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Ultimate le residenze 'ex Campari' di Botta e Marzorati
ARCHITETTURA

Ultimate le residenze 'ex Campari' di Botta e Marzorati

di Rossella Calabrese
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Circa 100 appartamenti in 2 torri classe 'A' a Sesto San Giovanni

Vedi Aggiornamento del 21/02/2013
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19/11/2010 – Sono “pronte per essere abitate”, le due torri residenziali classe A di consumo energetico di via Campari a Sesto San Giovanni (Mi), progettate dagli architetti Mario Botta e Giancarlo Marzorati e realizzate da Gruppo Moretti Spa.
 
A 20 minuti di metrò da Piazza Duomo a Milano, i circa 100 appartamenti, realizzati su una superficie lorda pari a circa 14.276 metri quadri, rappresentano una parte del più ampio piano per la rifunzionalizzazione dell’ex sito industriale dismesso nel 2004. Il programma prevedeva la realizzazione del nuovo headquarter Campari, inaugurato nel 2009 e di un museo dedicato alla storia della nota azienda italiana per un totale di 80 milioni di euro. L’intorno mantiene i valori originari del luogo, la Villa Casa Alta in particolare. Tutto inserito in una vasta area verde di oltre 6mila mq.
 
“Siamo soddisfatti del lavoro svolto sin qui – afferma Vittorio Moretti – abbiamo partecipato con un importante intervento alla trasformazione di Sesto da Città delle Fabbriche a città del terziario avanzato. Senza fare tabula rasa del passato, ma conservando memoria dell’edificio di archeologia industriale, abbiamo recuperato un segno indelebile della storia dell’azienda e dell’evoluzione della città”.
 
Il tema architettonico dell’intero progetto di recupero è ripreso e valorizzato nello sviluppo delle due torri, rispettivamente di 9 e 13 piani, strutturate in due cilindri secati da piani verticali e dotate di tecnologie per la sicurezza all’avanguardia, parcheggi totalmente interrati e area fitness indoor integrata. Tra le soluzioni ecosostenibili adottate si può citare l’impiego della falda acquifera sotterranea in funzione di climatizzatore naturale.
 
“Coi volumi puri si è costruito il nuovo sito – aggiunge l’arch. Botta – in modo che l’architettura possa inserirsi tra le preesistenze novecentesche in nuova configurazione del suolo, in connessione diretta con la storia e la memoria peculiari del luogo, in omaggio alle aspirazioni e ai valori della cultura contemporanea”.
 
“Le torri sono edifici caratterizzati da un’identità inconfondibile, unica per Sesto San Giovanni, capaci di stagliarsi nello spazio urbano ed esprimere una tensione che è prima di tutto etica e culturale prima ancora che abitativa. Contribuisce a questo risultato anche il connubio con il parco di Villa casa Alta e il dialogo fra stili ed epoche stabilito con il fronte neoclassico della villa.  Si è cercato di fare in modo che un vuoto urbano tornasse ad essere uno spazio vivo per la comunità e che gli elementi risultanti  dal costruito diventassero parti disegnate di città”, hanno dichiarato i progettisti.
 
Per Botta il progetto delle Residenze di  via Campari ha permesso di sviluppare ulteriormente la sua riflessone sul senso dell’abitazione contemporanea. “Disegnare le case per Vittorio Moretti è stata un’occasione per testimoniare la mia idea sull’abitare oggi. Ritengo che la casa debba recuperare il suo significato primordiale, tornare a riproporsi come la casa di Adamo,  capace di evocare la funzione primaria di protezione. La casa è rimasta nel subconscio il luogo dove l’uomo può rigenerarsi, può ritrovare se stesso, può recuperare la sua storia, la memoria, può fantasticare; è il luogo dove l’uomo può idealmente ricongiungersi con la collettività, e dove può sentirsi parte di un disegno comune. In quest’ottica disegnare una casa equivale al tentativo di trasformare le superfici richieste in spazi capaci di dialogare con gli elementi esterni.”
 
L’edificio della nuova sede Campari è imponente e articolato su due corpi di fabbrica principali incernierati tra loro. L’uno denominato torre ha 9 piani fuori terra e due piani interrati, mentre l’altro ha la conformazione di un ponte e ha due soli piani, il quarto e il quinto, oltre ai due interrati. Questi due edifici sono completati da due ulteriori porzioni, la prima costituita da un antico edificio industriale dell’inizio del secolo scorso che ospitava la vecchia fabbrica Campari e la seconda denominata lobby: una grande piazza caratterizzata da una copertura curvilinea che digrada verso uno specchio d’acqua e realizzata in legno lamellare con una copertura vegetale.
 
Nell’edificio si mescolano con grande armonia il vetro delle facciate e delle pareti mobili, il cotto toscano del brise soleil, il granito bianco utilizzato per pavimentare gli spazi comuni (reception, lobby, scale e vani ascensori fino al piano terreno), il gres porcellanato grigio antracite per gli uffici ed il legno del controsoffitto e delle boiserie che ricopre i corpi interni dove si trovano i vani scala degli ascensori ed i locali tecnici.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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renzo marrucci

dell'architettura oppure soltanto edilizia evocante macchinosità abitativa ?? Assemblaggio crudo di volumi risolti nella geometria e in una misura che di umano smarrisce il senso...


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