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LAVORI PUBBLICI

Appalti, i cambiamenti societari non pregiudicano la gara

di Paola Mammarella

Consiglio di Stato: i raggruppamenti temporanei possono mutare anche dopo le offerte

Vedi Aggiornamento del 13/12/2010
28/10/2010 – I raggruppamenti temporanei di imprese possono cambiare senza provocare conseguenze nell’aggiudicazione degli appalti. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la sentenza 7276/2010 del primo ottobre scorso.
 
La modificazione dei rapporti temporanei di imprese può avvenire senza problemi anche dopo la fase di presentazione delle offerte. Secondo i giudici, infatti, questa situazione non può pregiudicare l’ammissione alla gara, così come l’aggiudicazione e la stipula del contratto.
 
Il CdS ha inoltre ribadito che una interpretazione diversa potrebbe contrastare con l’ordinamento comunitario, che mira a salvaguardare la dinamicità delle imprese e dei mercati.
 
Inizialmente il D.lgs 158/1995 prevedeva l’immodificabilità soggettiva dell’offerente. Con il D.lgs 163/2006, che ha assorbito l’influenza del diritto comunitario, è stato stabilito che la fusione, scissione, affitto o trasformazione non provocano conseguenze se vengono conservati i requisiti richiesti dal bando.
 
Secondo il CdS il principio di immodificabilità dell’offerente non si adatta alle richieste del mercato, in base alle quali le imprese operano in senso dinamico, adeguando le proprie strutture organizzative.
 
Allo stesso tempo, però, le imprese hanno l’obbligo di comunicare alla Stazione Appaltante qualsiasi cambiamento o trasformazione. Viene così tutelata l’esigenza pubblica di affidabilità oggettiva e soggettiva.
 
Ferme restando queste condizioni, la Stazione Appaltante può quindi proseguire i rapporti giuridici con un soggetto diverso per denominazione o forma societaria.
© Riproduzione riservata

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