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RISPARMIO ENERGETICO

Fotovoltaico, Galan propone l’esclusione delle zone agricole

di Paola Mammarella
Commenti 11420

Entro l’anno il piano per l’energia che potrebbe ammettere le installazioni su tetti o in piccoli appezzamenti

Vedi Aggiornamento del 18/02/2011
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13/10/2010 – Fotovoltaico come prodotto agricolo, evitando le distese di pannelli nelle aree coltivabili. È il monito del Ministro alle Politiche Agricole e Forestali Giancarlo Galan, intervenuto al vertice italo russo di Verona sulle energie rinnovabili.
 
Galan ha annunciato la presentazione di un piano per l’energia e l’agricoltura entro la fine dell’anno. Il testo, attualmente in fase di studio, dovrebbe regolamentare il ruolo delle aziende agricole prevedendo per ogni impresa la possibilità di produrre 1 Mwh di energia all’anno.
 
Secondo Galan, se solo il 10% delle aziende agricole italiane dovesse raccogliere questa opportunità, in un anno si arriverebbe a produrre una quantità di energia pari a quella di tre centrali atomiche.
 
L’energia diventerebbe così un prodotto agricolo. Per il Ministro questa soluzione sarebbe quindi un’alternativa rispetto alle grandi distese di pannelli fotovoltaici, prodotti dagli industriali, che potrebbero essere sostituiti dai piccoli impianti in grado di integrare il reddito degli agricoltori.
 
Il piano per l’energia, ha riferito Galan, sarà studiato con grande attenzione al paesaggio e alle caratteristiche della proprietà agricola. I pannelli fotovoltaici potranno essere installati sui tetti o in piccoli appezzamenti.
 
L’annuncio del Ministero alle politiche agricole è stato salutato con favore da molti governatori regionali. In particolare la Giunta provinciale di Bolzano, su proposta dell’Assessore Laimer, ha deciso di vietare l’installazione di moduli solari sulle aree libere e verdi in Alto Adige.
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Altri commenti
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stefano

Per gli altri voglio spendere solo una parola. Ci si lamenta che non sia alla portata di tutti gli agricoltori realizzare impianti, EMBE' ????? lo scopo della legge non è finanziare le vostr visioni fantascientifiche orwelliane, lo scopo è finanziare la produzione di energia da fonti rinnovabili da cui in qualche modo anche gli agricoltori traggono profitto. Leggendo i vostri post capisco come mai l'Italia stia andando a rotoloni.

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stefano

Caro terra preziosa, i pannelli fotovoltaici producono energia dai raggi del sole, sono rimovibili e completamente riciclabili, anzi, tra venti anni li solleveremo dal campo ed avremo un territorio salvaguardato dalle speculazioni. Te invece scrivi baggianate col tuo computer che consuma carbone e petrolio ben che vada. Tu vivi in un altro mondo dorato, se lavorassi del tuo sapresti girando che i capannoni sono quasi tutti vuoti, pignorati o gravati da mutui, leasing, ipoteche se non equitalia. Che sui condomini la gente si spara per un posto auto,.... nessuno sta approfittando degli agricoltori, anzi, c'è tutto un mondo drogato da finanziamenti pubblici nazionali e comunitari intorno alla agricoltura e gli agricoltori sono ben felici di affittare due ettari di terra per realizzare un investimento concreto piuttosto che prendere fondi assurdi per piantare nocelle e l'anno dopo per espiantarle. Te vivi nel paese di bengodi e me ne rallegro spero di poterci venire anche io. Dove sono io nel fotovoltaico ci lavorano operai, muratori, carpentieri, elettricisti, professionisti, finanziatori, agricoltori, manutentori, guardiani, etc.... Il terriorio italiano e frammentatissimo in una miriade di proprietà, per il 90% collinare e montuoso e quindi per 3/4 non esposto a sud, già largamente vincolato e salvaguardato da parchi e riserve, da centri storici, oppure da interessi economici superiori al fotovoltaico, senza contare la fragilità del nostro sistema di linee elettriche a recepire tutta la potenza. Quindi stiamo parlando di 0,00000000000000001% della superficie libera del territorio il che mi fa supporre che tu sia pagato dalla Total, dall'Agip, o da qualche multinazionale di fertilizzanti o di trattori, o di ogm, oppure dalla ndrangheta e vuoi un pizzo sugli impianti, altrimenti non capisco il tuo appunto, non ha senso. Sono stati costruiti in 10 anni milioni di metri quadrati di edilizia non riciclabile caro terra preziosa e tu dove eri?

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michele

1 MWh di energia l'anno si realizza con un impianto di poco meno 1 kWp per il quale occorroe una spesa di circa 5.000 €. Ma che ha nel cervello il ministro... biglietti del tram scaduti?

