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Edilportale Digital Forum, giro di boa per la prima fiera virtuale dell’edilizia
TECNOLOGIE Edilportale Digital Forum, giro di boa per la prima fiera virtuale dell’edilizia
NORMATIVA

Scia, un vademecum per i progettisti

di Paola Mammarella

Ok alla nuova procedura per restauro, risanamento conservativo e ristrutturazioni senza mutamenti di volume e sagoma

Vedi Aggiornamento del 06/07/2015
Commenti 125832
22/09/2010 – Resta alta l’attenzione dei progettisti sulla Scia, la Segnalazione certificata di inizio attività che ha sostituito la Dia. Con una nota del Ministero per la semplificazione normativa, lo snellimento delle procedure, introdotto con la manovra estiva, è stato definitivamente esteso all’edilizia. La sostituzione però non è sempre automatica, ma deve sottostare a qualche condizione.
 
Valutazioni preliminari
Come primo passo il progettista deve accertarsi che l’intervento non rientri nei casi di:
  • edilizia libera, come manutenzioni ordinarie, eliminazione di barriere architettoniche senza alterare la sagoma degli edifici, opere temporanee per ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra per l’esercizio dell’attività agricola, serre mobili;
  • interventi soggetti a comunicazione, come manutenzioni straordinarie su parti non strutturali degli edifici, pavimentazione di spazi esterni, installazione di pannelli solari, realizzazione di aree ludiche e arredo di aree pertinenziali;
  • interventi soggetti a permesso di costruire, come nuove costruzioni, ristrutturazioni edilizie e urbanistiche.
 
La Scia non sostituisce neanche la Super-Dia, prevista dall’articolo 22 comma 3 del Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia. Fanno capo a questa disciplina gli interventi urbanistici in cui è possibile usare la Dia in alternativa al permesso di costruire:
  • ristrutturazione che porti a un edificio diverso dal precedente, con aumento delle unità immobiliari, mutamenti di volume, sagoma, prospetti o, limitatamente ai centri storici, della destinazione d’uso;
  • nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi con disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive dichiarata dal Comune in sede di approvazione di detti piani attuativi;
  • nuova costruzione in esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.
 
In questi casi la sostituzione della Dia con la Scia non è automatica, ma si deve continuare ad usare la vecchia procedura. Valgono le stesse considerazioni per le leggi regionali che, prima dell’entrata in vigore della manovra, hanno deciso il ricorso alla Dia in alternativa al permesso di costruire per alcuni interventi.
 
In secondo luogo è necessario valutare l’esistenza di un vincolo ambientale, paesaggistico o culturale gravante sull’immobile su cui si intende intervenire, in presenza del quale si potrà usare la Scia solo allegando il parere positivo della Soprintendenza. La Scia, infatti, non può sostituire i nulla osta delle Amministrazioni preposte alla tutela del vincolo, ma deve accompagnarsi ad essi.
 
Applicazione della Scia
Negli altri casi è possibile presentare la Scia, senza ulteriori oneri, al Comune in cui si trova l'immobile e iniziare i lavori nello stesso giorno. La segnalazione deve essere corredata dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione, che ha 60 giorni di tempo per fermare i lavori in presenza di carenza dei requisiti. Il limite di tempo si allunga in caso di rischio di danni gravi e irreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute e la sicurezza pubblica. I pareri degli organi o degli enti appositi sono sostituiti dalle autocertificazioni. In presenza di dichiarazioni false o mendaci l’Amministrazione può vietare la prosecuzione dei lavori, applicare sanzioni penali da uno a tre anni di reclusione o quelle previste dal capo VI del Dpr 445/2000.
 
La Scia si applica quindi a:
- restauro e risanamento conservativo come consolidamento, ripristino, rinnovo degli elementi costitutivi, inserimento degli elementi accessori e degli impianti necessari per l’utilizzo dell’immobile;
- ristrutturazione edilizia, nella quale rientrano anche le demolizioni e ricostruzioni con stessa volumetria e sagoma;
- varianti al permesso di costruire per opere che non incidono su parametri urbanistici e volumetrie, non modificano destinazione d’uso e categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le prescrizioni del permesso di costruire.


I casi incerti
Secondo la nota esplicativa dei giorni scorsi, alle Dia già presentate si applica la normativa vigente in quel momento, salva la possibilità per il privato di avvalersi del nuovo strumento presentando una Scia per il medesimo intervento. Sappiamo però che alcuni comuni hanno continuato ad accettare la Dia, dando luogo a due procedure parallele. Applicando alla lettera la nota, potrebbero non essere valide le Dia presentate dopo l’entrata in vigore della manovra i cui lavori, decorsi i 30 giorni previsti dalla vecchia normativa, sono già in corso.

