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NORMATIVA

Sicurezza sul lavoro, coordinatore sempre obbligatorio nei cantieri con più imprese

di Paola Mammarella

La Corte di Giustizia Europea boccia la deroga dell'Italia che lo prescrive solo per lavori soggetti a permesso di costruire

Vedi Aggiornamento del 12/10/2015
Commenti 52371
11/10/2010 - Designare un coordinatore per la sicurezza, che rediga un apposito piano, è obbligatorio quando in un cantiere sono presenti più imprese, indipendentemente dal fatto che sia stato o meno richiesto il permesso di costruire. Lo ha affermato la Corte di Giustizia europea, che con una sentenza del 7 ottobre scorso ha chiarito i dubbi del Tribunale di Bolzano su alcune deroghe alle norme comunitarie operate dalla legge italiana.
 
La Corte europea ha quindi bocciato la deroga introdotta dalla normativa italiana, che prevede la nomina del coordinatore solo se i lavori sono soggetti al permesso di costruire.
 
Il Decreto Legislativo 494/1996, successivamente abrogato dal d.lgs. 81/2008, nel recepire la direttiva 92/57/CEE, non ha infatti previsto il coordinatore per la sicurezza nei lavori privati svolti da più imprese ma soggetti ad altri titoli abilitativi, come Dia o comunicazione di inizio lavori.
Secondo la normativa italiana il committente o il responsabile dei lavori se sono presenti più imprese deve designare il coordinatore per la progettazione. L'obbligo non sussiste per i lavori privati non soggetti a permesso di costruire di importo minore a 100 mila euro. In questo caso le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per l'esecuzione dei lavori.
 
La Corte europea ha invece chiarito che in base alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili, quando sono presenti più imprese il committente o il responsabile dei lavori deve sempre designare uno o più coordinatori per la sicurezza e la salute.
Gli stati membri, dopo una consultazione con le parti sociali, possono derogare a questa previsione tranne nel caso in cui si tratti di lavori che comportano rischi particolari o per i quali è richiesta una notifica preliminare.
 
L’elemento che consente di valutare il grado di pericolosità dei lavori non può però essere il titolo abilitativo richiesto. Non è infatti detto che un lavoro soggetto alla richiesta di permesso di costruire sia più rischioso di uno per il quale è sufficiente la Denuncia di inizio attività o la comunicazione di inizio lavori.
 
L’aspetto da prendere in considerazione è la coesistenza nello stesso cantiere di più imprese che possono svolgere le proprie funzioni senza provocare rischi agli altri lavoratori solo grazie alla presenza del coordinatore.
  
Secondo la legge comunitaria, prima che sia aperto il cantiere, il committente o il responsabile dei lavori controlla che il coordinatore abbia redatto un piano di sicurezza e salute che precisi le regole applicabili tenendo conto delle attività che vengono effettuate sul luogo.
 
Nella fase progettuale, tra gli altri compiti del coordinatore c’è la stesura di un fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, che contenga gli elementi utili in materia di sicurezza e di salute da prendere in considerazione all’atto di eventuali lavori successivi.
 
Durante la realizzazione dell’opera, i coordinatori verificano l’attuazione dei principi generali di prevenzione e sicurezza al momento delle scelte tecnico-organizzative, in modo da pianificare i lavori simultanei o successivi, e all’atto in cui viene prevista la loro durata.
 
La Corte di Giustizia europea ha emesso questa sentenza esaminando in via incidentale il procedimento penale, avviato per violazione degli obblighi di sicurezza imposti dalla direttiva 92/57/CEE, contro la proprietaria di un immobile che aveva commissionato il rifacimento del tetto.
 
L’ispezione del cantiere aveva messo in evidenza che il parapetto, l’autogru e la manodopera erano forniti da tre imprese diverse, presenti contemporaneamente allo svolgimento dei lavori. Condizioni che in base alle norme comunitarie avrebbero dato luogo alla nomina di un coordinatore per la sicurezza. Ma che l’Italia aveva interpretato diversamente.