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terra preziosa

Bene Ministro, lo sfruttamento delle energie rinnovabili, deveessere fatto con buon senso, lungimiranza e rispetto per l’ambiente: i mega impianti fotovoltaici a terra non sono agricoltura e non creano posti di lavoro. La terra è una risorsa limitata, i luoghi dove installare dei pannelli sono quelli marginali, altrimenti inutilizzabili: le discariche dismesse, le tare stradali, parcheggi, edifici pubblici e soprattutto sopra ai capannoni industriali (in cui finalmente smaltire l'eternit magari) e le case con uso diretto dell'energia! Se non si pongono dei limiti, delle regole chiare, se non si mette subito il freno alla razzia di terreni agricoli che si sta compiendo in questo momento in Italia che ne sarà del nostro territorio, della nostra agricoltura? Cosa mangeremo? Ci vuole una seria programmazione energetica del territorio che guardi al di là del tornaconto immediato. Oggi, grazie ai contributi erogati (pagati in bolletta dai comuni cittadini) il fotovoltaico vuole dire tanti soldi e facili (le banche lo sanno bene). E’ ovvio che un terreno agricolo è l’ideale in questo senso: minimo costo massima rendimento. Adesso poi che l'agricoltura è in ginocchio è ancora più facile: approfittando della miseria cui versano gli agricoltori, spregiudicati procacciatori di affari si aggirano nelle nostre campagne in cerca di terreni da affittare offrendo prezzi superiori a quelli di mercato. E’ facile cedere alla tentazione e così il prezzo degli affitti sale. Così un giovane che vuole fare agricoltura vera, perché ha ancora passione per la terra e magari vuole ingrandire l’azienda si vedrà moltiplicare il prezzo per l’affitto e annasperà sempre di più per stare a galla. Un agricoltore deve avere la possibilità di integrare il suo reddito con la produzione di energia da fotovoltaico, ma con dei limiti: 1ha è già tanto!

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Gianluigi Lanzoni

Lo ripeto: - Scrive Galan... produrre 1 Mw di energia all'anno ... ho scritto io: - misurare l'energia in Mw è un po' come misurare la distanza da qui a Roma in litri (sic!) ... purtroppo non è un semplice errore di ortografia, ma un diffuso malessere sulla conoscenza delle cose di cui si vuol parlare senza conoscerle ... che tene fai della "fisica" e della "matematica"; non servono per andare a Roma Capitale! (doppio sic!) ... ancora cordialità ...

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Luigi

Sig. Galan potrebbe sembrare un ottima idea invece e pura utopia, visto che bisogna investire almeno 3/4 milioni di euro. Intanto i contributi come conto egergia continueranno a scendere, come sicuramente il Sig. Galan. Per cui il progetto non trova copertura dalla stragande maggioranga degli agricoltori, e allora mutuo o leasing si così quello che guadagni lo restituisci alla banche, questo sicuramente per almeno i primi 10/12 anni e allora all'agricoltore cosa gli resta??. Inoltre come penso tutti sappiano, l'impianto anche il più tecnologico a un decadimento fisiologico di produzzione pari all'1% annuo Circa; di conseguenza mi troverò alla fine del ventennio con un impianto che mi è costato 3/4 milioni di euro il decadimento dello stesso (pari ad un - 20% rispetto alla produzione iniziale), i contributi non basteranno a coprire le spese bancarie e quelle di manutenzione. Vi ricordo inoltre che alla fine dei 30 anni, vita media dei pannelli mi trovo con l'impianto che dovrà essere totalmente rivisto in fatto di pannelli. Concludo se la matematica non è un opinione il sistema così configurato fa acqua da tutte le parti. La soluzione sarebbe di fare in modo che gl'impianti venissere finanziati a costo zero con un rientro molto rapido 5 anni, allora forse qualcosa all'agricoltore resterebbe,oppure trovare dei finanziatori privati disponibili ad investire grossi capitali in questo settore potrebbe essere di interesse, anche in questa evenienza l'agricoltore si ritroverebbe con un buon rientro; altrimenti così configurato l'idea non si và da nessuna parte o meglio ci sarebbero piccolissimi risultati. Saluti Suig. Galan Luigi

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azing

le nuove linee guida nazionali indivcano prorpio, nello specifico degli impianti eolici, il progetto di un nuovo paesaggio. Le strumentalizzazioni politiche mi puzzano sempre più ... incominciano a somigliare al pesce all'aria quando venmgonmo superati i 3 giorni...e ad ogni giorno che passa aumenta a dismisura l'olezzo che raggiunge le mie narici ... e levostre di narici...che sentirebbero?

