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Ritardo pagamenti PA, approvata la direttiva europea

di Paola Mammarella

Fissato a 30 giorni il limite di tempo per gli adempimenti, dopo scattano interessi di mora all’8%

Vedi Aggiornamento del 31/10/2011
Commenti 10459
22/10/2010 – Approvata dal Parlamento Europeo la direttiva contro i ritardi dei pagamenti nella Pubblica Amministrazione. La nuova norma fissa un limite di 30 giorni, che può essere elevato a 60 solo in casi particolari, oltre il quale scattano gli interessi di mora.
 
Il limite per effettuare i pagamenti può essere esteso a 60 giorni in presenza di un accordo tra le parti o di una clausola espressamente prevista nel contratto. L’estensione del termine non deve inoltre risultare ingiusta per il creditore.
 
Nel settore pubblico valgono gli stessi limiti temporali, mentre le eccezioni sono regolate in maniera molto più severa. Le estensioni infatti non devono solo essere espressamente previste, ma anche oggettivamente giustificate, come nel caso degli enti pubblici che offrono servizi sanitari. Le deroghe, poi, non possono in nessun caso eccedere i 60 giorni.
Superati i limiti di tempo previsti dalla direttiva, devono essere corrisposti gli interessi di mora, il cui tasso è stato fissato all’8% oltre quello di riferimento della Bce. Il creditore avrà anche diritto a una somma di almeno 40 euro per coprire i costi di recupero del debito.
La Direttiva entrerà in vigore dopo 20 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Da quel momento i Paesi membri avranno a disposizione due anni per conformare la normativa interna alle nuove disposizioni.
 
Grande soddisfazione è stata espressa da Confindustria. Per il presidente Emma Marcegaglia la nuova direttiva rappresenta un’evoluzione che permetterà alle piccole e medie imprese di contare su un flusso finanziario sicuro, con ricadute positive sugli investimenti e l’occupazione. Sarà quindi necessario assicurarsi che le disposizioni vengano recepite in modo corretto.
 
La norma è stata salutata con favore anche dall’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, che ha valutato positivamente l’introduzione dei tassi di mora come disincentivo ai ritardi delle amministrazioni, che non possono più essere giustificati con l’esigenza di mantenere sotto controllo il deficit pubblico e rispettare il patto di stabilità.
 
Nello stesso tempo il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti ha affermato che i due anni per l’adeguamento della normativa nazionale rappresentano un termine troppo lungo.

Secondo l'onorevole UdC Occhiuto, che nei giorni scorsi ha presentato un'interrogazione parlamentare a riguardo, le misure contro i ritardi nei pagamenti dovrebbero essere accompagnate anche dal sostegno della Cassa Depositi e Prestiti. Nella sua relazione Occhiuto ha riferito che la manovra estiva, introducendo il rispetto del patto di stabilità, ha danneggiato le imprese. La situazione è inoltre aggravata dalla mancata ripartizione dei 12 miliardi stanziati dal Cipe per le grandi e piccole opere. Secondo quanto lamentato da Occhiuto, i fondi sono fermi dal 2009 per veti burocratici. L'onorevole ha quindi proposto l'anticipo dei crediti da parte della Cdp. Una soluzione che risolverebbe la crisi di liquidità delle imprese.

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Altri commenti
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nunzio

I ritardi dei pagamenti è dovuto anche al menefregrismo dei dipendenti comunali,che non sanno gestire ne i lavori e neanche i pagamenti.Vorrei vedere se a fine mese il loro stipendio verrebe spostato a 90 giorno o addirittura a 1 anno.E viva il ministro Brunetta,che sta mettendo un pò di controlli e verifiche negli enti pubblici.

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giuseppe

lo aspettavamo con ansia , non ci voleva l'attesa di altri 2 anni per l'attuazione

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Luigi Di Fazio

La dirttiva europea, anche se tardiva, vista la grave situazione che si è creata da parte dei cattivi pagatori della P.A. (dove si verificano lentezze burocratiche e mala gestione del denaro pubblico, con casi di mancato pagamento che va oltre i 12/14 mesi), dovrebbe impegnare la nostra classe politica a no attendere il periodo moratorio dei 2 anni, previsti per il suo recepimento, se hanno a cuore le difficoltà finanziarie della mriade di imperse che aspettano di essere riconosciuto un loro sacrosanto diritto. L'auspicio che ci possa essere una presa di coscienza se egìffettivamente si vuole dare un sospiro di sollievo alla crisi finanziaria in atto nel nstro Paese. Staremo a vedere quale politico si impegnerà per far si che il recepimento avvenga nel più breve tempo possibile. Dopo tutto, meglio pagare il 3 o 4%, magari contrendo un mutuo con la CdP, e non rischiare di pagare l'8% come prevede la direttiva europea per i nostri amministratori pubblici.

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arch filo

Bravo Governo...solo i tempi di applicazione sono troppo lunghi.....la PA dovrebbe solo imparare ad amministrare meglio...e potrebbe liquidare i debiti con più facilità e giustizia......cominciamo ad essere nella giustizia fra soggetti....quando ritardo io nel pagare...gli interessi lievitano e subito...perchè per le altre strutture no?????...PA come il privato...è giusto così....forza Governo...andiamo avanti nel modernizzare una italia confusa (la confusione costa)!!!!...eccomeeeee

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MAURIZIO LUSTRISSIMI

Probabilmente è già tardi perchè molte imprese di piccolissima dimensione tipo quelle con 10 operai che poi sono le trainanti, hanno già subito l'onta del protesto di assegni, vedersi l'Ufficiale Giudiziario sequestrare i beni personali ecc. speriamo che si faccia subito ad applicare questa direttiva, ma attenzione, non faccia il furbino il Governo che da una parte sbandiera questa notizia e poi non mette gli Enti in condizione di rispettare quanto la Comunità Europea impone. mi raccomando Governo. grazie