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LAVORI PUBBLICI

Ritardo pagamenti, meno deroghe per le PA

di Paola Mammarella

No alla proroga del termine di 60 giorni per la liquidazione delle somme dovute

Vedi Aggiornamento del 18/03/2011
Commenti 4382
28/09/2010 – Resta alta l’attenzione delle imprese, spesso danneggiate dai ritardati pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Nella seduta di mercoledì scorso la Commissione Attività Produttive della Camera ha approvato una serie di emendamenti al ddl 2754, per la tutela della libertà delle imprese, che limitano le deroghe contrattuali consentite alle PA.
 
L’articolo 8 del disegno di legge prevede che la Pubblica Amministrazione liquidi i pagamenti entro 60 giorni dalla scadenza dei termini contrattuali, dopo i quali si applicano gli interessi di mora.
 
Con l’emendamento appena passato la pubblica amministrazione non può derogare per via contrattuale o con atto unilaterale il termine dei sessanta giorni nei rapporti commerciali con le imprese. È inoltre nullo l'accordo di rinuncia agli interessi di mora, sottoscritto anche successivamente al pagamento, qualora una delle parti contraenti sia la pubblica amministrazione.
 
Dal primo gennaio 2011 i creditori di somme dovute e non liquidate dalla pubblica amministrazione per somministrazioni, forniture e appalti possono compensare anche parzialmente tali importi con i debiti eventualmente maturati nei confronti della PA.
 
Per quanto riguarda la disciplina degli appalti pubblici, il ddl prevede a carico di Stato, regioni e autonomie locali il compito di facilitare l’accesso delle piccole imprese alle gare di importo inferiore alle soglie stabilite dall’Unione Europea.
 
Le amministrazioni e le autorità competenti provvedono quindi a suddividere i contratti in lotti e rendere visibili le possibilità di subappalto, garantendo i pagamenti nei vari stati di avanzamento e garantendo alle Pmi una quota non inferiore al 30%.
 
Per facilitare la partecipazione delle piccole e medie imprese assume rilievo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa in aggiunta a quello del massimo ribasso, gli incentivi a forme di aggregazione, associazioni temporanee e forme consortili.


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Altri commenti
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Piero

Un qualsiasi progetto se redatto da un appena buon progettista, ha un computo metrico, il quale ha un prezziario, se tale prezziario è stato redatto con criterio, avrà un'analisi dei prezzi, da tutto questo, sia i progettisti sia le pubbliche amministrazioni, si saprebbe, in anticipo, fino a che punto le imprese in gara possono spingere il ribasso, oltre il quale il lavoro no si potrebbe fare o finire come da progetto, ameno di combattimenti per "riserve" o tentativi di fregare in qualche cosa o più, tipo materiali, mano d'opera, sicurezza, o non andranno mai a bun fine...NON SI POSSONO ACCETTARE RIBASSI SUPERIORI A QUELLO CHE IL PROGETTISTA STABILISCE!!! SI VINCONO GARE ANCHE CON RIBASSI SUPERIORI AL 50%!!!