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NORMATIVA

Scia, Toscana e Anci regionale contro l’applicazione in edilizia

di Paola Mammarella
Commenti 13124

Presentato ricorso in Corte Costituzionale per lesione dell’autonomia legislativa, Marson: norma incerta a rischio contenzioso

Vedi Aggiornamento del 05/09/2012
Commenti 13124

04/10/2010 – La Toscana fa muro contro la Scia. Regione e sezione toscana dell’Anci, Associazione nazionale dei comuni italiani, continuano a sostenere che la semplificazione introdotta con la manovra estiva non possa essere applicata all’edilizia, ma solo all’avvio dell’attività di impresa.
 
Il ricorso
Nei giorni scorsi la Regione Toscana ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la Legge 122/2010, che ha convertito il Dl 78/2010 per la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica varato in estate.
 
Secondo la Regione l’articolo 49 comma 4 bis della legge sarebbe incostituzionale perché, prevedendo la sostituzione della Dia con la Scia ovunque ricorra, cioè anche nelle leggi regionali, andrebbe a ledere l’autonomia legislativa delle regioni. Il legislatore statale – spiega l’avvocatura regionale – non può sostituire direttamente norme delle leggi regionali senza concedere tempi di adeguamento.
 
L’estensione della Scia al settore dell’edilizia violerebbe inoltre le attribuzioni della Regione in materia di governo del territorio, sancite dal terzo comma dell'articolo 117 della Costituzione, non consentendo un efficace controllo sull'attività urbanistico-edilizia.
Secondo l’Assessore all’Urbanistica Anna Marson la sostituzione della procedura potrebbe anche generare incertezze e dar luogo a spazi di contenzioso.
 
Il ricorso presentato dalla Regione coinvolge anche il comma 3 dello stesso articolo secondo il quale, in caso di dissenso espresso in sede di Conferenza di servizi da una amministrazione preposta alla tutela ambientale, della salute o dell’incolumità pubblica, la soluzione spetta al Consiglio dei Ministri d'intesa con la Regione. Decorsi 30 giorni il CdM può però decidere autonomamente. Una disposizione che a parere dell’avvocatura regionale costituisce un esproprio del potere decisionale della Regione.
 
La posizione degli enti
La Scia, Segnalazione certificata di inizio attività, è stata introdotta dalla manovra come semplificazione procedurale da utilizzare per l’avvio delle imprese in sostituzione alla Dia, Dichiarazione di inizio attività. La formulazione della norma ha subito suscitato perplessità su una possibile interpretazione estensiva e applicazione all’edilizia, tanto da generare procedure differenziate e talvolta parallele sul territorio nazionale. Mentre alcuni comuni avevano iniziato subito ad accettare le Scia, altri continuavano a richiedere la Dia o ammettevano entrambe le tipologie di domanda.
 
A risposta delle numerose richieste di chiarimenti è intervenuta la nota emanata il 16 settembre scorso dal Ministero per la semplificazione normativa, che ha confermato l’applicazione della Scia all’edilizia senza però prevedere la sostituzione automatica della Dia (Leggi Tutto).
 
Con una circolare del giorno successivo l’Anci Toscana è arrivata aun’interpretazione opposta. Dai lavori parlamentari, dagli interventi dei relatori e dal dossier del servizio studi della Camera emergerebbe incertezza e valutazioni sulla possibilità di modificare il Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia. Secondo l’Associazione dei comuni regionali il regime della Dia costituisce un corpus organico con regole proprie, in deroga alla Legge 241/1990, che no può essere modificato da una legge generale. La Scia non sarebbe infine applicabile all’edilizia neanche prendendo in considerazione gli “elaborati tecnici” e gli altri elementi su cui hanno fatto leva i sostenitori dell’interpretazione estensiva dal momento che, sottolinea l’Anci Toscana, gli stessi termini possono essere utilizzati per l’avvio delle attività imprenditoriali e non si riferiscono esclusivamente al settore edile.
 
