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NORMATIVA

Boom di presenze al ‘Tour Piano Casa’di Edilportale

di Paola Mammarella

Concluse le tappe di Firenze e Perugia, alta la partecipazione dei tecnici per l’attuazione delle norme

Vedi Aggiornamento del 09/01/2012
24/09/2010 – Continua il grande successo del “Tour Piano Casa” organizzato da Edilportale. Il boom di presenze, registrato ieri nella Sala Convegni dell'hotel Albani a Firenze e mercoledì a Palazzo dei Priori di Perugia, conferma l’attenzione dei tecnici verso le misure per la semplificazione delle procedure urbanistiche.
 
Toscana
Altissimo il riscontro all’incontro di Firenze, con oltre 500 partecipanti interessati ad ulteriori semplificazioni dati i limiti presenti nella legge regionale. Si è impegnata in tal senso l’Assessore all’urbanistica Anna Marson, consapevole che dallo snellimento delle procedure potrebbe derivare una maggiore spinta alle domande di intervento. Finora, su 214 comuni monitorati, sono state registrate 485 istanze di ampliamento e 47 per la demolizione e ricostruzione con premio di cubatura.
 
La Toscana, come ricordato da Giorgio Perruccio, funzionario del settore sperimentazione e pianificazione territoriale della regione, è stata la prima ad attuare l’accordo Stato-Regioni del primo aprile 2009. La legge interviene in un ambito edilizio e urbanistico già normato dalla L.R. 1/2005 che già prevedeva ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni anche con procedure più semplici. Col Piano Casa, concepito in chiave restrittiva, si devono rispettare gli strumenti urbanistici comunali, escludendo le aree a rischio idrogeologico e migliorando le prestazioni energetiche degli edifici.
 
Dello stesso avviso Simone Gheri, sindaco di Scandicci e membro dell’Anci, che, oltre ad evidenziare limiti maggiori nel Piano Casa rispetto al regolamento urbanistico comunale, ha annunciato la stesura di un glossario dell’urbanistica valido per tutti i comuni, in collaborazione con l’Inu.
 
Criticata infine dall’Ance l’esclusione delle aree industriali dismesse dagli interventi di demolizione e ricostruzione, così come i requisiti per l’efficienza energetica troppo stringenti.
 
Dato il numero di domande poco incoraggiante, è emersa la volontà di non prorogare gli effetti del piano Casa, in scadenza il 31 dicembre. Sarà invece modificata la L.R. 1/2005 per il governo del territorio. 

In una dichiarazione resa da poco dal Presidente della Regione Enrico Rossi, è emersa poi la volontà di estendere gli ampliamenti agli edifici industriali, a patto che gli investimenti siano destinati alla produzione e gli interventi vengano effettuati con alti livelli di sostenibilità ambientale.

Umbria
Sono stati più di 200 i tecnici intervenuti nella splendida cornice della Sala dei Notari a Palazzo dei Priori, per sciogliere i dubbi innescati da una legge regionale giudicata 'rigorosa' dal Dirigente del settore infrastrutture Luciano Tortoioli, che ha sottolineato i limiti posti alle demolizioni e ricostruzioni, ma soprattutto alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Restrizioni che si collocano in controtendenza alle leggi regionali in vigore, come quella sui centri storici, che consente l’utilizzo delle premialità volumetriche anche in altre zone.
 
Le complessità, individuate dall’Assessore all’Urbanistica del Comune di Perugia Valeria Cardinali, si sommano alle difficoltà interpretative subentrate con la sostituzione della Dia con la Scia e al ritardo nella conoscenza della legge, messo in evidenza dal Presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Perugia Massimo Mariani. La norma è stata inoltre definita un “abuso codificato” dal Presidente dell’ordine degli architetti Glauco Provani.
 
Secondo l’Anci, il numero di domande conferma il mancato raggiungimento degli obiettivi: in tutto sono state presentate 91 istanze, il 95% riguarda interventi di ampliamento, si contano poi tre domande di demolizione e ricostruzione, di cui una riguardante un edificio produttivo. La ragione potrebbe essere individuata nella legge urbanistica in vigore, che consente gli ampliamenti già da dieci anni.
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