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Altri commenti
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carlos alberto feltrin

Existe alguma norma regulamentadora, que padronize as cores dos capacetes na indústria da construção? Escolhida por votação Sim, existe o padrão definido pela CIPA, a saber: Capacete Cinza: Engenheiros Capacete Branco: Mestre-de-Obras e Encarregados Capacete Azul: Pedreiro Capacete Verde: Servente Capacete Vermelho: Carpinteiros de Forma Capacete Laranja: Eletricista Capacete Preto: Técnico em Segurança do Trabalho Capacete Marrom: Visitantes

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matteo

premesso che in cantiere ci sia un' unica impresa, in un lavoro pubblico prima che vengono appaltati i lavori, che cosa si deve allegare al capitolato di appalto in materia di sicurezza? grazie

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Arch. Fabrizio Rocchia

Il D.Lgs. 81/08 ha eliminato i limiti che erano stati indcati nel precedente 494, obbligando la nomina del CSE per tutti gli interventi di qualsivoglia importo ed entità lavori a patto che sia prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese. Attenzione al titolo autorizzativo dei lavori: se c'è un Permesso di Costrutire è necessaria la nomina sia del CSP che del CSE, mentre se vi è DIA, oggi SCIA, vi è l'obbligo di nomina sempre del CSE e anche CSP solo se l'intervento è superiore ai 100.000 euro. Nella fattispecie l'intervento necessita della nomina del CSE, sempre che per l'esecuzione dei lavori siano previste più imprese. Solo a titolo accademico...l'entità lavori di 200 uomini-giorno non si riferisce alla durata dei lavori bensì alla sommatoria del prodotto dei lavoratori impegnati nei lavori per ogni giorno di durata del cantiere (es: 5 operai x 20 giorni = 100 uomini-giorno). Spero di esserLe stato utile.

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Angelo

Nell'ambito di un contratto di Global Service (conduzione e manutenzione di impianti, edifici ed infrastrutture) viene ordinato un intervento di ristrutturazione di un piccolo edificio (60 mq in pianta su 2 livelli) consistente nel rifacimento dell'impermeabilizzazione, degli intonaci interni ed esterni, dei pavimenti e dei rivestimenti, degli impianti elettrici ed idrico-sanitari. Il costo dell'intervento è pari a cira 50.000 euro. La durata dell'intervento è inferiore a 200 uomini-giorno. L'affidataria del contratto di Global Service ha subappaltato la parte di contratto relativa alle opere civile. Quindi, il subappaltatore eseguirà materialmente l'intervento ed è l'unica impresa che opererà sul cantiere. Vorrei sapere se in questo caso è necessaria la nomina del CSE.

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Fabrizio

Secondo quanto previsto all'art. 90, comma 3, "il committente o il responsabile dei lavori, nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea (...omissis...) contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione". Lo stesso art. 90, comma 11, dice anche che "la disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori". Nel tuo caso, quindi, la nomina del CSE è comunque obbligatoria e se prevedi un importo lavori pari o superiore a 100.000, e non ha alcuna importanza se c'è DIA o PC, devi nominare anche il CSP.

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arch

salve a tutti, non ho ben chiaro quando sia obbligatorio designare il coordinatore per la sicurezza, mi spiego meglio: sono il direttore dei lavori per una DIA che prevede l'installazione di un impianto fotovoltaico di circa 32,00 kilowatt in un terreno di proprietà privata, sicuramente saranno presenti in una prima fase gli operatori dell'enel per creare l'allaccio alla linea....in un secondo momento l'impresa che installerà i pannelli solari nel terreno. ora devo presentare la DIA e mi viene richiesto se c'è di indicare il coordinatore per la sicurezza, cosa devo fare?....premesso quello che è scritto nell'articolo "Il Decreto Legislativo 494/1996, successivamente abrogato dal d.lgs. 81/2008, nel recepire la direttiva 92/57/CEE, non ha infatti previsto il coordinatore per la sicurezza nei lavori privati svolti da più imprese ma soggetti ad altri titoli abilitativi, come Dia o comunicazione di inizio lavori"? grazie a tutti

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geom. Alessio

sono un geometra che si occupa di sicurezza e posso dire che le sanzioni per il coordinatore sono troppo elevate rispetto alla parcella, inoltre siamo messi tra l'incudine ed il martello o meglio tra la committenza e le Asl, o meglio tra chi ci paga e chi ci multa. la nostra figura è messa in discussione addirittura nella legge stessa dando la possibilità al committente di sollevarci dallìincarico in ogni momento....... questo comporta che se noi creiamo problemi con sospensioni e richieste di adeguamento varie l'impresa scelta dalla committenza si andrà a lamentare, se il costo di una prestazione aumenta causa opere di sicurezza estra la colpa è sempre nostra in pratica le uniche du possibilità che abbiamo per non rischiare sono le dimissioni e quindi non si guadagna oppure denunciare committenza e impresa alla asl conseguenza non si guadagna ........ risultato per guadagnare siamo costretti a rischiare. mi spiace tutto ciò e mi mangio il fegato ogni sera ma non c'è soluzione fino a che non ci daranno un potere reale.

