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Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
RISTRUTTURAZIONE Sismabonus 110%, come si calcolano i limiti di spesa
MERCATI

In calo a settembre le gare di progettazione

Oice: ‘sbloccare i fondi per l’Abruzzo, per le piccole e medie opere e per l’edilizia scolastica’

Vedi Aggiornamento del 10/02/2011
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15/10/2010 - Confermata in settembre la tendenza fortemente recessiva del mercato: solo 246 le gare pubblicate per un valore di 21,8 milioni di euro, bisogna andare al giugno del 2000 per trovare valori più bassi in numero e in valore. Di conseguenza continuano a crescere i ribassi con cui vengono vinte le gare: i primi dati sulle aggiudicazioni delle gare indette nel 2010 ci danno un ribasso medio del 40,8%.

Secondo i dati forniti dall’osservatorio OICE/Informatel nell’aggiornamento mensile al 30 settembre, le gare rilevate nell’ultimo mese sono state 246 (di cui 20 sopra soglia) per un importo complessivo di 21,8 milioni di euro (13,0 sopra soglia). Il confronto con settembre 2009 vede scendere il numero delle gare pubblicate del 21,7% (-44,4% sopra soglia e -18,7% sotto soglia) e il loro valore del 4,3% (-2,3% sopra soglia e -10,1% sotto soglia). Durante i primi nove mesi del 2010 sono state pubblicate 2.842 gare, il numero più basso degli ultimi 10 anni, con un importo totale di 487,6 milioni di euro. Rispetto agli stessi mesi del 2009 il numero delle gare scende del 7,2% (-27,3% sopra soglia) e il loro valore del 4,3% (-2,3% sopra soglia).

Come già detto non si ferma l’aumento dei ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai dati raccolti in settembre il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2010 è salito al 40,8% (è al 38,1% per le gare indette nel 2009), che raggiunge il 78% nell’aggiudicazione della gara pubblicata dalla Provincia di Ragusa per l’appalto dei servizi di ingegneria relativi alla ricostruzione della spiaggia, compresa tra la foce del fiume Acate-Dirillo e la punta Zafaglione, in territorio dei comuni di Acate e Vittoria, con un importo a base d’asta di 252.540 euro.

“Il crollo verticale registrato nel mese di settembre - ha dichiarato il presidente OICE Braccio Oddi Baglioni - è emblematico della situazione che i progettisti stanno vivendo in questo periodo: scarsa domanda pubblica, sempre più in calo, gare aggiudicate con ribassi sempre maggiori, pagamenti delle prestazioni che mediamente raggiungono i 9 mesi di ritardo, con punte anche di due anni. È chiaro che il settore dell’ingegneria e dell’architettura non potrà reggere ancora per molto una situazione di questo tipo, anche perché rimane asfittico, più o meno negli stessi termini, anche il mercato degli appalti integrati, per i quali i progettisti vengono chiamati dalle imprese di costruzioni a collaborare. Occorre quindi - ha continuato il presidente OICE- incidere subito e bene sulle leve di finanza pubblica, migliorare la tempistica della capacità di spesa delle amministrazioni consentendo lo sblocco di quelle risorse che il Cipe assegna, ma che ci vogliono mesi se non anni affinché siano effettivamente spese. Parliamo delle risorse per l’Abruzzo, per il piano di piccole e medie opere che ormai ha più di un anno, dei fondi per l’edilizia scolastica. Anche il settore della progettazione, in sintonia con quello degli amici costruttori, non può più attendere promesse e parole, ma esige fatti concreti, azioni dirette a snellire le procedure burocratiche, a migliorare i pagamenti, a rivedere regole che penalizzano la qualità e l’efficienza. Tutto questo è del tutto mancato in un periodo di crisi come l’attuale - ha concluso Braccio Oddi Baglioni- e il settore sta lentamente morendo. Lanciamo quindi l’ennesimo grido d’allarme: rilanciare il settore delle costruzioni e della progettazione è centrale per avviare la ripresa; lo si faccia presto e bene.”

La stasi della Pubblica Amministrazione, centrale e periferica, è confermata dal confronto dei dati dell’osservatorio dei primi nove mesi del 2010 con quelli dell’analogo periodo del 2009. Tutte le Amministrazioni dello Stato sono in forte calo: aziende sanitarie e ospedaliere (-20,4% in numero e -63,2% in valore), amministrazioni provinciali (-23,1% in numero e -45,1% in valore), amministrazioni regionali (-31,6% in numero e -38,7% in valore), amministrazioni comunali (-1,5% in numero e -26,4% in valore), consorzi di comuni e comunità montane (-25,7% in numero e -24,8% in valore), amministrazioni centrali dello Stato (-54,5% in numero e -18,7% in valore). In controtendenza le società concessionarie e i privati sovvenzionati (+15,2% in numero e +54,0% in valore); positive, ma per quote di mercato irrisorie, anche ex IACP, Università e enti di ricerca.
Il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, passato dalle 414 unità del gennaio-settembre 2009 alle 301 dei trascorsi nove mesi, mostra una contrazione del 27,3%. Anche nell’insieme degli altri partner dell’Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta una tendenza recessiva connotata, però, da una flessione (-16,6%) meno accentuata di quella italiana. Sempre nei primi nove mesi l’incidenza del nostro Paese continua ad attestarsi su un modesto 3,0% (Francia 43,5%, Germania 11,1%, Spagna 7,1%, Polonia 5,8%, Gran Bretagna 4,1%, ecc.).

In calo anche il valore della domanda indiretta, che si esprime con le gare per l’affidamento congiunto di lavori e servizi di ingegneria: nei primi nove mesi dell’anno sono state pubblicate 1.262 gare per un importo accertato di 12.278,6 milioni di euro; rispetto ai primi nove mesi del 2009 si registra un incremento del 47,8% in numero, ma una flessione del 29,4% in valore..
In calo anche il valore della domanda indiretta, che si esprime con le gare per l’affidamento congiunto di lavori e servizi di ingegneria: nei primi otto mesi dell’anno sono state pubblicate 1.125 gare per un importo accertato di 11.893,6 milioni di euro, rispetto ai primi otto mesi del 2009 si registra un incremento del 50,0% in numero, ma una flessione del 30,2% in valore.
 
 
Fonte: OICE

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Altri commenti
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Angelo Rotondella

Il settore costruzioni/Progettazioni è in una crisi strutturale, non lo si risolve solo adducendo risorse e riducendo le tempistiche dei pagamenti, ma anche qualificando( e non millantando) sia le Amministrazioni Pubbliche, che le Imprese e i professionisti, ( falsi/squalificati corsi di formazione), ancora non all'altezza di reggere un mercato evoluto, nonchè riducendo e snellendo il quadro Normativo e procedurale. Diversamente non rimane che cercare nuovi Lidi o forse iniziare a ripensare l'Italia attraverso moti da guerra civile.