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Edilizia scolastica, Gelmini: ‘controllato l’80% delle scuole’

di Rossella Calabrese

Il Ministro dell'Istruzione ha annunciato al Senato che il Governo sta studiando formule per recuperare risorse dai privati

Vedi Aggiornamento del 22/09/2011
Commenti 6133
07/10/2010 - “Per il Governo l’edilizia scolastica costituisce una priorità nazionale, tanto che fin dall'avvio della legislatura ci siamo attivati con numerose iniziative, anche di sostegno finanziario, dirette a favorire i compiti degli enti locali”. Lo ha detto martedì scorso il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Mariastella Gelmini, nel corso di un’informativa al Senato sull’avvio dell’anno scolastico.
 
Gelmini ha ricordato le iniziative del Governo in favore della sicurezza dell’edilizia scolastica: il tavolo tecnico attivato con la Conferenza Stato-Regioni per l’aggiornamento e l’informatizzazione dell’anagrafedei rischidegli edifici scolastici; i sopralluoghi nelle scuole, avviati in collaborazione con gli enti locali. Ad oggi - ha affermato il ministro - l’80% del patrimonio edilizio scolastico italiano è stato oggetto di sopralluogo. “Il fabbisogno è molto oneroso - ha detto Gelmini -, ma nel frattempo è stato attivato il piano straordinario di messa in sicurezza delle scuole nelle zone a rischio sismico”.
 
Il Ministro ha spiegato che saranno utilizzati 20 milioni annui, derivanti dai risparmi sulle spese per la politica. Inoltre, attraverso un accordo con l’INAIL, sono stati definitivamente assegnati agli enti locali 70 milioni di euro ed è stato opportunamente reperito un miliardo di euro dal fondo FAS per l’edilizia scolastica, di cui 226 milioni sono serviti alla ricostruzione delle scuole in Abruzzo; della restante parte, dopo faticose trattative, è stato ripartito il primo stralcio di circa 300 milioni, e si sta procedendo al secondo stralcio, dando priorità agli interventi più urgenti. La commissione Bilancio della Camera - ha concluso Gelmini - sta procedendo alla ripartizione di altri 300 milioni.
 
Gelmini ha ammesso che non sono cifre esaustive e sufficienti per far fronte al fabbisogno di miglioramento dell’edilizia scolastica; il ministro ritiene comunque che si tratta di cifre importanti che, se verranno compartecipate dagli enti locali, potranno produrre un effetto moltiplicatore. Quanto alla procedure di spesa, secondo Gelmini, “la difficoltà sta nel velocizzare i tempi”. Poi ha annunciato che, in fase di stesura del piano per il Mezzogiorno, “stiamo trovando anche alcune formule per recuperare risorse da enti privati” una opzione - ha detto il ministro - già valutata con i ministri Tremonti e Fitto.
 
Secondo il senatore Francesco Bevilacqua (PdL), “occorre accelerare con gli interventi necessari per mettere a norma le scuole, oltre che attivare meccanismi per la realizzazione di nuove scuole”. La situazione, ha spiegato il senatore, è particolarmente difficile nel Mezzogiorno, a causa dei rischi idrogeologici e dell’elevato numero di scuole non a norma.
 
Critiche sono arrivate dai senatori di opposizione: per Mariapia Garavaglia (PD), occorre risolvere una serie di deficienze strutturali, come l’inefficienza nell’insegnamento dell’educazione fisica, dovuta in primo luogo all’inidoneità delle palestre. Per risolvere strutturalmente il problema della messa in sicurezza degli edifici, ha aggiunto, servirebbe un piano pluriennale straordinario di edilizia scolastica.
 
Per Giovanni Pistorio (Misto-MPA-AS), la voce di spesa in bilancio ammonta ad appena 300 milioni di euro a fronte - come ammette lo stesso Ministero - dei 13 miliardi di euro necessari per la messa in sicurezza degli edifici, di cui il 60% è privo della relativa certificazione. Secondo Maria Teresa Bertuzzi (PD) i Comuni (anche i più virtuosi) non possono intervenire sull’edilizia scolastica, perché bloccati dal patto di stabilità.
 
Guido Possa (PdL) ha invitato le commissioni Bilancio e Cultura della Camera e del Senatoa dare quanto prima il parere di loro competenza, al fine di sbloccare i 300 milioni di euro destinati a ristrutturazioni degli edifici scolastici in zone di particolare bisogno,previsti nella Finanziaria 2010 (art. 2, c. 239).
 
Si tratta, ricordiamo, dei 300 milioni di euro destinati agli interventi, immediatamente cantierabili, per la messa in sicurezza e l’adeguamento antisismico delle scuole. Le commissioni parlamentari avrebbero dovuti individuare gli interventi entro il 30 gennaio 2010 (leggi tutto). Ma poiché il termine non è stato rispettato, è stato prorogato al 30 giugno 2010 (leggi tutto).

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Altri commenti
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Gio

Ottimo! Però l'80% non è credibile! Il Comune di Milano su 600 edifici scolastici ne ha censiti (male!) il 50% circa. Il Ministero deve rifinanziare l'Anagrafe Nazionale e Regionale dell'Edilizia Scolastica (L. 23/96) con controlli a campione molto seri e scrupolosi non finanziando più gli Enti Locali che non hanno terminato e non aggiornano l'Anagrafe di tutti i loro edifici.

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flu

sono d'accordo, è necessario mettere in sicurezza gli edifici scolastici. Ma è anche importante garantire a tutti, non solo a chi vive in città o al nord, l'istruzione! I miei figli frequentano le pluriclassi, e questo non è un problema, ma il fatto che un insegnante debba fare tutto, soprattutto dove vi sono extracomunitari che hanno i loro tempi di apprendimento, non mi sembra giusto, soprattutto non mi sembra giusto che insegnanti valevoli debbano stare a casa, o cosa più grave che io debba mandare i miei figli o a notevoli chilometri di distanza o peggio ancora nelle scuole private!