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NORMATIVA

Sicurezza sul lavoro, Italia in regola sul coordinatore

di Paola Mammarella

Ministero del Lavoro: normativa di settore conforme sul lato pratico alle prescrizioni dell’Unione Europea

Vedi Aggiornamento del 12/10/2015
Commenti 9737
21/10/2010 – L’Italia è in regola dal punto di vista pratico per la sicurezza sul lavoro. Lo ha affermato Paolo Pennesi, direttore generale delle Attività ispettive del Ministero del Lavoro,commentando la bocciatura della Corte di Giustizia Europea che nei giorni scorsi ha colpito alcune deroghe contenute nel Decreto Legislativo 81/2008.
 
Al centro del contenzioso l’obbligo di nominare un coordinatore per la sicurezza nei cantieri in cui sono presenti più imprese. Analizzando la normativa di settore emergerebbero infatti interpretazioni del D.lgs. 81/2008 conformi alle prescrizioni di Bruxelles.
 
Il caso italiano
Ricordiamo che il 7 ottobre scorso la Corte di Giustizia europea ha condannato il committente del rifacimento di un tetto che, secondo quanto enunciato dalla normativa italiana, non aveva previsto il coordinatore per la sicurezza in un lavoro privato svolto da più imprese, ma non soggetto a permesso di costruire.
 
In base al D.lgs 81/2008, così come modificato dal D.lgs. 106/2009, se sono presenti più imprese, il committente o il responsabile dei lavori deve designare il coordinatore per la progettazione, che ha il compito di redigere il piano per la sicurezza e la coordinazione. L'obbligo non sussiste per i lavori privati non soggetti a permesso di costruire di importo minore a 100 mila euro. In questo caso le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per l'esecuzione dei lavori.


La Corte ha invece chiarito che secondo la Direttiva europea 92/57/CEE per la sicurezza nei cantieri temporanei e mobili non deve essere praticata nessuna differenza in base al titolo abilitativo né al valore del lavoro.
 
La soluzione
Anche secondo la Circolare 30/2009 del Ministero del Lavoro nei lavori privati non soggetti a permesso di costruire e di importo inferiore a 100 mila euro è consentito nominare solo il coordinatore dell’esecuzione lavori e non quello della progettazione.
 
La soluzione sta però nel momento in cui viene effettuata la nomina. In questi casi il coordinatore per l’esecuzione dei lavori deve essere designato contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione (Leggi Tutto).
 
Solo in questo modo il coordinatore per l’esecuzione dei lavori può garantire lo svolgimento di tutti i compiti connessi al ruolo di coordinatore della progettazione. Senza derogare alla normativa comunitaria.

Un'eccezione potrebbe però essere sollevata dal punto di vista formale in merito alla natura della circolare ministeriale, che non ha forza di legge. A tal proposito potrebbe essere studiata una soluzione ad-hoc.

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Altri commenti
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RINO

Dando per scontato che nella gran parte dei lavori privati il CSP coincide con il CSE, che senso ha, per i lavori "senza permesso di costruire........" di cui sopra, non nominare il CSP se poi il CSE deve essere nominato contestualmente all'incarico di progettazione. E inoltre, si deve assumere tutti gli oneri del CSP?????? Secondo me è solo masturbazione mentale difficile da far capire ad un committente.

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Ezio De Stefani

Con un certo ritardo perchè ho visto adesso, cerco di dare una risposta. Se ci sono almeno due imprese diverse (e questo è il tuo caso), l'unica situazione per cui non dovresti nominare a norma di legge il Coordinatore in fase di Esecuzione (che poi dovrà redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento) sarebbe che tu non mettessi in opera nemmeno una muratura o una parete e che le parti dell'impianto elettrico venissero messe in opera senza tracce nelle murature (sennò diventa equipaggiamento di strutture), ad esempio mediante canaline esterne. Mi sembra difficile se non mi sbaglio che entrambe queste condizioni valgano nel tuo caso e quindi, pur essendo tutto ciò davvero assurdo, a seguire la norma per come è stata scritta a momenti spendi di più in inutili parcelle che nell'opera stessa.

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gigi

Non essendo esperto in materia chiedo delucidazioni sul mio caso: devo ricavare un piccolo locale artigianale all'intrno del mio scanitnato, se oltre all'edile è presente l'impiantista, per l'adeguamento dell'impianto elettrico e per l'impianto idraulico del bagno, sono obbligato a far redigere il piano per la sicurezza? Per un computo che non arriva 10 mila euro non basta la semplice dichiaraziione d'inizio lavori? Grazie

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Ezio De Stefani

Comunque sia, è assurdo che per rifare la piastrellatura del bagno, CSP o mica CSP, sia necessario un Piano di Sicurezza e Coordinamento.

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andrea

Tutto assolutamente indiscutibile: però bisognerebbe martellare la COMMITTENZA sulle proprie responsabilità (penali) in merito a ciò..... Difficilmente si trovano persone informate e disponibili a tutto questo (nomina coordinatore etc. etc..) A.