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Biennale Venezia: il padiglione galleggiante della Croazia
ARCHITETTURA

Biennale Venezia: il padiglione galleggiante della Croazia

di Roberta Dragone

Progettato da 14 architetti, è stato costruito su una chiatta 10mx30m

16/09/2010 – La Croazia partecipa alla Biennale di Architettura di Venezia giungendo via mare. Progettato da 14 architetti croati, il Padiglione “galleggiante” è stato costruito su una chiatta di 10 m x 20 m e 3 m di altezza, e poi trainato in laguna da un rimorchiatore.
 
Il progetto è frutto del lavoro di 14 progettisti che hanno preferito, alla formula tradizionale che prevede l’esposizione di più progetti, l’idea di lavorare insieme ad un’unica proposta, dalla progettazione alla costruzione, sino al suo approdo a Venezia. Si tratta di nomi tra i più famosi nella scena architettonica croata contemporanea: Saša Begović, Marko Dabrović, Igor Franić, Tanja Grozdanić, Petar Mišković, Silvije Novak, Veljko Oluić, Helena Paver Njirić, Lea Pelivan, Toma Plejić, Goran Rako, Saša Randić, Turato Idis, Pero Vuković e Tonči Žarnić.
 
Il carico della chiatta, saldato con 32 tonnellate di rete metallica in 42 strati, funge da elemento strutturale. Il carico raffigura l’intero processo creativo di interazione tra gli architetti al lavoro, e la loro collaborazione con l’industria marittima croata.
I 42 strati di profili metallici, distanziati di 50 cm, danno forma ad un volume solido di dimensioni 19m x 9m x 5,5m. La combinazione irregolare dei diversi profili metallici ha consentito di ricavare uno spazio all’interno del suddetto volume, nonché di disegnare sporgenze ed aperture che fungono da cornice verso l’esterno. Quasi impercettibile a distanza, osservata da vicino la struttura reticolare rivela tutta la complessità della sua conformazione, con trasparenze e geometrie che offrono sorprendenti effetti visivi.
 
“Nonostante le 32 tonnellate di acciaio – commenta la progettista  Leo Modrčin, commissario del padiglione croato –  si tratta di una struttura fragile, costruita con una esigua quantità di materiale, che ci si aspetta possa conquistare l’identità di un volume. La parte solida è tutto fuorché solida, scompare completamente a distanza per poi riapparire come un imponente scudo di acciaio quando si è all’interno. Si può in qualche modo avere la sensazione di entrare in una nuda armatura metallica prima ancora di scoprirne l’espressione architettonica. Ma qui sei tu il mezzo dell’interpretazione architettonica. È questo che dev’essere l’architettura”.
 
Il padiglione è stato trainato da un rimorchiatore dal cantiere navale di Porto Re (in croato Kraljevica) fino a Venezia, dove è approdato il 21 agosto scorso.
 
All’interno, l’esposizione della documentazione progettuale è organizzata in più “cargo box”, scatole vuote di cartone sulle quali sono state stampate le diverse fasi progettuali, di costruzione e di trasporto del padiglione da Kraljevica attraverso l’Adriatico.
© Riproduzione riservata

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