Per semplificare il processo interpretativo e giungere a un procedimento definitivo e condiviso la Commissione Infrastrutturee Lavori pubblici dell’Anci nazionale ha chiesto di recepire l’istituto della Scia all’interno del Dpr 380/2001. La Commissione ha infatti lamentato una maggiore farraginosità e incertezza del sistema, che ha messo in difficoltà gli enti locali. Nei prossimi giorni è previsto quindi l’invio di una lettera ai Ministeri per la Semplificazione normativa, Pubblica Amministrazione, Infrastrutture, Economia e finanze, nonché alle commissioni competenti.
 

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Altri commenti
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Laura

Altro che semplificare...per chiedere una proroga a lavori esterni di modestissima entità...beh peggio che mai, fogli su fogli con questa SCIA, altro che...non vedo niente di sbrigativo, ne di saggio in questa nuova procedura...il problema spesso è il solito...chi redige le leggi non è un tecnico che svolge la libera professione e che tanto si affanna per il proprio cliente, ma un burocrate (indipendentemente dal colore politico) che tenta e affanna in un mare di carte e parole, complicandoci la vita...

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ing & arch

Provvedimenti come la SCIA, in Italia, se ne sono sempre visti. Cioè, annunciare un miglioramento, una semplificazione, e finire ad ottenere un risultato opposto. Gli osservatori più attenti, hanno capito benissimo a cosa tende un provvedimento come questo. E' un tentativo scomposto volto ad ottenere due risultati utili solo ed esclusivamente alla politica. O meglio, al tornaconto dei politici (palesemente incompetenti e superficiali) che li propongono. Da una parte si dice ad una grossa fetta del settore dell'edilizia (qualsiasi tecnico lo dice, sottovoce), fate un pò come vi pare. Ben sapendo che in Italia significa: continuate a fare come vi pare, tanto le leggi in materia edilizia sono per i fessi (tecnici e imprese). E così si ottiene il primo risultato DEMAGOGICO, di acchiappare voti da quelle aree che rendono tutta l'Italia un paese nordafricano. E sono le aree del faccio come mi pare al di là di norme igienico-sanitarie, edilizie, urbanistiche, antisismiche, codice dei beni culturali e quant'altro. In pratica è uno degli aspetti dell'abusivismo e del lavoro nero. No controlli... Party! almeno in Italia. L'altro risultato che provvedimenti come questo mirano a raggiungere, è quello, altrettanto demagogico, che dà risultati solo politici ma non certo di innovazione e "miglioramento delle prestazioni" dell'attività edilizia in genere, dell'auto-rappresentarsi come liberalizzatori. In un paese come l'Italia, il problema è sicuramente quello dell'inefficienza, dei costi ed extracosti, dell'apparato buricratico amministrativo. Questo apparato che in un paese moderno (Francia, Germania, Austria, Olanda, Svezia, ecc) genera supporto ed accompagnamento all'attività imprenditoriale di qualsiasi tipo, anche in edilizia, intesa dal punto di vista del professionista progettista e dell'impresa edile, in Italia è insostenibile. Però, come al solito, quando i provvedimenti sono così generici, attuati EVIDENTEMENTE senza valutarne i benefici e le ricadure, da persone che o non ne sanno o non ne vogliono sapere, tutto prende un altro colore. Il colore appunto della demagogia inconcludente, quella che invece di chiarire, impasta, invece di semplificare, complica. Invece di andare ad incidere lì dove serve e dove si è arrivati con anni di battaglie e ANCHE su pressione dell'Unione Europea sui paesi più arretrati come l'Italia (sicurezza sul lavoro, rispetto delle norme di tutti i tipi, ecc), si va ad abbattere quel poco che ancora poteva servire al settore "sano" dell'edilizia: il sistema dei controlli. Si badi bene, e ripeto, sono discorsi che fra tecnici con la testa sulle spalle si fanno continuamente, non si è semplificato NULLA rispetto a prima. L'unica novità sono i 30 giorni pseudo-eliminati per il silenzio-assenso. Roba che si poteva fare anche senza eliminare la DIA per quelle categorie di opere. Qui si è detto, e le imprese che operano da sempre in modo melmoso lo sanno bene e se la ridono soddisfatte, "Fate come vi pare, lo stato si gira dall'altra parte".

