Carrello 0
NORMATIVA

Fonti rinnovabili: in Gazzetta le Linee Guida nazionali

di Rossella Calabrese
Commenti 36864

Disciplina unica per tutto il territorio nazionale, DIA/SCIA per i piccoli impianti, comunicazione di inizio lavori per gli impianti domestici

Vedi Aggiornamento del 22/09/2011
Commenti 36864
21/09/2010 - Sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 18 settembre scorso, le Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
 
Le Linee Guida, approvate più di due mesi fa dalla Conferenza Unificata insieme con il Conto Energia 2011-2013 (leggi tutto), erano molto attese perché costituiscono una disciplina unica, valida su tutto il territorio nazionale, che consentirà finalmente di superare la frammentazione normativa del settore delle fonti rinnovabili.
 
Il decreto disciplina il procedimento di autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, per assicurarne un corretto inserimento nel paesaggio, con particolare attenzione per gli impianti eolici.
 
LE PROCEDURE
La costruzione, l’esercizio e la modifica degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili richiede un’autorizzazione unica, rilasciata dalla Regione o dalla Provincia delegata, che dovrà essere conforme alle normative in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico artistico, e costituirà, ove occorra, variante allo strumento urbanistico.
 
Gli impianti più piccoli sono invece realizzabili con una procedura semplificata:
 
- i piccoli impianti - cioè quelli con capacità di generazione inferiore alle soglie fissate dalla tabella A allegata al Dlgs 387/2003 - sono realizzabili attraverso la procedura di Denuncia di Inizio Attività (DIA) disciplinata dagli articoli 22 e 23 del Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/2001). Si tratta, ad esempio, degli impianti fotovoltaici fino a 20 kW; impianti a biomassa fino a 1000 kWe; impianti eolici fino a 60 kW; impianti idroelettrici fino a 100 kW. Le eventuali concessioni o autorizzazioni ambientali e paesaggistiche devono essere acquisite e allegate alla DIA;
 
- gli impianti minori (es.: impianti fotovoltaici integrati negli edifici; impianti a biomassa fino a 50 kWe; minieolico; piccoli impianti idroelettrici e geotermoelettrici; ecc.) sono considerati “attività di edilizia libera” e possono essere realizzati previa comunicazione di inizio lavori al Comune.
 
DIA/SCIA
Le Linee Guida non tengono però conto della recente Legge 122/2010 che ha sostituito la DIA (Denuncia di Inizio Attività) con la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), procedura che consente di avviare i lavori nel giorno stesso della segnalazione all’amministrazione preposta, senza attendere i 30 giorni previsti dalla precedente disciplina. Sarà quindi necessario applicare la nuova procedura, tenendo però conto che la SCIA non è esattamente uguale alla DIA, ad esempio non si applica agli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire che possono essere realizzati alternativamente con Dia, neanche se le Regioni lo abbiano previsto con norme precedenti alla legge 122/2010 (leggi tutto).
  
INSERIMENTO DEGLI IMPIANTI NEL PAESAGGIO
Particolare attenzione è riservata all’inserimento degli impianti nel paesaggio e sul territorio: elementi per la valutazione positiva dei progetti sono, ad esempio, la buona progettazione degli impianti, il minore consumo possibile di territorio, il riutilizzo di aree degradate (cave, discariche, ecc.), soluzioni progettuali innovative, coinvolgimento dei cittadini nella progettazione, ecc. Agli impianti eolici industriali è dedicato un apposito allegato che illustra i criteri per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio.
 
AREE NON IDONEE ALLA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI
Le Regioni e Province autonome possono individuare aree e siti non idonei all’installazione di specifiche tipologie di impianti. Per ciascuna aree dovranno però essere spiegati i motivi dell’esclusione, che dovranno essere relativi ad esigenze di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale.
 
MISURE COMPENSATIVE
L’autorizzazione alla realizzazione degli impianti non può essere subordinata o prevedere misure di compensazione in favore di Regioni e Province. Solo per i Comuni possono essere previste misure compensative, non monetarie, come interventi di miglioramento ambientale, di efficienza energetica o di sensibilizzazione dei cittadini.
 
LE NORME REGIONALI
Le Linee Guida entreranno in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione, cioè il 3 ottobre 2010. Le Regioni e gli Enti Locali - a cui oggi compete il rilascio delle autorizzazioni - dovranno adeguare le proprie norme alle Linee guida entro i 90 giorni successivi all'entrata in vigore, cioè entro il 1° gennaio 2011.
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
stefano

Cara Maria Fioravanti, invece di blaterare scenari complottistici degni di "area 51", cerca di indirizzarti a professionisti seri e capaci per divincolarti nella normativa. Ricordati che benvengano i finanziatori, che il fine ultimo è produrre energia verde, che i pannelli sono completamente rimovibili e riciclabili al contrario di certe schifezze che si vedono in giro. Caro andrea della volpe, anche io vorrei un milione di euro per comperare un terreno al mare in prima fila e per costruirci 9 appartamenti, ma... la banca non me li da...amen.