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Altri commenti
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antonio

Gradire sapere se la sostituzione del solo manto di copertura, con diverso materiale, può essere eseguito con Comunicazione di attività libera art. 6 c. 2 lettera a). Grazie

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Armando

Per ArkLD: il problema non e' l'interpretazione personale dei tecnici del comune, e' la loro TOTALE ignoranza sul regolamento edilizio. Faccio un esempio: "perche' darmi la possibilita' di fare gli abbaini in 3 modi diversi per poi rompermi per farmeli fare SEMPRE come dici tu ??? Metti solo una forma e vedi che hai risolto il problema. Idem dicasi per TUTTO il resto. Sono loro che non sono capaci di fare un regolamento edilizio efficace. Se vuoi ceh sia tutto uguale perche' sei un becero senza il minimo gusto estetico, fai un bel regolamento edilizio da casa popolare e vedrai che tutto sara' uguale ed armonioso (sempre tenendo conto del gusto di uno scarafaggio). Certo che e' che incapponirsi su delle regole che da qui a 50anni saranno stati DISTRUTTE e' proprio sintomo della sola volonta' di voler abusare del proprio potere. Si, perche' tra 50anni, quello che NON possiamo costruire ORA, sara' costruito e non solo. Io non dico di dare libero sfogo alla cementificaizone, ma per lo meno, usiamo il buonsenso, eliminiamo le attesa e mettiamo gente CAPACE in comune, non una manica di frustrati in attesa di noi malcapitati da usare come mezzo per sfogare le loro frustrazioni !!! Tornando alla SCIA...io non ho ancora capito a cosa serve. Per i lavori di manutenzione straordinaria, non c'e' piu' bisognodi niente, a patto che non si tocchino le parti strutturali e quindi la SCIA NON SERVE. Se devi toccare la parti strutturali, il99ù% dei comune ti chiede il permesso di costruire e quindi pure qui LA SCIA NON SERVE...mi dite a cosa serve ??? A costruire la cuccia per il mio cane ?!?!? Scusate il sarcasmo ma non riesco veramente a capire QUANDO possa essere utilizzata la SUPER NUOVA INNOVAZIONE del governo.

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ArkLD

La DIA prescriveva che l'inizio lavori poteva avvenire trascorsi almeno 30 giorni dalla sua presentazione, giorni che permettevano all' UTC, di verificare la legittimità del progetto notificato, al Professionista di non incappare in una interpretazione della norma, da parte del Tecnico istruttore, diversa dalla sua. Avete mai ricevuto dall'Ufficio Tecnico Comunale, dopo aver presentato una DIA, una Diffida ad iniziare le opere edili? Ora immaginate cosa possa succedere qualora, in corso d'opera, doveste accorgervi che l'interpretazione della norma che avete adottato non è condivisa dallo stesso UTC. Pensate che non possa succedere? Provate allora a fare questo test : Proponete ai vari Tecnici istruttori dell'UTC 10 quesiti su temi normativi a Voi poco comprensibili; ottenute le risposte (spesso diverse e contradditorie tra loro) divertitevi a elaborare statistiche per definire l'entità del rischio al quale potremmo sottoporci utilizzando un procedimento "veloce" come la SCIA. Fatemi sapere.....AUGURI :-) PS: Le diverse interpretazioni dei Tecnici Istruttori non dipendono dalla loro impreparazione, ma dall'oggettiva difficoltà di leggere ed interpretare in maniera univoca le norme che regolamentano la nostra attività.

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Armando

PER ALBINO, vincolo paesistico= NIENTE SCIA. Quindi devi far seguire dal tuo geometra'architetto la vecchia strada, ovvero l'attesa dei soliti 30/60gg.

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Albino

Il mio intervento più che un commento, vuole essere una domanda a chi è certo di aver capito il piano casa in calabria: dovrei rifare la copertura della propria casa, demolendo e ricostruendo il piano attico secondo il piano casa regionale, premesso che intento usufruire dell'aumento volumetrico del 30%, devo presentare al comune lo SCIA o il permesso di costruire? il fabbricato si trova sito su territorio soggetto a vincolo paesaggistico ed ambientale. Ringrazio molto anticipatamente a colui che mi può chiarificare.

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black box

la responsabilita' del tecnico esiste in quanto deve asseverare la conformita' delle opere allo strumento urbanistico, forse non c'e' semplificazione ma sicuramente viene elimanto il tempo di attesa della Dia.

