Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
LAVORI PUBBLICI

CNAPPC: ‘no agli incarichi di progettazione alle Università’

di Rossella Calabrese

Architetti contrari alla determinazione dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici che consente alle Università di partecipare alle gare

Vedi Aggiornamento del 01/02/2011
Commenti 8746
29/10/2010 - Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori si pronuncia contro la Determinazione 7 del 21 Ottobre 2010 dell’Autorità di Vigilanza, che consente alle Università di partecipare alle gare per l’affidamento degli incarichi di progettazione.
 
Ricordiamo che, con la Determina 7/2010, l’Authority ha affermato che le Università, le Fondazioni, gli Istituti di formazione o di ricerca possono partecipare alle gare per l’affidamento dei contratti pubblici. L’Autorità ha spiegato che non è espressamente vietato agli operatori pubblici partecipare alle gare d’appalto, nè nell’ordinamento universitario esistono norme che vietino alle Università di offrire servizi sul mercato (leggi tutto).
 
Secondo il CNAPPC, l’Authority ha del tutto ignorato la Decisione n. 3638 dell’8 giugno 2010 con la quale il Consiglio di Stato si era pronunciato in senso opposto. “Si tratta - afferma il comunicato del  CNAPPC - di una determinazione “politica”, perchè impone una interpretazione del Codice degli Appalti che prescinde del tutto dal dato normativo e che, ben lungi dal risolvere le questioni aperte, aumenta l’incertezza e il disordine nel mercato dei lavori pubblici.
 
È quindi facile - secondo il CNAPPC - prevedere che il provvedimento dell’Authority genererà nuovo contenzioso; infatti, la Determina, forzando il dato normativo, apre il mercato degli appalti pubblici a soggetti che - per i privilegi legislativi e finanziari di cui godono - sono in grado di alterare il gioco della concorrenza a danno dei professionisti e delle imprese, che non possono certo contare su finanziamenti, strutture e personale a carico del bilancio pubblico.
 
“Siamo stupiti - si legge nel comunicato - in quanto l’Autorità di Vigilanza è sempre stata un argine fermo ed irremovibile ad interpretazioni riduttive dei principi europei della concorrenza”. “Comprendiamo lo stato di crisi degli atenei italiani - dovuto in parte alle ristrettezze del bilancio pubblico - ma non comprendiamo assolutamente perché si voglia far pagare questa situazione ai soli professionisti italiani. I costi della crisi non possono gravare sempre e solo sulle nostre spalle!”.
 
Il CNAPPC - conclude il comunicato - auspica che l’Autorità riveda la sua recente posizione, anche alla luce della giurisprudenza nazionale e comunitaria, e auspica che siano presto adottate dal Parlamento le opportune modifiche legislative atte a chiarire in modo definitivo una materia tanto delicata e complessa, così come giustamente fece a suo tempo la Legge Merloni.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
arch Filo

ciao Adriano....la penso come te.......è molto giusto e chiaro quello che scrivi

thumb profile
arch Filo

Andrea ....scrivi cose per rabbia....non credo che tu conosca il CNAPPC......sei un prof dell'università?...sei un ricercatore o studente?...insomma...mi dici a quale catecoria appartieni?....solo allora potrei rispondere con cognizione di causa a ciò che scrivi nella news...ciao uomo non rappresentato da nessuno!!!!!

thumb profile
andrea

Non è una questione di lana caprina. Il Consiglio Nazionale degli Architetti e compagnia bella, NON RAPPRESENTA GLI ARCHITETTI e quindi non può parlare in loro vece. Rappresenta la società civile, i consumatori, gli utenti degli Architetti. E quindi non è deputato a decidere chi fa che cosa ma è l'rgano a cui il Ministero della Giustizia ha demandato il compito di controllare come è fatta. Titolare "Architetti contrari alla determinazione dell’Autorità ....." non solo è fuorviante ma soprattutto inesatto. E induce i cittadini a vedere gli Archietti come una Coorporazione difesa dagli Ordini, sovvertendone diametralmente il ruolo. E la signora Calabrese queste cose dovrebbe saperle visto che sono anni che si interessa dell'argomento.

thumb profile
adriano

L'universita' se diventa soggetto economico competitivo nelle gare di progettazione etc deforma in modo irreversibile il mercato. Già ora c'è un forte contrasto tra piccoli e medi professionisti e società d'ingegneria. Bene hanno fatto gli ordini a porre il problema di una tutela in tal senso. L'Universitàesprime il laboratorio del sapere e la ricerca ,,,la professione il sapere consolidato e la concretezza del fare nella sua dimensione econico /temporale

thumb profile
lino

COME è POSSIBILE REGALARE ANCORA ALTRE COMMESSE E ALTRI SOLDI AI BARONI DELLE UNIUVERSITà, CHE SFRUTTANO GLI STUDENTI PER I LORO INCARICHI PRIVATI...VERGOGNATEVI SOLO PER AVERLO PENSATO...

thumb profile
Rodrigo

Nelle Università i lavori sono realizzati dagli studenti che preparano gli esami, sotto forma di esercitazione, al fine del conseguimento del punteggio scritto ed orale. Il docente, alla fine, mette insieme le carte e le TESTATE e le consegna. Ricordo anni fa al Politecnico di Torino all'esame di disegno industriale progettammo panchine ed arredi urbani per la partecipazione ad un bando in Valle D'Aosta, ... non so ancora come è andata a finire. Saluti

thumb profile
Domenico Luciani

Nel testo della determinazione in oggetto si menziona quanto affermato dalla Corte europea in proposito. In un passaggio è affermato che: "in talune circostanze particolari, l'amministrazione aggiudicatrice ha l'obbligo, o quanto meno la facoltà, di prendere in considerazione l'esistenza di aiuti non compatibili con il Trattato, al fine eventualmente di escludere gli offerenti che ne beneficiano". Tale concetto non sembra essere stato sufficientemente approfondito nella determinazione dell'Autorità. Dubito che gli aiuti di stato di cui usufruiscono le università siano compatibili con il Trattato.

thumb profile
Francesco

Finalmente i rappresentanti di categoria si sono accorti che per anni le università, o forse meglio i "baroni" delle università si sono foraggiti con gli incarichi affidati ai dipartimenti dove spesso il lavoro di ricerca venica svolto dagli studenti senza alcuna retribuzione. Attenzione anche il 2% ai tecnici delle PA costituisce uno strumento distorsivo della libera concorrenza.

thumb profile
arch Filo

...ho sempre affermato che ognuno deve fare il proprio mestiere....quindi!!!! chi è insegnante o fa parte degli atenei (compreso gli studenti) deve solo pensare alla formazione e quindi non deve entrare nel settore del mercato....mi riferisco ad appalti o altri incarichi esterni dei lavori nei cantieri.......ci sono gli studi privati con i liberi professionisti che devono poter fare ciò per cui hanno studiato e si sono preparati e laureati....ad ognuno il proprio mestiere........capito!!!!?????