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Fabrizio

Il D.Lgs. 81 stabilisce che è necessario nominare il CSP o CSE in tutti i casi in cui ci sono più imprese impegnate nei lavori, anche se non presenti contemporaneamente in cantiere e questo è obbligatorio indipendentemente dal fatto che sia un tetto, una ristrutturazione o una manutenzione. Se ho solo lavoratori autonomi la questione è un po' più complessa perchè se tutti i lavoratori autonomi svolgono lo stesso lavoro e si danno una mano reciprocamente, diventano, di fatto, una impresa. Se questa "impresa" è l'unica che fa i lavori, essa deve fare le stesse cose previste in capo al datore di lavori di una Ditta qualsiasi ma non è necessario nominare il CSP o CSE. Se, invece, io avessi appaltato una parte dei lavori ad una impresa e altre categorie di opere a due artigiani, che però si danno una mano a vicenda, ho l'obbligo di nomina del Coordinatore perchè di fatto ho 2 imprese e non più una sola. E', quindi, ininfluente il rischio particolarmente aggravato se non per le sanzioni che, nel caso di violazioni alle norme, sono maggiori.

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silvia

ma se devo rifare un tetto e ho 5 lavoratori autonomi al posto di un'impresa, formalmente ho l'obbligo di fare il PSC? e se sì... solo per il fattore rischio? se al posto di un tetto fosse una piccola ristrutturazione interna come il rifacimento di un bagno con minimi rischi?

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ING GIANNI

IL RESPONSABILE DELLA SICUREZZA (INTESO COME PROFESSIONISTA ESTERNO) NON SERVE: SONO LE IMPRESE CHE OBBLIGATORIAMENTE - ad ogni livello e importo di lavoro- DEVONO AVERLO. E' INUTILE ADDOSSARE AD UN COORDINATORE LE RESPONSABILITA' CHE SONO SOLO DELL'IMPRESA E DEL SUO RESPONSABILE DELLA SICUREZZA. CHE GLI ISPETTORI ALZINO IL LORO LATO B DALLA SCRIVANIA E VADANO A CONTROLLARE: BASTA SOLO QUESTO. ..PURTROPPO IN ITALIA SIAMO ABITUATI AD AGGIUNGERE BUROCRAZIA A BUROCRAZIA, CONTROLLORE A CONTROLLORE E COSI' VIA

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Fabrizio

Sono un professionista e un Docente universitario e credo che si sia fatta molta confusione. La legislazione italiana all'art. 90, comma 3, prevede che "il committente o il responsabile dei lavori, nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione". Se leggiamo bene più avanti, all'art. 90, comma 11, si legge che "la disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori". Allora, come si può notare il Decreto 81 non dice da nessuna parte che vi è una deroga totale e specifica che per i lavori non soggetti a permesso di costruire (per capirci soggetti a DIA o SuperDIA, o SCIA che dir si voglia) deve essere nominato solo il CSE e questo lo si evince anche dall'art. 90, comma 4, che recita "nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98". A mio parere era già tutto scritto nel Testo Unico e il Committente che ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia Europea, avrebbe dovuto nominare il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione e non quello in fase di Progettazione, come prealtro prevede lo stesso D.Lgs. 81/08 e s.m.i.

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Nilo

poche parole che inquadrano alla perfezione la realtà. a noi i problemi ( ...e non voglio essere volgare) a loro le vertenze e le ragioni.

