Carrello 0
NORMATIVA

Autorizzazione paesaggistica, dal 10 le semplificazioni

di Paola Mammarella

Ricorso alla giustizia amministrativa e risarcimento del danno contro i ritardi delle amministrazioni

Vedi Aggiornamento del 18/03/2013
09/09/2010 – Entra in vigore domani il regolamento che introduce l’autorizzazione paesaggistica semplificata per gli interventi di lieve entità su aree o immobili sottoposti alle norme di tutela della parte III del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
 
Le nuove disposizioni sono immediatamente applicabili nelle Regioni a statuto ordinario, mentre le altre hanno a disposizione 180 giorni per l’adozione di norme ad hoc.
 
La procedura semplificata dimezza i tempi per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica. Nel caso delle 39 tipologie di interventi di lieve entità indicati dal regolamento, il procedimento deve concludersi entro 60 giorni. Con il sistema ordinario sono invece necessari 105 giorni o 120 in presenza di conferenza di servizi.
Una volta ottenuta, l’autorizzazione paesaggistica è subito valida cinque anni. Al contrario quella ordinaria lo diventa dopo 30 giorni dal rilascio.
 
La domanda deve essere corredata da una relazione paesaggistica semplificata, redatta da un tecnico abilitato, contenente fonti normative, stato dell’area, conformità del progetto con i valori paesaggistici e con la disciplina urbanistica ed edilizia.
 
L’Amministrazione competente valuta se il progetto rientra nella procedura semplificata, riservandosi la possibilità di chiedere documenti integrativi. Dopo aver valutato la conformità dell’intervento alle prescrizioni del piano paesaggistico, l’Amministrazione può esprimere parere negativo, dando all’interessato 10 giorni di tempo per presentare osservazioni, o positivo. In quest’ultimo caso la domanda è inoltrata entro 30 giorni alla Soprintendenza, che esprime parere vincolante in 25 giorni. Nei successivi 5 giorni l’amministrazione adotta un provvedimento conforme al parere della Soprintendenza.
 
Per prevenire l’inerzia dell’amministrazione è previsto il ricorso alla giustizia amministrativa con il risarcimento del danno. In ogni soprintendenza sono individuati uno o più funzionari responsabili dei procedimenti.
 
I tempi ristretti e la carenza di personale preoccupano però i soprintendenti, secondo i quali la semplificazione delle autorizzazioni paesaggistiche per i piccoli interventi, che talvolta generano un impatto significativo, potrebbe tradursi in controlli sommari.


 
 


© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
Luigi

Sono poveri illusi quelli che credono che la soprintendenza effettui qualche forma di tutela. In realtà effettua solo una inutile quanto vergognosa formalità burocratica che richiede complessa e costosa documentazione. Il tutto si concretizza in enormi perdite di tempo, costi per il cittadino e passività per i tecnici costretti a seguire e subire i cavilli burocratici in continua mutazione. Bastano e avanzano le autorizzazioni del Comune, quelle della soprintendenza andrebbero riservate solo agli immobili storici o a grossi complessi immobiliari. E' ridicolo che si debba pronunciare per lo spostamento di una finestra o stupidaggini simili: attendere quasi un anno e spendere migliaia di euro solo per l'autorizzazione è assurdo. Sono queste le cose che stanno impoverendo l'Italia da ormai troppi anni. Anzichè lavorare per produrre ricchezza e benessere, ci stiamo dedicando a cose inutili e improduttive. Se ogni giorno diventiamo più poveri lo dobbiamo a questo.

thumb profile
gianni

la sopraintendenza ai beni ambientali mi ha dato il permesso per installare un impianto da 3kw....ma non sul tetto della casa,o sul tetto del parcheggio che è all'ombra o sul suolo un pò meno all'ombra ma comporta il taglio di piante e movimento terra .......che dire ....facevano più bella figura a dire di non metterli proprio tanto così si vedono ugualmente ma non servono a nulla.bravi hanno centrato il problema complicare le cose semplici.

thumb profile
guido

Vi immaginate che tutta questa procedura va seguita anche per la rimozione e sostituzione dei coperture in amianto? Secondo me in questi casi l'amministrazione dovrebbe fare ponti d'oro e stendere il "tappeto rosso" e non creare complicazioni, inutili aggravi di costi e perdite di tempo

thumb profile
yash

Se ogni ente facesse esclusivamente quello per cui esiste (aimè tanti sono inutili) e fossero le polizie a verificare se c'è illecito, allora in 60 giorni si potrebbe fare tutto, anche in meno. Il fatto è che in Italia in tanti pensano ancora che è meglio evitare gli illeciti rendendo difficile fare anche il lecito. E' meglio lasciar fare, poi se non rispetta quanto convenuto allora sarà beccato e PUNITO. Per me la semplificazione è pure poca.

thumb profile
Mario

... è sentire poi i politici stessi che creano iter burocratici lamentarsi per la troppa burocrazia! Ma rendersi conto che ogni legge vuol dire allungare tempi e costi? E' troppo difficile? E poi dicono che non bisogna dire "si stava meglio quando si stava pegio"...

