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RISULTATI

Toyo Ito vince il Praemium Imperiale per l’Architettura

di Rossella Calabrese

Tra i premiati Castellani, Pollini e Loren

Commenti 6657
17/09/2010 - Martedì 14 settembre la Japan Art Association ha proclamato Toyo Ito vincitore del 22esimo Praemium Imperiale per l’Architettura.

Il prestigioso riconoscimento, assegnato annualmente a partire dal 1989, conta 5 categorie - ovvero pittura, scultura, musica, cinema/teatro, e architettura. I premiati sono selezionati per i risultati conseguiti e l'influenza esercitata nel campo dell’arte a livello internazionale, nonché per il ruolo svolto nell'arricchimento della comunità mondiale. 

A ciascun vincitore viene assegnato un premio pari a 15 milioni di yen (circa 113.000 euro), un diploma e una medaglia, consegnati dal Principe Hitachi, fratello minore dell'Imperatore del Giappone e Honorary Patron della Japan Art Association.

La cerimonia di premiazione è fissata per il prossimo 13 ottobre a Tokyo. A far compagnia a Ito, in qualità di vincitori del riconoscimento per i 2010 sono 3 eccellenze italiane, ovvero Enrico Castellani per la categoria “Pittura”, Maurizio Pollini per la Musica e Sophia Loren per Teatro/Cinema, la tedesca Rebecca Horn è invece detentrice del premio Scultura.

Nato nel 1941 a Seoul (Corea), Toyo Ito è un architetto concettuale di fama mondiale, costantemente distintosi per il suo spirito innovativo e per l’influenza esercitata a livello globale. Nel 1965 entra a far parte dello studio Kiyonori Kikutake Architects and Associates per poi fondare nel 1971 il suo atelier, impegnandosi soprattutto nella progettazione di edilizia residenziale privata. Ha ricevuto l’Architecture Institute of Japan Prize per il progetto della sua stessa dimora, la Silver Hut (1984), ideata nell’intento di “realizzare un edificio leggero e trasparente", un concetto all’epoca nuovo, che attrasse l’attenzione di critica e colleghi.
 
Più di recente, il suo lavoro si è esteso alla progettazione di strutture commerciali e pubbliche. La Mediateca di Sendai, un centro polifunzionale culturale inaugurato a Sendai nel 2001, gli ha regalato fama e onori nel mondo dell'architettura. Assai conosciuti sono anche il progetto innovativo del Tod's Omotesando Building (2004) e quello del Za−Koenji Public Theatre (2008), progettato minuziosamente nell’intento di “creare un clima di gioia e di allegria”.
 
Non ha avuto la stessa fortuna la tanto discussa Huge Wine Glass, opera d’arte contemporanea firmata dal Ito per la città di Pescara. Nel febbraio 2009, a soli 2 mesi dall’inaugurazione in Piazza della Rinascita, il grande “calice di vino”, un parallelepipedo a base quadrata (2m X 2m) in polimetilmetacrilato, costato 1 milione e centomila euro, è andato in frantumi in seguito alla dilatazione termica provocata dal congelamento delle resine contenute nella scultura.

L’opera permane in piazza della Rinascita, “in attesa dell'esito delle perizie ordinate dal Tribunale per capire le cause del cedimento. Il Comune pensa a un'asta pubblica per venderlo o a una sistemazione in uno dei musei cittadini” si legge in un comunicato stampa diffuso dall’ANSA nell’agosto passato. 

Le precedenti edizioni del 'Praemium Imperiale' hanno premiato nella categoria “Architettura”:

2009 – Zaha Hadid
2008 - Peter Zumthor
2007 - Herzog & De Meuron
2006 - Frei Otto
2005 - Taniguchi Yosiho
2004 - Oscar Niemeyer
2003 - Rem Koolhaas
2002 - Norman Foster
2001 - Jean Nouvel
2000 - Richard Rogers
1999 - Fumihiko Maki
1998 - Alvaro Siza
1997 - Richard Meier
1996 - Tadao Ando
1995 - Renzo Piano
1994 - Cherles Correa
1993 - Kenzo Tange
1992 - Frank Gehry
1991 - Gae Aulenti
1990 - James Stirling
1989 - Ieoh Ming Pei

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Altri commenti
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renzo marrucci

Piccoli architetti che fanno fatica a vivere ... legati a se stessi più che ad altro... semmai così mi pare l'andazzo oggi...


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