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Il Piano Casa Veneto apre ai centri storici

di Paola Mammarella

Allo studio tre ddl di modifica, proroga al 2012 e semplificazione per l’approvazione dei piani attuativi tra le proposte

Vedi Aggiornamento del 07/05/2015
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08/10/2010 – Applicare il Piano Casa ai centri storici, prorogando le misure anticrisi al 2012. Sono le richieste formulate all’interno del centrodestra, raccolte in tre ddl per la modifica della legge sul rilancio del settore edile.
 
La prima proposta è stata presentata a fine luglio dalla Lega Nord. La principale novità consiste nella parziale inclusione dei centri storici nelle misure di rilancio. Secondo la bozza, gli edifici situati nelle zone A restano esclusi a meno che, per consentire una migliore caratterizzazione ambientale, al momento dell’entrata in vigore della legge risultino inclusi nelle aree da sottoporre a Piano Attuativo. In questo caso è possibile effettuare la demolizione e ricostruzione con un ampliamento del 50%.
 
Il ddl prevede anche di riesaminare alla luce delle nuove interpretazioni gli eventuali pareri negativi rilasciati dai comuni. A parere dei firmatari lo spirito della legge, consistente nel rinnovamento del patrimonio edilizio, può essere raggiunto più facilmente se abbinato alla premialità volumetrica.
 
Il secondo testo, depositato nello stesso periodo dal PdL, propone una proroga della legge fino al 31 dicembre 2012 e un bonus di cubatura analogo a quello previsto per la sostituzione edilizia anche se non viene demolito tutto l’edificio, ma solo una sua parte funzionale.
 
La bozza ricorda che non può essere ampliato un fabbricato produttivo situato in zona impropria. La legge regionale, infatti, ammette gli interventi solo su aree con destinazione compatibile con quella dell’edificio da ampliare. L’unica soluzione per uno sviluppo edilizio armonico consiste quindi nel consentire gli ampliamenti se accompagnati dal cambio di destinazione d’uso.
 
Per rendere la norma maggiormente fruibile, l’ampliamento della prima casa situata in zona agricola potrebbe essere consentito anche prescindendo dalla qualifica di imprenditore agricolo.
 
È più recente la proposta avanzata a settembre dall’UdC, che oltre alla proroga di dodici mesi, fino all’11 luglio 2012, consente gli interventi di demolizione e ricostruzione senza ampliamento nelle zone incongrue ed estende la Dia alle nuove costruzioni o ristrutturazioni urbanistiche disciplinate dai Piani attuativi. Il ddl di modifica del Piano Casa semplifica inoltre il procedimento di approvazione dei Pua abolendo il doppio passaggio. Attribuisce infatti alla Giunta Comunale sia la competenza per l’adozione che per l’approvazione dei Pua conformi al piano regolatore vigente. Solo in caso di Pua in variante l’approvazione passa al Consiglio Comunale. 
 
Secondo i tecnici della Giunta, che martedì scorso hanno illustrato i dati del monitoraggio sull’attuazione del Piano Casa alla Commissione urbanistica del Consiglio Regionale, fino ad agosto sono state registrate più di 10 mila e 700 domande, che ad oggi sono probabilmente salite a 12 mila. Il riscontro positivo potrebbe essere accentuato dall’approvazione delle norme di modifica.

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