thumb profile
guido

Secondo me questo decreto non introduce alcuna semplificazione, anzi introduce un altro passaggio al già complesso iter burocratico dei nulla osta pesistici "la dichiarazione di conformità urbanistica da parte del comune" che non era prevista dal Codice Urbani. In realtà il passaggio sarebbe il seguente: Comune - U.T.P. Comune - Soprintendenza - U.T.P. che emette il nulla osta finale. Tutto questo in 60 gg. ???? .....Vorrei sapere alla fine chi di tutti questi avrebbe il tempo di controllare la pratica. E' importante ricordare ai terrorizzati dalla semplificazione, che spesso si tratta di spostamenteo di finestre. Hanno ben ragine i Soprintendenti e responsabili vari degli uffici perche percorrere questa rafila in 60 gg. è praticmaente impossibile. l’attivazione degli strumenti di tutela riconosciuti in capo ai soggetti lesi dal “ritardo”, di cui alla L. 241/90, espressamente richiamata dal decreto saranno forieri di ulteriori costi per la Pubblica Amministrazione ma assolutamente inutili per la ripresa economica. Ai talebani del paesaggio vorrei inoltre ricordare che le eccesive complicazioni e lungaggini hanno di fatto un terribile effetto boomerang in quanto sono il più grande incentivo all'abusivismo.

thumb profile
marco

l'Italia è il paese meno indicato per fare esperimenti sbrigativi in tema di tutela del paesaggio e dei beni culturali rimasti poichè ne è colma più di altri paesi: la strada non è solo quella della semplificazione se non è accompagnata da altre fasi di controllo efficace e veramente competente. Comunque è palesemente tutta demagogia. Dove un ambiente è rovinato gli immobili diminuiscono di valore, da cui quelli contenti non capiscono che alla lunga ci rimettono pure loro.

thumb profile
francesca

invece di tutelare i beni paesaggistici si va verso la deriva. gli enti pubblici lavorano con fatica, far rispettare le normative, con i ricorsi e i furbetti del quartierino, è sempre più difficile, le risorse umane scarsissime. in più ora ci si mettono le categorie "di opere minori" (...immagino che non sarà poi così difficile ricadere nelle fattispecie...) e le sanzioni per i ritardi....quanti abusi paesaggistici siamo riusciti a frenare sino ad oggi?...sono fortemente preoccupata. il paesaggio sta cambiando in peggio, e nessuno purtroppo pensa che sia una risorsa preziosissima per tutti.

thumb profile
Raffaele Vicedomini

Gradirei un parere da chi si sente più esperto riguardo alla questione della richiesta del Parere in surroga :_Per un'opera non rientrante tra quelle indicate come "lieve entità" , resta sempre la possibilità di richiedere il parere in surroga alla Soprintendenza competente qualora l'Ente Comunale non si eprime nei sessanta giorni dal deposito dell'istanza di permesso di costruire ? Grazie a quanti vogliono contribuire. Raffaele Vicedomini

thumb profile
Joe

Qui si vogliono fare le nozze con i fichi secchi, come dire: si vuole tutelare il paesaggio e si alleggeriscono i controlli (e va be'); si vuole la qualità e non si aumenta il personale qualificato nelle strutture pubbliche perché aumenterebbe la spesa e non solo ... se non si riesce a rispondere nei tempi ... si possono richiedere i danni a quei poveri funzionari quali siamo noi.

thumb profile
stella mario

Nessuno più dei comuni può sapere l'eventuale scempio che il costruire puòprovocare nel territorio. Ente che si piò sopprimere. I funzionari potrebbero essere impiegati per evitare che si possano compiere abusi; cioè prevenire.... Stella Mario

thumb profile
L.C.

PERCHE' I SOPRINTENDENTI INVECE DI ESSERE COSI' PREOCCUPATI NON PENSANO AD INSERIRE PERSONALE QUALIFICATO, PIUTTOSTO DI FAR GIUDICARE I PROGETTI A IPOTETITI TECNICI CHE NON SANNO NEMMENO QUALI SONO GLI ASPETTI E LE COMPONENTI FONDAMENTALI A TUTELA DEL PAESAGGIO.

thumb profile
LOUISELLA

EBBENE SI, FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE ANCHE NELLE ZONE VINCOLATE. FINALMENTE POSSO APRIRE O SPOSTARE UNA FINESTRA SENZA DOVER ASPETTARE ALMENO 1 ANNO E SENZA SPENDERE UNA CIFRA ESAGERATA DI PROGETTAZIONE. GRAZIE

thumb profile
ugo

....come se l'interminabile e stantio iter corredato dal "silenzio-assenso" finale, servissero a evitare scempi paesaggistici !!!? Ma lasciamo lavorare la gente .........

thumb profile
Renzo Marrucci

Ma di più alla faccia del paesaggio italiano... della cultura italiana e della nuova idea di libertà ... Ma che bravi, che bravi, che bravi !!