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alessandro

si festeggiano 150 anni di unità d'Italia sempre più divisa su tutto , ma le regioni non hanno capito ancora che agli italiani non gli ne frega un tubo di avere un governatore della toscana interessa solo ai consiglieri regionali e chi è al seggiolone per la cospicua indennità , ma chisse se ne frega di avere una legislazione regionale che riregolamenta quella nazionale ma l'italia è una o si è rifatto il granducato di toscana in salsa finto democratica secondo loro nell'interesse dei toscani , ma potrei dire campani o siciliani sarebbe uguale . W l'Italia unita aboliamo le Regioni come distretto amministrativo e lasciamole in piedi solo come uffici di rappresentanza ...venite in toscana che c'è il mare bello ...sarebbero sicuramente più utili e quanto si risparmierebbe .

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DR CIOSTA

Io sono un Architetto e tutti i giorni mi scontro con una burocrazia asfissiante che vessa i cittadini e noi professionisti che in alcuni casi non sappiamo nemmeno quale normativa guardare a causa della sua complessità e delle continue modifiche che Regione,Provincia, Comuni apportano. La SCIA è l'ennessima trovata per "semplificare" la procedura di "approvazione" di progetti ( ma non c'era la DIA che era una dichiarazione congiunta del proprietario e del professionista che si sostituivano alla pubblica amministrazione????) scaricando completamente ogni responsabilità sul professionista e sul cittadino ( anche con la DIA la resonsabilità era del professionista e di chi dichiarava) . Mi domando: ma quale convenienza c'è ad utilizzare questo mezzo per effettuare dei lavori edili nella complessità della normativa italiana. Basta cambiare comune e ti vengono chiesti pareri, dichiarazioni diverse per lo stesso progetto. Nella DIA c'è un "ASSEVERAMENTO CONCORDATO" di volta in volta con i tecnici del comune a secondo di come interpretano quella legge o meno e una richiesta di integrazioni in mancanza o carenza della documentazione presentata. Con la SCIA sparisce tutto, io professionista dichiaro assevero, giuro ecc... ed il comune magari dopo 30 giorni mi controlla il progetto, per il tecnico del comune non è conforme alla SUA INTERPRETAZIONE DELLA NORMATIVA e si va in tribunale..... Complimentoni per la semplificazione.... La vera semplificazione sta nel fare leggi semplici e chiare e nell'abrogare quelle obsolete...... Non possiamo ancora progettare continuando a verificare i REGI DECRETI E SUCCESSIVE MODIFICHE........ Povera Italia....

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michele

premesso che non ho votato questo governo, ma è possibile che le leggi regionali e comunali scavalchino SEMPRE le leggi nazionali? Prima delle province, sarebbe il caso di abolire le Regioni...

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Vinicio

Ma ti sembra che il Governo abbia fatto un tentativo razionale per semplificare le procedure?? Mi pare che abbia ottenuto l'effetto contrario. A me sembra un tentativo concepito con molta superficilità, da un Ministero non competente, solo per avere un ulteriore argomento da sbandierare alle prox elezioni....

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fabrizio

Non è possibile procedere all'emanazione di leggi non coordinate, e con abrogazioni non espesse di norme presenti nel Testo unico dell'edilizia, creando conseguentemente incertezza invece di creare snellimento delle procedure.

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giovanni

Siamo alle solite ! Ogni tentativo di semplificare e liberalizzare la vita del cittadino, viene sempre bloccata da questa assurda burocrazia e dal potere regionale ( specialmente in Toscana ), dove gli enti vogliono sostituirsi allo stato e da chi lo governa. - Continua come in molte altre occasioni, la disparità tra cittadini. Possibile che non si possa cambiare ????


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