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ArkDL

Concordo pienamente con Mirko, ed aggiungo/rimarco: Ha senso parlare di Leggi che accelerino i tempi burocratici, mediante le Dichiarazioni di conformità dei Professionisti, solo quando le varie Norme non comportino un ventaglio infinito di interpretazioni. Nelle condizioni attuali Leggi similari trasformano il Professionista in un bersaglio facile, per cui finiremo per trascorrere più tempo in Tribunale che in Ufficio.

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BLACK BOX

cio' che è chiaro e' che mentre per la DIA si attendevano 30 gg con tale procedura i lavori si iniziano alla presentazione della comunicazione . La pratica comunque del tecnico è piu o meno la stessa di prima.

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MIRCO

Sarebbe interessante che esistesse un politico che quando inizia una politica modifichi l'intero pacchetto e ogni volta che si modifica si riemette il pacchetto con tutte le correzioni necessarie ma 1 pacchetto: dove le parole campo di applicazione siano veramente un ambito preciso, se volevo fare l'avvocato facevo l'avvocato non il tecnico. Oramai siamo una via di mezzo che lavora con un tariffario da tecnico delle fotocopiatrici ma con competenze da giurisprudenza pura. Sempre limpidi

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Armando

Per ALESSANDRO, e' una legge nazionale, quindi posso assicurarti al 100% che la LOMBARDIA non puo' decidere di NON ADERIRE visto che non e' FACOLTATIVO FARLO ma e' OBBLIGATORIO (magari leggitelo un po' meglio il testo di legge, visto che c'e' scritto proprio all'inizio) Per ARCH FILO, io sono pienamente d'accordo con te, pero' sai quante volte capita che il regolamento edilizio prevede diversi modi di fare una cosa a seconda delle esigenze, poi arriva il tecnico imbecille del comune che il regolamento edilizio probabilmente non lo ha mai letto e ti blocca i lavori perche' dice che la cosa la devi fare in un altro modo. Tu allora finisci in causa, perche' e' l'unico modo per farti valere, dopo 4 anni vinci la causa ma intanto hai avuto il cantiere FERMO per 4 anni. Ci sarebbe bisogno di uno snellimento di queste procedure, il problema dell'edilizia, non sono i costruttori, sono i tecnici del comune che di voglia di lavorare e tenersi aggiornati SERIAMENTE non ne hanno MAI avuta (ovviamente parlo del 90% non del 100%, qualcuno fortunatamente si salva). Se una cosa io la posso fare in svariati modi come da regolamento edilizio, scelgo quello che meglio mi aggrada ed a meno che non ci sia un vincolo di qualsivoglia genere, tu tecnico del comune ti devi limitare a controllare che siano rispettate le prescrizioni del regolamento edilizio, il tuo gusto peronale NON INTERESSA A NESSUNO e non ti e' dato il potere di ABUSARNE creando problemi alla gente che lavora !!! I tecnici comunali che creano queste situazioni dovrebbero essere licenziati e radiati dall'albo, i complessi d'inferiorita' si sfogano in altri modi, non sulla pelle della gente che deve lavorare per vivere !!!

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VINCENZO

Scusate la citazione dal film "Gli intoccabili" ma mi pare che l'effetto annuncio di questa norma, superi gli effettivi benefici per il cittadino, i professionisti, ed i tecnici comunali. Sembra che questa norma sia fatta da persone non addette ai lavori. L'unico maggior onere è dato al professionista che si vede caricato di ulteriori responsabilità preventive, a cui qualcuno potrà chiedere conto, qualora si rivelasse sbagliata la sua interpretazione delle norme, che come sappiamo sono farraginose. A tutto questo non corrisponde un'adeguamento delle parcelle e la certezza di essere pagati preventivamente, come succede all'estero.

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Alessandro

Comunque... in Lombardia non è applicabile!

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arch Filo

...cari colleghi il Governo ci sta dicendo che: iniziate i lavori senza aspettare (in Francia esiste gia questa procedura)..poi controlliamo se tutto è fatto secondo la normativa in vigore.......e voi Tecnici...pensate bene di fare una ricerca (prima di iniziare una costruzione)...per vedere se tutto va bene...indipendentemente dagli inizi amministrativi.........è questo che snellisce il tutto.......il professionista si informa su come deve agire....gli enti pubblici alla fine controlleranno....nel frattempo il cittadino inizia i lavori e va avanti fino a quando non esce nulla che blocca i suoi lavori............informazione...prevenzione......controllo....sono le linee guida che piovono sul nostro settore....e sono pienamente d'accordo

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arch steven

mi pare che il Governo abbia emanato una norma pasticciata per il ns. settore, che non ne sentiva proprio la necessità. La DIA poteva eventualmente essere migliorata ed ampliata, fermo restando il periodo di 30 gg. per l'esame da parte dei tecnici comunali, che NON DEVONO essere estromessi dai controlli. Tutta questa fretta di iniziare i lavori con una SCIA mi pare sospetta....