thumb profile
stefano

basta una planimetria G.I.S. on line con tutta la pianificazione ed una casella di posta certificata, in 10 secondi ti stampi un certificato di destinazione urbanistica, invece di 30 giorni ed impiegati che chattano

thumb profile
Aliso

Sono state emanate alcune leggi sulla semplificazione degli interventi edilizi minori, Dia, Scia, Linee guida ma la giungla normativa impera indisturbata. Ora mi chiedo: ma che ca_zo ci sta a fare un ministro per la semplificazione delle leggi, se poi quelle nuove sono il solito farraginoso compendio di rinvii e di rebus interpretativi ponendo il cittadino sempre e coltanto di fronte all'obbligo di documentazione tecnica più costosa, talvolta, delle sanzioni amministrative in caso di infrazione? Perchè non liberare il campo dai vincoli delle Soprintendenze messi su luoghi anche del tutto marginali o irrilevanti dal punto di vista della tutela paesaggistica? Perchè non obbligare le stesse a procedure di nulla-osta per piccoli lavori insignificanti a tempi rapidi, max 15 giorni, per esprimersi e su richiesta diretta e non tramite Comune? Calderoli fece un falò di leggi in disuso, abbandonate nella prassi quale vanto di semplificazione, eppoi ci sforna leggi a ripetixione e l'una in contrasto o diversa dall'altra senza nulla dire in merito a quale si debba, di fatto, applicare con certezza, così restando arbitri i burocrati comunali. I quali si accaniscono sui piccoli lavori e danno via libera a obbrobri spaventosi di palazzi e costruzioni gigantesche. Magari la stessa amministrazione pubblica realizza opere veramente brutte e in stridente contrasto con la tutela del paesaggio e dell'ambiente in cui inserite. Già ... ma questa è l'Italia del fare ... annunci e non concretezza e interesse del cittadino comune.

thumb profile
andreadellavolpe@virgilio.it

manca in questa normtiva un collegamento per le banche per aiutare i vecchi piccoli, proprietari e artigiani,e i giovani,per accedere con fidi a queste importanti forme di EPPpergia...

thumb profile
eurorisparmio online gratis

<alt>L'energia eolica e Fotovoltaica da fonti rinnovabili aiuta l'ambiente e il portafogli euro risparmiamo tutti contribuendo a migliorare il Mondo</alt>

thumb profile
francesco cherubini

vorrei fare una proposta. questo giochetto del potere legato alla confuzine normativa mette in evidenza che il singolo professionista o la piccola realtà hanno nelle loro dimensioni la loro debolezza. se invece costituissimo un gruppo che, in una qualche forma contrattuale, si impegna a pagare uno studio di commercialisti o avvocati abbastanza cazzuto per avere una newsletter aggiornata che dirima i dubbi e i fumi a suon di soldi (che però divisi peserebbero meno)? se volete parlarne il mio indirizzo è francesco.cherubini@es3.it

thumb profile
maria fioravanti

e i mega impianti che stanno coprendo le verdi valli con gli specchi neri del fotovoltaico che danno un reddito ai proprietari dei terreni agricoli e profitti ventennali ai soliti noti che investono come sempre alle spalle dello Stato? Dia Scia ed ipocrisie simili per stendere una bella coltre di fumo su chi sta appendendo il cappello al chiodo per avere rendite da capogiro per i prossimi vent'anni? Che dire del loro impatto ambientale? I monopoli dell'energia dispongono evidentemente di "corsie preferenziali" mentre i piccoli devono cercare di capire qualcosa nella coltre di fumo delle normative che li riguardano...

thumb profile
eolico

ma queste linee guida che stabiliscono che i procedimenti iniziati....leggi vigenti tuto ok, poi gli impianti avranno la qualifica IAFR se entrano in esercizio dopo i 150 giorni previsti dalla legge 125/10 salva Puglia art 1 Quater? che ne pensate?

thumb profile
stefano

MA NON DOVEVANO INTRODURRE LA DIA FINO AD 1 MW ? QUANDO LO FARANNO ? QUANDO TOGLIERANNO GLI INCENTIVI ?

thumb profile
CICCIOHE'

CHE CONFUSIONE. PERCHE' E' COSIì DIFFICILE IN ITALIA PERMETTERE DI FAR QUALCOSA SENZA TROPPI AMMENICOLI. POSSIBILE CHE NON SI CAPISCE CHE E' QUESTA GIUNGLA NORMATIVA A PRODURRE LA CORRUZIONE CAUSA PRIMA DI TUTTI I MALI DEL NOSTRO PAESE? STIAMO VERAMENTE AL CANE CHE SI MORDE LA CODA. GUARDATE LA NORMA NUOVA, SEMBRA CHE IN UN CENTRO STORICO SI POSSA OPERARE SOLO CON COMUNICAZIONE. VOI CI CREDETE??

thumb profile
stefano

Ci vorrebbe una bella rivoluzione, sarei il primo ad offrirsi volontario per tagliare la testa in piazza ai deficienti che scrivono queste leggi.

thumb profile
Jack

ma quindi in caso di vigenza di una precedente legge regionale come ci dobbiamo comportare?? la legge regionale non vale più? quello che davo per consolidato (legge statale principio->legge regionale dettaglio) cade rapidamente nell'oblio...