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NORMATIVA

Sanatoria catastale, concluso il monitoraggio

di Paola Mammarella
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Emersi circa 2 milioni di immobili fantasma, i dati in GU e sul sito dell’Agenzia del Territorio

Vedi Aggiornamento del 26/05/2017
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04/10/2010 – Si è concluso il monitoraggio dell’Agenzia del Territorio, che ha portato alla luce circa 2 milioni di “immobili fantasma”. L’elenco dei comuni in cui sono situati i fabbricati non dichiarati in Catasto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 settembre scorso.
 
È infatti scaduto il 30 settembre il termine per la pubblicazione delle operazioni di rilevamento, previste dall’articolo 19 della manovra estiva, di immobili inesistenti, modificati rispetto all'originale accatastamento, ma anche di quelli che hanno perso i requisiti di ruralità.
 
Il prossimo step sarà la presentazione di una dichiarazione di aggiornamento da parte dei proprietari degli immobili non dichiarati, che potranno regolarizzare il pagamento dei tributi catastali attraverso la procedura Docfa.
 
Dal primo gennaio l’Agenzia del Territorio attribuirà inoltre una rendita presunta a carico dei proprietari che non hanno inoltrato domanda di regolarizzazione.
 
Per i Comuni compresi nell'elenco allegato al comunicato sono state costituite liste di particelle iscritte al Catasto Terreni. Le liste delle particelle, sulle quali è stata accertata la presenza di costruzioni o di ampliamenti non dichiarati, comprensive dell'eventuale data cui riferire la mancata presentazione della dichiarazione, sono consultabili per i 60 giorni successivi alla pubblicazione del comunicato presso i comune interessati, le sedi provinciali dell'Agenzia del Territorio e sul sito internet dell’Agenzia.
 
Le dichiarazioni al Catasto Edilizio Urbano devono essere presentate dai soggetti titolari di diritti reali sugli immobili entro 7 mesi dalla data di pubblicazione del comunicato. In caso di inadempienza, gli Uffici provinciali dell'Agenzia del Territorio provvedono all’iscrizione in surroga dei soggetti obbligati e con oneri a loro carico, attraverso un atto di aggiornamento redatto in conformità al DM 701/1994.
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Altri commenti
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Anonimo (meglio così)

MA CHE SCHIFO! Tutti a favore di un condono eh?! Avete mai pensato di costruire in modo corretto e legale!? Poi la lettera "a Silvio"...se un edificio ha l'autorizzazione della soprintendenza è di certo autorizzato anche dal comune (anche se in zona a vincolo ambientale!!) quindi non serve nessun condono!! E' impensabile e incostituzionale condonare costruzioni abusive in zone vincolate! L'unico vero problema qui è che si è fatto un condono catastale senza pensare alle conseguenze sulle autorizzazioni comunali. Sì, ad oggi un'incongurenza pazzesca! Quegli immobili appena accatastati dovrebbero essere domoliti! Ma la soluzione non può essere un altro condono! Semplicemente andavano demoliti con ordinanza (anche grazie al controllo del catasto)! E comunque gli immobili costruiti prima del 1967 non possono essere considerati abusivi, devono solo avere un'autorizzazione in sanatoria. Invece qui si pensa solo a far cassa...e a questo fine tutto è permesso! Che paese...

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EROS

QALCUNO HA NOTIZIE SU UNA POSSIBILE PROROGA ALLA SANATORIA CATASTALE , I TEMPI SONO TROPPO STRETTI

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eros

ci sarebbe bisogno di almeno 90 giorni ( 31/03/2011) per poter censire 2.000.000 di fabbricati fantasmi.

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Salvatore

Scrivo due righe per sottolineare la necessità di varare una nuova legge per il condono edilizio o per la riapertura dei termini dell'ultimo condono. Infatti con la richiesta degli uffici del catasto (Agenzia del Territorio) per la regolarizzazione di immobili non censiti in catasto, è emerso che moltissimi di questi immobili (soprattutto in zona agricolo) sono stati realizati senza titolo abilitativo (cioè abusivi). La regolarizzazione al catasto significa denuncia agli uffici comunali e quindi, in assenza di un condono edilizio, avvio di un processo penale e successive ingiunzioni di demolizione. Questo comporterà, nel caso di demolizione, la perdita di un patrimonio edilizio esistente con perdita anche per l'erario che non avrà più l'immobile da tassare! Grazie per l'attenzione.

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claudio

www.comitato326.it

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a.c.

Signor presidente, non stia a sentire tutti quei politici che le sono contro in tutto quello che lei fa , o meglio che vuole fare. Non riuscira' mai a far contenti tutti, quindi vada avanti perseguendo le sue idee e i modi di fare. Io le scrivo a riguardo del condono edilizio. Vorrei, innanzitutto, che il MIO MESSAGGIO LE ARRIVASSE e vorrei permettermi di dire che il condono del 2003 e' stato a dir poco infruttuoso e sterile. Scrivo questo, perche' nella legge 326/2003 art. 32 comma 27 avete scritto che non si potevano condonare manufatti edificati in aree sottoposte a vincoli ambientali e paesistici.( ma lei e i suoi collaboratori vi rendete conto di quanti immobili abusivi c'erano nel 2003 e quanti ce ne sono a tutt'oggi ? ) Secondo me e' proprio qui lo sbaglio...... chi ha un manufatto edificato su un'area sottoposta a vincolo ambientale, ma l'area e' di PROPRIETA' , se ottiene il parere del sovrintendente, quindi significa che ha edificato in modo compatibile all'ambiente che lo circonda, per quale motivo gli impedite di condonare ? In un momento di crisi italiana cosi' profonda, credo che sia il momento buono per riparare a quella lacuna,..... RIAPRENDO IL CONDONO DEL 2003, eliminando le parole " paesistico ambientale " , lasciando, ovviamente, gli altri vincoli che sono i piu' importanti.....L'opposizione non vuole NUOVI condoni, ma questo fa parte del VECCHIO. Un saluto..... e meno male che Silvio c'e'!!!!!!


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