Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Superbonus 110% e difformità urbanistiche, cosa è consentito fare e cosa no
NORMATIVA Superbonus 110% e difformità urbanistiche, cosa è consentito fare e cosa no
RISPARMIO ENERGETICO

Conto Energia: l’industria fotovoltaica chiede di prolungarlo

di Rossella Calabrese

ANIE/GIFI: 'lavorare agli obiettivi del 2020 e garantire lo sviluppo sostenibile del settore'

Vedi Aggiornamento del 21/09/2010
Commenti 6234
10/09/2010 - Allargare gli orizzonti temporali del Conto Energia e pubblicare in Gazzetta le Linee Guida per il fotovoltaico.
 
Sono le richieste dell’industria fotovoltaica emerse nel corso dell’appuntamento annuale ANIE/GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) con gli operatori del settore, che si è svolto ieri a Roma nell’ambito della manifestazione PV Rome.
 
Il convegno, incentrato sugli aspetti autorizzativi e fiscali del fotovoltaico, è stato “un importante momento di confronto atto a condividere esperienze e chiarire dubbi” – ha dichiarato  Gert Gremes, Presidente di ANIE/GIFI, che ha aperto l’incontro.
 
“Il Conto Energia 2011 costituisce un netto miglioramento rispetto alla precedete normativa – ha detto Gremes - anche se le nostre richieste al Governo prevedevano orizzonti temporali più estesi senza nessun limite allo sviluppo del mercato. Tre anni, in una logica industriale, non sono sufficienti a pianificare investimenti strutturali ed il limite di potenza incentivabile (3000 MWp al 2013 e 8000 MWp al 2020, n.d.r.) non rispecchia appieno le potenzialità del settore. Sono sicuro che l’industria può garantire almeno 15000 MWp di potenza installata al 2020”.
 
“Dopo 79 mesi di attesa – ha aggiunto Domenico Inglieri, consigliere ANIE/GIFI - le Linee guida per lo svolgimento dell'iter autorizzativo per gli impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili hanno finalmente raggiunto il consenso della Conferenza Stato-Regioni”.
 
Occorre però segnalare la mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del relativo decreto attuativo, condizione necessaria affinché le Linee Guida entrino in vigore. Dal momento della pubblicazione in Gazzetta, le Regioni possono recepire le Linee Guida entro i 90 giorni successivi, trascorsi i quali, sarà valida la normativa nazionale. “Il rischio  ha spiegato Inglieri – è quello di iniziare il 2011 con tariffe che cambieranno ogni quattro mesi e con ancora procedure autorizzative diverse da regione a regione”.
 
“Dobbiamo iniziare subito a lavorare su una prospettiva di più lungo termine – ha concluso Gremes - e garantire uno sviluppo sostenibile del mercato e dell’industria, con l’ottica di integrare, in maniera proporzionale al suo potenziale, la tecnologia fotovoltaica nel mix di fonti energetiche necessarie al raggiungimento degli obiettivi vincolanti del 2020”.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
Gabibbo

Mii, per 40 m2 di pannelli ho duvuto fare i papiri del vincolo ambientale 90gg. + 30gg e il comune non accetta la scia, non la sanno ancora gestire... La prossima volta chiedo il permesso per una centrale nucleare, sono sicuro che l'iter e' piu' semplice..... Gabibbo Genova Ponente

thumb profile
Giuseppe Cosentino

Noi in media ne facciamo uno da 15 kWp al giorno ;-)

thumb profile
Francesco

Dove sarebbe tutto questo guadagno? Forse per produttori e rivenditori, ma gli altri... La concorrenza è sfrenata, i margini ridottissimi, ed il calo dei prezzi si è arrestato, anzi ci sono tensioni al rialzo (inverter...) Un progettista, per progetto e documentazione di un impianto di 3 kW percepisce un compenso tale che, per campare, dovrebbe farne uno ogni tre giorni...

thumb profile
Paolo

D'accordo con tutti i precedenti commenti. Spero che in futuro si sviluppi anche la produzione italiana di materiali ed apparecchiature per il fotovoltaico. Unica eccezione per l'idroelettrico ed altre fonti "rinnovabili". L'idroelettrico ormai ha sfruttato tutti i più piccoli rigagnoli d'Italia, spesso rovinando intere vallate anche le più remote ed incontaminate, in alcuni casi senza garantire nemmeno il DMV (chi controlla?). Sulle biomasse si è detto e scritto molto, ma di fatto possono, a mio avviso, essere utilizzate 'eco-logicamente' solo a livello locale. Gli impianti non dovrebbero essere fonte di distruzione dei nostri boschi che sono andati a ricostituirsi in questi ultimi 60 anni. Essi sono l'unica nostra possibilità di attenuare gli effetti dei mutamenti climatici e dei dissesti idrogeologici che ne deriveranno. Non sono nemmeno d'accordo sulle leggi che obbligano i proprietari dei boschi (e non ne ho) a "pulire il bosco", diversamente la pulizia verrà fatta in maniera coatta e con richiesta di rimborso e multa. La pulizia del bosco è un non senso ecologico che va contro il perpetrarsi stesso della sua vita e della biodiversità.

thumb profile
stefano

vogliamo la dia fino a 1 mw in presenza di linea enel, altrimenti vogliamo la dia fino a 5 mw in caso di realizzazione di substazione. Vogliamo delle regole certe, vogliamo che le autorizzazioni dopo 6 mesi se non si apre realmente il cantiere scadano senza poter essere rinnovate ed altresì vogliamo che venga tolta la fideiussione a garanzia della realizzazione fino ad 1 mw (oggi è pieno di autorizzazioni prese per mera speculazione e che impegnano le linee e chi vuol realizzare non sa dove allacciare ed in piu deve munirsi di fideiussione, ma siamo matti ?). vogliamo semplificazione, produce molto piu inquinamento ed impatto visivo un casello autostradale della cintura milanese che 1 gw fotovoltaico, senza contare i tumori dovuti agli scarichi, non c'è nessun impatto ambientale nel sostituire il petrolio con i raggi del sole, il ventyo e l'acqua, se lo affermate fate gli interessi di qualcuno che vi paga. comunque, se non cambiamo passo finiamo che saremo obbligati al nucleare, imbecilli come siamo.

thumb profile
Matteo

Hai perfettamente ragione su tutto quello che hai scritto. In aggiunta ,secondo me il legislatore ha SPESO male le proprie risorse concentrandosi troppo sul fotovoltaico: tecnologia poco efficiente rispetto ad alte rinnovabili (idroelettrico, eolico, ecc,,)

thumb profile
Giuseppe Cosentino

Egregi Signori É arrivato il momento di smetterla di fare le vittime, apprezzare lo sforzo che é stato fatto dal legislatore in un momento di crisi mondiale (vi ricordo che il nostro é l´unico settore che non ne ha risentito) e soprattutto rinunciare agli smisurati utili che l´industria fotovoltaica produce che si traducono in un totale disinteresse da parte della stessa di investire in ricerca e sviluppo. É una logica di mercato chiara e precisa: Fino a che gli incentivi sono cosí alti - la tecnologia presente sul mercato soddisfa le produzioni richieste dagli utenti finali - alle industrie tale tecnologia costa quasi nulla - i clienti sono contenti perché il BEP é calibrato dagli stessi costi di mercato sempre intorno al 8°-9° anno. In conclusione, ci guadagnamo un pó tutti - industriali, investitori, installatori, progettisti, utenti finali, GSE, ENEL ecc..., per cortesia smettiamola di lamentarci.