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CIRIACO

si parla tanto di sicurezza sul lavoro si parla tanto di controlli alle imprese, ma nessuno dice i fatti come realmente stiano, voglio dire è buona norma la sicurezza nei luoghi di lavoro ma bisognerebbe mettere in condizioni tali i committenti dei lavori da sincerarsi che l'impresa scelta innantutto sia in regola diversamente multare pesantemente gli stessi e poi procedere con un azione efficace e drastica nei confronti delle imprese non regolari in maniera tale da lasciar operare quelle aziende professionalmente preparate e legittimamente atte a poter lavorare altrimenti siamo sempre al punto di partenza, cioè la legalità non verrà mai applicata per bene o per niente e quindi i pericoli sono sempre in agguato nei cantieri nello specifico

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ema

Concordo con tutti - il sistema prevede una ricaduta sul profesisonista in termini di responsabilità tecnica, economica e sociale che non esiste in altro settore del mondo del lavoro. Se il sistema garantisce di aprire una PI e prendere appalti anche consistenti senza avere dipendenti vuol dire che qualcosa non funziona. Cosi' come è diffcile spiegare ad un committente che per lavori non particolarmente complessi oltre al DL deve nominare il CSP (forse) il CSE (quasi sempre) il Resp. LAvori .. magari tutte persone diverse.

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luca carretta

Sono un geometra attivo nella sicurezza dei cantieri da anni. Ho lavorato 10 anni presso un'impresa edile e vi posso confermare, che l'ultimo dei pensieri è relativo alla sicurezza nei cantieri. Ora da libero professionista, noto che moltissime ditte ed artigiani, entrano in cantiere senza POS. Molti non sanno cos'è (o fanno finta). Per non parlare del PIMUS. Non sanno come iniziare per la redazione del fascicolo. Non usano mai il caschetto. C'è MOLTA IGNORANZA e poca voglia di aggiornarsi. Concordo con più sanzioni a carico dei lavoratori. Noi professionisti abbiamo l'obbligo di aggiornamenti annuali. le ditte aprono partita iva, prendono un furgoncino, cazzuola e secchiello, e si improvvisano Impresari. ASSURDO

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rossella

Ho dato le dimissioni meno di un mese fa da un incarico di DL perchè, dopo ripetuti richiami, l'impresa non metteva in regola nemmeno il ponteggio, voleva fare subappalto, dichiarandolo nei documenti, senza il piano di sicurezza. (la pratica era una dia ma non mi sono porta il problema del tipo di pratica ma della pericolosità, come è nello spirito che ha generato la norma). Il committente non mi ha sostenuto quindi ho demandato a lui la responsabilità del cantiere e me ne sono andata. Non vale la pena rischiare! Noi siamo comunque responsabili e, in caso di incidente, abbiamo l'onere di dimostrare che avevamo fatto e detto tutto quello che era necessario per evitare rischi e incidenti. Se per una mancata firma fanno multe, figuriamoci se mancano verbali di cantiere nel momento in cui qualcuno si fa male......

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geom. giuseppe

Personalmente mi hanno dato una sanzione pari a 1/4 di 12000,00, quindi pari a 3000,00. Mi hanno trattato bene, mi hanno detto, perchè sono comprensivi dell'accaduto in quanto cose che possono capitare. In poche parole, ero coordinatore in un cantiere dove anche il fissaggio dei chiodi veniva dato in subbappalto ad altra impresa. Mi sono trovato ad un certo punto ad avere qualcosa come sei imprese diverse che lavoravano in quel cantiere. Successivamente ad ispezione di ASL e Ispettorato, vengo convocato in ufficio dall'Ing. capo dott. ..., e vengo sanzionato solo per il fatto che uno dei sei POS non era stato firmato dal sottoscritto. Dimenticanza, dico io, mi scuso e chiedo di poterlo firmare in quel momento. NO ci dispiace abbiamo già verbalizzato e poichè comprendiamo l'involontarietà dell'accaduto applicheremo il minimo. Gli operai sono senza coscienza, le imprese fanno il bello e il cattivo tempo, io come tanti altri coordinatori mi sono trovato in cantiere di questa portata in cui vengo multato (SOLO IO) per il motivo di cui sopra e non per altre cose in cantiere in quanto in uno stato perfetto. Dobbiamo combattere anche contro le ASL e gli Ipettorati? Che in teoria dovrebbero essere dalla nostra parte? Dovevano forse farsi la giornata e non rientrare a mani vuote? Gli da fastidio forse il fatto di effettuare sopralluoghi senza trovare motivi di contestazioni? TIRATE VOI LE CONCLUSIONI. Io mi sono già scoraggiato. I coordinatori sanno quale mole di lavoro ci vuole per tenere un cantiere in questa maniera. Eppure la mia parcella è servita solo per pagare la sanzione.

