stupirsi per quello che c'e' scritto. E comunque se puoi demolire e ricostruire un casale del 1600 (non vincolato????? trovane uno... come minimo sarà nell'elenco dei beni con grado di protezione alto) è colpa del Comune col suo Piano Regolatore/PAT/PI/POC/ecc. fatto male, che non rileva correttamente i beni storici da tutelare. Se poi tu, come cittadino, segnali o denunci alla soprintendenza una situazione di questo tipo, oltre che ai Vigili Urbani, al SIndaco e all'Ufficio Tecnico del Comune, una ricostruzione in cemento non la faranno mai. Se si conoscono le leggi si trova sempre il modo di bloccare "civilmente" l'iniziativa sbagliata, è quando si potresta tanto per dare aria alla bocca che non si conclude nulla.

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ArchIng

Se ho capito bene chi si deve aggiustare un antico casale, frantoio, villa del 1600 non vincolata etc... può demolirla e ricostruirla in cemento armato?. ME NE VADO DALL'ITALIA SE E' COSI'.....MI FANNO TUTTI SCHIFO


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