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SICUREZZA

Formazione in edilizia: concluse le Giornate Nazionali del Formedil

di Rossella Calabrese

Le ’16 Ore’ hanno riportato la formazione professionale al centro dell’attività delle scuole edili

Vedi Aggiornamento del 14/09/2011
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01/10/2010 - Si sono svolte il 27 e 28 Settembre a Roma le “Giornate Nazionali della Formazione in edilizia”, organizzate dal Formedil, Ente nazionale paritetico per la formazione e l’addestramento professionale in edilizia, in collaborazione con le Istituzioni e le Parti Sociali.
 
Al centro dell’evento, il Rapporto Formedil 2010 e i progetti “Libretto Formativo” e “16 Ore”. Al dibattito hanno partecipato il Presidente del Formedil Massimo Calzoni, il Direttore del Cresme Lorenzo Bellicini, il Presidente Ance e Federcostruzioni Paolo Buzzetti, i tre Segretari generali dei Sindacati di categoria e rappresentanti dell’INAIL.
 
Dal Rapporto 2010 è emersa una crescita, negli ultimi anni, del numero dei corsi e degli allievi formati. Da un punto di vista contenutistico, l’anno 2009 si è caratterizzato per un mutamento di priorità, che ha riportato al centro dell’attività delle scuole la formazione professionale, riequilibrando il peso della formazione per la sicurezza. Sembra infatti aprirsi una nuova stagione, soprattutto per effetto dell’avvio del progetto di innovazione contrattuale basato sulle 16 ore.
 
I corsi 16 ore hanno determinato un plurimo effetto: oltre a spostare risorse e priorità dalla sicurezza alla formazione professionale, hanno contribuito ad accrescere l’attività ordinaria facendo aumentare in modo rilevante il numero dei corsi e degli allievi. Con 3.308 iniziative, questi corsi rappresentano il 36% del totale dell’attività svolta dalle scuole per gli operai, compresi quelli per la sicurezza, e il 63,4% dell’attività specifica di formazione professionale svolta nell’anno.
 
A parte la novità delle 16 ore, nell’ultimo anno vi è stato un ritorno dell’orientamento, un trend crescente della formazione continua per gli occupati, un aumento degli allievi disoccupati e un balzo in avanti della partecipazione di apprendisti; in crescita anche la partecipazione dei tecnici ai corsi di formazione professionale, soprattutto ai quelli per la sicurezza.
 
In occasione del trentennale dalla sua fondazione, il Formedil ha presentato il volume “La chiave di volta, Lavoro, imprese e professionalità. Per una storia del sistema bilaterale della formazione edile”.
 
Per Massimo Calzoni, Presidente Formedil, “la qualità professionale costituisce la ‘chiave di volta’ e la formazione continua è un’attività indispensabile per crescere, non soltanto per quanto riguarda il nostro settore, ma per l’intera economia occidentale”. Ma “se per un attimo scendiamo ‘per la strada’, nei cantieri” - ha detto Calzoni - “forse dovremmo cambiare il metro di giudizio, e iniziare a preoccuparci”. Il costo di una formazione di eccellenza - ha spiegato il Presidente Formedil - spesso per le imprese si trasforma in un handicap invece che in un valore aggiunto. La formazione costituisce un lusso, un elemento non ritenuto necessario da un mercato in cui la qualificazione non viene premiata ma penalizzata nel sistema di affidamento degli appalti pubblici, nelle selezioni degli operatori, nella normativa ‘reale’.
 
“Anche la formazione – ha affermato Calzoni - sconta un clima in cui la selezione è sempre più spesso al contrario. Noi oggi viviamo in una realtà fatta di norme e di regole ridondanti spesso contraddittorie, ma, soprattutto, inapplicabili. Di fatto il mercato prescinde dalle regole, anzi, i nostri committenti non se ne curano e, chi le rispetta, chi si assume i costi della formazione, della sicurezza, di una buona e rispettosa organizzazione del lavoro e gestione del personale, finisce ‘fuori mercato’.” Un “paradosso italiano” lo ha definito Calzoni, che rischia di mettere fuori gioco il sistema bilaterale della formazione.
 
Formedil chiede quindi una decisa riforma del sistema di selezione e di affidamento dei lavori, una revisione della normativa sugli appalti e sulla sicurezza, semplice e applicabile, e chiede alle istituzioni di investire sui controlli e di sostenere il sistema delle imprese. Solo così - ha concluso Calzoni - il sistema bilaterale delle costruzioni avrà un ruolo utile a sostegno di uno sviluppo civico, sociale ed economico del Paese.

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