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LAVORI PUBBLICI

Aniem, per le Pmi edili -20% di investimenti pubblici in 3 anni

L’Associazione delle imprese edili chiede al governo 5 interventi immediati

Vedi Aggiornamento del 03/02/2011
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21/10/2010 - “La contrazione degli investimenti pubblici nell’edilizia ha assunto una tendenza costante, pari, per le pmi edili, ad un calo del 20% negli ultimi tre anni”. A denunciarlo è l’Aniem (Associazione nazionale imprese edili manifatturiere della Confapi), secondo cui le risorse a disposizione degli enti locali sono sempre più esigue e il crollo della produzione per le piccole e medie imprese che operano nel settore dell’edilizia, ben il 94%, subirà un calo ulteriore. Per il Presidente Dino Piacentini “negli ultimi sei anni il numero dei bandi si è dimezzato, con un calo del 30% solo nel 2010 e ulteriori diminuzioni sono già messe in conto per il 2011 e il 2012”.
 
Secondo l’Associazione, le risorse destinate a nuove infrastrutture rappresentano ormai solo il 2% del bilancio statale, ed emerge una costante diminuzione dei lavori di piccolo e medio importo, ben -40% per i lavori fino a 500.000 euro, mentre i bandi di importo superiore ai 100 milioni di euro sono più che raddoppiati dal 2003 ad oggi.
 
“Ormai - commenta Piacentini - sembra consolidarsi la tendenza ad un coinvolgimento dei soggetti privati nel finanziamento degli interventi infrastrutturali: nei primi otto mesi del 2010 si è registrata una crescita del 62% dei bandi per Ppp (pubblic private partnership)”.
 
Per rilanciare la competitività e la crescita del settore, secondo l’Aniem serve una riforma urgente, per un “nuovo sistema Pmi contro la crisi”: occorre partire dalla consapevolezza della situazione finanziaria che vede, in costante tendenza, una diminuzione delle risorse pubbliche per investimenti in infrastrutture.
 
Per questo Aniem chiede al governo 5 interventi immediati: la riformulazione del sistema di qualificazione delle Soa, che si limitino a verificare i requisiti generali di tutte le imprese (sia quelle che svolgono lavori pubblici che quelle che fanno solo edilizia privata) ed, a fronte di questa attività più leggera, sia tagliata la tariffa del 50%; l’applicazione della contrattualistica di rete al settore dei lavori pubblici; l’innalzamento dell’iva al 4% per tutte le operazioni riconducibili all’edilizia e l’abolizione dell’iva sull’invenduto; un piano straordinario per la riqualificazione delle aree urbane, sulle quali destinare il gettito Ici e, infine, l’alleggerimento immediato del costo del lavoro.
 
 
Fonte: Ufficio stampa ANIEM

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