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robi

Anche in questo caso il governo ignorante pur di avere un consenso cieco e bue, getta fumo negli occhi alla gente, che pensa di poter fare quello che vuole senza autorizzazioni! aumentano gli abusi edilizi di ogni tipo! è solo propaganda, bieca e interessata a sviare dalle manovre politiche e personali! non è vero che si snellisce e velocizza, le certificazioni sono richieste così come è richiesto il lavoro del professionista che verifichi, grazie a Dio (!) Ma è troppo tardi, ora, la gente instupidita dagli spot televisivi pensa di poter fare ogni cosa! Dio salvi questa povera Italia!!!!

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arch Filo

...ehhh..siiii....noi tecnici non sappiamo leggere l'italiano...non conosciamo il Diritto...e i soggetti impiegati negli enti pubblici ci somigliano...........perchè ci lamentiamo con il Governo se la colpa è nostra...che non sappiamo fare il nostro mestiere?.......perchè chiediamo di chiarire se non sappiamo noi leggere e interpretare una normativa?????...i confusi siamo noi insieme agli impiegati pubblici!!!!!!!!!!!!purtroppo

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roberto

confusione e sconcerto.Sono solidale con tutti ma in modo particolare con quello che dice Michele Gli Sportelli dell'edilizia dei vari comuni.....sono diventati un muro di gomma....Non capisco se per iperburocrazia acuta o per inadeguatezza...congenita. Predichiamo bene ma razzoliamo malissimo. Scusate il mio disappunto!

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Ettore Parente

In questa confusione generale , qualcuno mi sa dire quale è il titolo abilitativo per il recupero di sottotetti senza opere edili, senza modifica di volumi, previsti dal piano casa art 8. ?

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Maurizio pellini

Ma nessuno lo dice... Tutto quello che non rientra in scia e per il quale la vecchia norma prevedeva la Dia non può che farsi con il permesso a costruire. Nessuno parla poi delle opere gia' effettuate da sanare (vedi ex dia a sanatoria): che si fa in questi caso?

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Gianluca

Mah.....a me sembra solo che la confusione aumenti....così chi vuole fare le cose per bene si trova ancora più imbrigliato e chi prima fa e poi regolarizza continua esattamente come prima....mah....Einstein diceva che Dio non gioca a dadi...ma i nostri governanti mi sembrano proprio che ci giochino...

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ENZO

Finalmente una legge che semplifica le cose e riduce i tempi.

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Armando

Scusatemi ma qualcuno mi speiga a cosa serve la SCIA ??? Cosa sostituisce ??? Da quello che leggo praticamente la SCIA non si applica a niente, visto che per la manutenzione ordinaria e straordinaria (senza modifiche strutturali) ormai non c'e' piu' bisogno nemmeno della vecchia DIA e basta una comunicazione semplice redatta da professionista abilitato, per le modifiche strutturali, da quello che leggo, la SCIA non e' applicabile tantomeno lo e' per aumenti volumetrici o frazionamenti di unità sia in zone senza vincolo che in zone con vincolo...e allora mi spiegate dov'e' questa enorme innovazione e snellimento della burocrazia edilizia ??? Per come la vedo io e' rimasto TUTTO esattamente come prima, hanno solo creato questa terminologia SCIA...CHE NON SERVE A NIENTE ed hanno fatto ricadere qualsiasi tipo di intervento nella casistica del PERMESSO DI COSTRUIRE. A mio parere hanno allungato a dismisura i tempi, altro che accorciarli !!!

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golfdan

Appare chiaro che il termine DIA, nella legislazione non esiste più. La "super DIA" che, in materia edilizia rimane in vigore in sostituzione del "permesso di costruire", si chiamerà "super SCIA", ma in questo caso l'inizio dei lavori può avvenire solo dopo 30 gg. dalla presentazione.

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MICHELE

Come al solito non c è chiarezza nelle norme e nemmeno le amministrazioni locali sanno esattamente come intervenire, e noi tecnici come i cittadini ci troviamo sbalottati da una norma all'altra senza essere certi su come operare. Ma dico, possibile che non si possa decidere una volta per tutte una procedura definitiva e che duri almeno 5 anni senza stravolgere di continuo sempre tutto?!!. L'edilizia in Italia è fondamentale per l'economia, ci vogliono norme piu concrete e certe. Non ho parole.....