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maurizio

Un impianto fotovoltaico di dimensioni contenute, un ettaro, armonizzato con la disposizione delle coltivazioni del posto e la tessitura dei campi, possibilmente coltivato negli interfilari, può far parte del Paesaggio agricolo. L’inserimento di qualsiasi novità nel paesaggio desta riflessioni, ma se fatto con i dovuti criteri diventa un arricchimento – mulini a vento, terrazzamenti, silos per il grano, canali di irrigazione, filari di alberi per bonifiche, serre, strade interpoderali, case coloniche, ecc. La produzione agricola non è solo alimentare ma anche energetica per esempio con le biomasse . L’utilizzo del terreno per produrre direttamente energia è un’opzione valida per l’interesse comune- nessun inquinamento - fumi, rumore, radiazioni, radioattività, produzione calore- e i materiali sono completamente riciclabili a fine carriera. La possibilità di favorire l’incremento di reddito dato dall’impianto fotovoltaico è estremamente utile per arginare la crisi delle aziende agricole.

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azing

se l'italia dovesse raggiungere entro il 2020 la quota produttiva di energia rinnovalbile assegnata, salterebbe il nucleare o riceverebbe una buona limitazione. Nei primi anni abbiamo assistito a procedure complesse e o poco chiare che solo gli ammanigliati, o presunti criccati, riuscivano a realizzare, cioè i grossi o quelli che maggiormente potrebbero alimentare la corruzione nella PA. Adesso che dopo anni siamo stati obbligati a afre leggi e procedure chiare, si inventerebbero l'agricoltura ed il paesaggio, facendo finta di ignorare che la energia rinnovale ha in sè il carattere di protezione dell'ambiente, dell'agricoltura e del paesaggio. perchè questo? perchè gli impianti da 1 MW sarebbero entrati anche nella possibilità dei piccoli investitori, anche riuniti, essendo conveniente per le banche o le finanziare intervenire per quote consistenti. Ma i piccoli non avrebbero interessere a corrompere e ,quindi, in un modo o nell'altro, verrebbero di fatto bloccati. Per motivi apparentemente nobili: salvare la produzione agricola, salvare il paesaggio, proteggere l'ambiente....ed imporre il ricorso a maggiori quote nucleari (che secondo gli affarismi dei grandi proteggerebbero l'ambiente, il paesaggio e l'agricoltura - l'effetto cernobyl non viene ricordato dalla"disinformazione" di sistema ?!?!.

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Paoloemme

Mi chiedo quanti agricoltori abbiamo 4.000.000 € da investire per la realizzazione e gestione dell'impianto fotovoltaico, quanti effettivamente abbiano terreni utilizzabili, quanti tecnicamente siano in grado di gestire un'iniziativa del genere oltre naturalmente all'attività agricola che è già un caos di per se. Tagliare fuori gli investimenti privati delle aziende che operano nel settore creando limitazioni del genere non farà altro che far crollare l'unico settore che al momento in Italia sta crescendo e dando lavoro pulito ed ecosostenibile,... a parte i centri per le scommesse. Inoltre non si può continuare a cambiare le regole del gioco di giorno in giorno. Si tratta di bloccare investimenti di milioni di euro che garantirebbero un ottimo ritorno economico a molte, purtroppo non tutte, famiglie di imprenditori agricoli e per tutto l'indotto fatto da centinaia di piccole e grandi aziende di installatori. L'Italia, come sempre, con in primis i suoi incolmabili ed ingiustificabili ritardi e la solita bufera normativa non farà altro che danneggiare il paese mettendolo alla merce delle soliti ig-noti.

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Paolo

Sarebbe bello tutti gli agricoltori potessero nei loro terreni fare piccole centrali, peccato che solo alcuni imprenditori agricoli hanno la possibilità economica per fare un impianto fotovoltaico per la vendita di energia. I grossi impianti industriali sono necessari perché l'orizzonte temporale degli incentivi e' breve e di questo passo, se nn facciamo in modo che chi può investire li faccia, rischiamo veramente di vedere a casa nostra centrali nucleari. Galan dovrebbe pensare che se solo lo 0,5% del territorio agricolo fisse adibito a centrali FV si raggiungerebbe la quota richiesta di produzione di energia rinnovabile, utilizzando magari quelle aree improduttive, le aree che prendono sovvenzioni per nn essere coltivate, oppure appezzamenti sotto i 10 ettari che di fatto nn sono economicamente sostenibili per chi le coltiva.

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mario

direi che é un ottimo incentvo per il sostentamento delle aziende agricole ma dovrebbero vautre e pendere in considerazione tutte le zone agricole, comprese quelle individate con partiolae pregio agricolo, zone in cui , almeno in Umbria, non é ammesso impiantare questo tipo di impianti; per non parlare di altri vncoli comunali che addirittura impedscono l'istallazione sui tetti dei fabbricati principali.

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paolo

ottimo direi..essendo un agricoltore l'argomento mi interessa molto.è arrivato il momento di dare l possibilità al singolo produttore di far rendere la propria terra al massimo e di entrare al di fuori dell'agricoltura.ciao dalla sicilia