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RISULTATI

Architetti e Ingegneri tedeschi premiano Chipperfield

di Rossella Calabrese

Lodato per aver 'lasciato un segno indelebile nell’architettura mondiale'

Vedi Aggiornamento del 15/11/2011
07/10/2010 - Sabato 25 Settembre la DAI, Associazione degli Architetti e degli Ingegneri Tedeschi e la RAIV, Società d’Architettura e Ingegneria di Essen, hanno assegnato a David Chipperfield il Grand DAI Award for Building Culture 2010.
 
Nato nel 1990, il riconoscimento biennale premia un architetto o un ingegnere distintosi per il proprio operato nel campo dell’edilizia. La cerimonia di premiazione si è tenuta presso il Folkwang Museum di Essen, edificio progettato dallo stesso Chipperfield e inaugurato all'inizio di quest'anno. L'architetto britannico è stato lodato per aver 'lasciato un segno indelebile nell’architettura mondiale e in particolare in quella tedesca. In effetti è davvero significativo il numero di edifici realizzati dal progettisti in Germania, tra di essi l’Edificio con studi per artisti (1997) a Dusseldorf, il noto Museo della Letteratura Moderna di a Marbach am Neckar (2006), l’Empire Riverside Hotel di Amburgo (2007) e la famosa galleria Am Kupfergraben 10 di Berlino (2008). Ma il progetto che ha decretato definitivamente il successo di Chipperfield è quello per la Ricostruzione del Neues Museum di Berlino, riaperto al pubblico nel 2009.
 
Costruito tra il 1841 ed il 1859 su progetto commissionato dal re prussiano Federico Guglielmo IV all’architetto Friedrich August Stüler, il Neues Museum fu gravemente danneggiato dai bombardamenti che colpirono Berlino durante la Seconda guerra mondiale. Terminato il conflitto, il museo fu lasciato in rovina e abbandonato al suo destino di deterioramento. L’intera ala Nord-Ovest e quella Sud-Est del museo non esistevano più, mentre l’imponente scalinata progettata da Stüler risultava fortemente danneggiata. Nel 1997 lo studio David Chipperfiled Architects, in collaborazione con Julien Harrap Architects, vinceva il concorso internazionale di progettazione per la ricostruzione del museo.
 
“L’obiettivo principale del progetto – spiegavano qualche tempo fa dallo studio David Chipperfield Architects – è consistito nel ricomporre il volume originario recuperando le parti della struttura che hanno resistito ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. La sequenza originaria delle diverse stanze è stata ricostruita con l’annessione di spazi di nuova costruzione che si sviluppano in continuità con la struttura esistente”.
 
“Il recupero archeologico segue i principi dettati dalla Carta di Venezia, rispettando i diversi stati di conservazione dell’edificio storico. La ricostruzione delle parti dell’edificio definitivamente perse è stata realizzata senza pretesa alcuna di competere con le parti superstiti in termini di luminosità e superficie. Il recupero dell’esistente è stato guidato dall’idea che la struttura originale dovesse essere valorizzata nel suo contesto spaziale e nella sua materialità originale – il nuovo riflette ciò che è andato in rovina senza tuttavia imitarlo”.
 
Le stanze di nuova costruzione sono state realizzate con grandi elementi prefabbricati in cemento ottenuti con una gettata di granulati di marmo della Sassonia mischiati a cemento bianco. Elementi con cui è stata ricostruita anche la parte danneggiata della scalinata, accolta nella maestosa sala della quale è stato possibile ripristinare il rivestimento in mattoni, ma che appare tuttavia priva dei decori originali.
  
Per il 2012 è altresì prevista la conclusione dei lavori di costruzione della James Simon Gallery a Berlino. La struttura costituirà il punto d’accesso alla Museuminsel, l’isola sul fiume Spree che ospita i cinque musei più famosi della capitale tedesca: Altes Museum, Alte Nationalgalerie, Neues Museum, Bodemuseum, Pergamon Museum.
 
L'edificio sorgerà sul sito che in passato accoglieva l’edificio Packhof di Schinkel, demolito nel 1938 dopo un cedimento strutturale.  “Un volume contemporaneo – spiegano dallo studio Chipperfield – nasce da un contesto il cui linguaggio architettonico riflette l’architettura classica senza realizzarne una mera copia. La materialità dell’edificio in pietra ricostruita e pietra naturale si fonde con i colori dell’isola dei musei”.
© Riproduzione riservata

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Renzo Marrucci

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