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Tracciabilità dei pagamenti, continua il dibattito

di Paola Mammarella

Respinta la sospensione degli effetti di legge, attesi chiarimenti per i contratti firmati e in esecuzione

Vedi Aggiornamento del 06/12/2010
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29/09/2010 – Il confronto sulla tracciabilità dei flussi finanziari negli appalti pubblici sta ritardando i pagamenti. Le misure introdotte dalla Legge 136/2010 per il contrasto alle infiltrazioni mafiose hanno causato qualche difficoltà interpretativa.
 
La riunione di lunedì scorso, convocata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per trovare una soluzione univoca alle molteplici interpretazioni, ha escluso la sospensione della norma in attesa di un regolamento chiarificatore.
 
I dubbi non riguardano tanto i contratti stipulati dopo il 7 settembre, data di entrata in vigore della legge, ai quali si applicano le nuove disposizioni, ma quelli già firmati e in esecuzione. Secondo indiscrezioni di stampa sarebbe quindi allo studio una moratoria di sei mesi per chiarire le modalità operative con cui attuare le misure approvate eliminando il contante e aprendo un conto dedicato al pagamento di stipendi, appaltatori e subappaltatori.
 
In base alle istruzioni dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture, le nuove norme si applicano ai contratti sottoscritti dopo il 7 settembre, anche se relativi a bandi antecedenti. In occasione della stipula è infatti possibile inserire le clausole sulla tracciabilità. Per l’Authority, inoltre, i pagamenti in contanti sono consentiti solo in caso di eccezionalità e per importi inferiori ai 500 euro. Gli operatori possono indicare come conto corrente dedicato anche uno già esistente, usare un conto per più commesse così come dedicare più conti alla stessa operazione. Il bonifico bancario è poi equiparato al RID e al RIBa.


Sembra invece chiarita definitivamente la sorte dei subappalti, che, anche se stipulati dopo il 7 settembre, seguono quanto previsto per i contratti principali.
 
Le istruzioni dell’Authority potrebbero essere integrate con ulteriori indicazioni. In alternativa, è anche possibile la presentazione di un provvedimento in Consiglio dei Ministri.
 
Fino all’approvazione di un apposito documento bisogna quindi tener presente quanto stabilito dalla legge 136. Per consentire la tracciabilità dei pagamenti, appaltatori, subappaltatori, subcontraenti della filiera delle imprese e concessionari di finanziamenti pubblici devono utilizzare conti correnti bancari o postali dedicati, anche non in via esclusiva, alle commesse pubbliche. Tutti i movimenti finanziari devono essere registrati ed effettuati esclusivamente tramite bonifico, documentando i pagamenti in favore di enti previdenziali, assicurativi e istituzionali, con il divieto di impiegare denaro contante. Per consentire una maggiore trasparenza, il bonifico bancario o postale deve riportare il codice unico di progetto (CUP) relativo all'investimento pubblico.

In caso di violazioni, oltre all’applicazione della clausola risolutiva, che fa cessare automaticamente il contratto, la legge prevede l'applicazione di una sanzione amministrativa dal 5 al 20% del valore della transazione per chi usa il contante e dal 5 al 10% per chi non si appoggia a conti correnti dedicati.

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