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LINO

concordo assolutamente, sanzioni per gli operai e non per i coordinatori della sicurezza...gli operai sono capaci di intendere e di volere non sono idioti, come qualcuno vorrebbe che fossero, è solo loro la responsabilità degli incidenti..Un coordinatore della sicurezza redige il piano di sicurezza e fa dei controlli periodici, NON PUò STARE SUL CANTIERE 8 ORE GIORNO...e dopo mezz'ora dal controllo, gli operai possono già aver stravolto TUTTO...per quello che ci pagano è assurdo pretendere di sanzionare il coordinatore in fase di esecuzione...

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arch Filo

Sono con voi Dr Costa e Arch Alessandro....sono anni che mi sto rovinando il fegato (mi occupo molto della sicurezza nei cantieri) pur sapendo che si ha bisogno della categoria "operai".....continuo ad odiarli per la loro incapacità totale di pensare alla loro salute...e ancora peggio!!!!...non immaginano nemmeno il danno a catena che provocano per la loro ignoranza sulla sicurezza......io vorrei volentieri applicare pene pecuniarie e penali direttamente a loro quando non rispettano le regole e li punerei anche se fanno omertà verso il comportamento nostro che siamo chiamati a formulare le documentazioni relative ai rischi e alla soluzione dei loro effetti...........non sono cattiva...sono solo stanca di un lassismo pericoloso che vedo nei cantieri...mentre alcuni di noi coordinatori si danno da fare per migliorare la vita nei luoghi di lavoro...........

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Arch. Alessandro

Concordo con DR COSTA. Spesso si trovano persone che ritengono che il Coordinatore della Sicurezza (il responsabile della sicurezza è un'altra figura professionale) costituisca una sorta di "Poliziotto di Cantiere". Non è così! Il Coordinatore della sicurezza deve dare delle direttive e verificare con opportune attività di controllo, ma non deve stare piantato in cantiere a fare la guardia. Purtroppo gli stessi operai lavorano in un modo quando si sentono osservati (anche se c'è il solo Direttore dei lavori), mentre si stravaccano quando in cantiere non li vede nessuno. Ci vorrebbe più onestà e ognuno dovrebbe prendersi le sue responsabilità.

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DR COSTA

Mi dispiace per il tuo infortunio, ma in Italia la sicurezza non funziona proprio perchè se devono fare una multa la fanno al responsabile della sicurezza ossia te non ti metti il casco, ti fai male e multano il responsabile della sicurezza che non necessariamente deve stare tutti i giorni in quel cantiere. Perchè se il responsabile della sicurezza ti fà firmale il verbale dove ti dice che ti devi mettere il casco e poi te non lo metti la colpa è tua....se alla sega alla sega circolare togli la protezione la colpa è tua....se le multe fossero fatte direttamente alle ditte e soprattutto ai lavoratori, non ci sarebbero più incidenti sul lavoro imputabili alla distrazione del singolo...ma semmai quelli imputabili alla ditta. Con quello che vengono pagati i responsabili della sicurezza devono avere 20 cantieri al mese per vivere mentre te operaio ti fai pure gli affari tuoi tanto se il lavoro non c'è ti danno la cassa integrazione, se ti licenziano fai la vertenza sindacale......Iniziate ad assumervi le vostre responsabilità........il penale ve lo darei a voi.....

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pasqualino

il responsabile della sicurezza dovrebbe essere sempre presente nel cantiere, dico dovrebbe perchè il più delle volte non c'è.Sono un ex artigiano che ha subito un infotunio abbastanza grave,ho lavorato in un cantiere per circa sei mesi e non ho mai avuto l'onore di conoscere il detto responsabile .Per me è solo una presa in giro,perchè quando succede qualche infotunio più o meno grave e fanno il sopraluogo gli enti preposti ormai è gia troppo tardi per evitare il peggio. Quindi i lavori dovrebbero essere seguiti giornalmente e dall'inizio ma con responsabilità penale e civile quandosuccede un infortunio il primo a risponderne dovrebbe essere il detto responsabile poi l'impresa,e se l'impresa non ha nulla da perdere ne deve rispondere la proprietà.Allora si inizia a far funzionare un pò il sistema sicurezzasul lavoro.