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A Pisa la mostra ‘David Chipperfield. Form Matters’
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A Pisa la mostra ‘David Chipperfield. Form Matters’

di Rossella Calabrese

Esposto il progetto per il restyling dell’ex Santa Chiara

15/11/2010 – Pisa: sarà visitabile fino al 16 gennaio 2011 la mostra itinerante “David Chipperfield. Form Matters”.

In corso  presso gli Arsenali Medicei in Lungarno Simonelli, l’esposizione, curata del noto architetto britannico, ripercorre le tappe principali del percorso professionale di Chipperfield, londinese classe 1953.

Compostezza, rigorosità e scrupolosità nell’inserimento dell’opera architettonica rispetto al contesto di destinazione sono le qualità maggiormente sottolineate dalla critica in merito ai lavori di Chipperfield, da sempre impegnato nella ricerca dei materiali più adatti per la realizzazione di ciascun progetto.

Tra le opere più conosciute dell’architetto si possono ricordare il Museum of Modern Literature di Marbach (Germania), vincitore dello Stirling Prize2007, l’Edificio Coppa America a Valencia, il Figge Art Museum a Davenport, la Galleria d’Arte Contemporanea Turner di Margate e la Galleria Am Kupfergraben 10 a Berlino. Tuttavia molti individuano l’espressione massima della perizia dell’architetto britannico nel progetto per l’intervento di ricostruzione del da poco inaugurato Neues Museum di Berlino.
Di particolare interesse per i visitatori pisani è il progetto per la riqualificazione urbanistica del complesso ospedaliero universitario di Santa Chiara a Pisa, affidato nel 2007 a Chipperfield, vincitore dell’apposito concorso bandito dall’amministrazione comunale. Chipperfield è altresì autore del masterplan per la “Nuova Pisa”, main project nel merito dei 19 progetti PIUSS, per la maggior parte connessi a quest’intervento.

 L’area occupata dal complesso di Santa Chiara (oltre 10 ha) è situata nel cuore del centro storico di Pisa e confina direttamente con la Piazza del Duomo, inserita tra i siti UNESCO come patrimonio dell’umanità. Il complesso, iniziato nel 1257 e da allora destinato ad uso ospedaliero e universitario, sarà dismesso e riqualificato; le sue funzioni saranno ricollocate nella località di Cisanello.
 
Il progetto di recupero urbanistico di Chipperfield parte dal presupposto che le caratteristiche del sito debbano essere conservate ed enfatizzate. La prima caratteristica leggibile è quella dei padiglioni indipendenti posizionati secondo particolari geometrie planimetriche a formare dei gruppi per allineamenti geometrici. La seconda caratteristica leggibile è quella del verde presente sul sito, che nonostante l’eterogeneità delle specie, è rilevante per la quantità di piante.

Il progetto parte, da un lato, dalla semplificazione delle volumetrie attraverso la demolizione di tutti gli edifici non tutelati o considerati di scarso valore architettonico e delle superfetazioni e finisce, dall’altro lato, con il completamento ed il rafforzamento del verde, proponendo il passaggio da area monofunzionale chiusa ad area polifunzionale aperta attraverso lo sviluppo del sistema degli spazi più che dallo sviluppo del sistema dei volumi.

La proposta prevede quindi un solo intervento architettonico concentrato lungo l’asse centrale nella consapevolezza che un intervento architettonico denso comporterebbe pesanti modifiche morfologiche del sito. Il progetto di recupero urbanistico propone la realizzazione di due elementi architettonici lineari trasparenti e continui: due colonnati che generano una sorta di incastro aperto per sottolineare la percorrenza verticale e un’enfasi orizzontale per incoraggiare la sosta. Questa soluzione permette di ottenere una continuità verticale ed una trasparenza orizzontale.

Un primo colonnato in marmo bianco ortogonale completa il margine occidentale collegando gli edifici (padiglioni 15 e 25) e riorganizzandoli in un unico sistema funzionale di edifici pubblici. Tale sistema ha l’obiettivo di valorizzare il tracciato delle mura urbane e propone una moderna interpretazione di completamento delle stesse attraverso una volumetria e un’altezza variabile in rapporto agli edifici adiacenti.

Un secondo colonnato in marmo bianco zigzagante completa il margine orientale seguendo la geometria degli edifici adiacenti (padiglioni 8, 17 e 26) ed includendo all’interno dello spazio centrale due edifici minori (padiglioni 4 e 34) che diventano oggetti lungo il percorso principale. Tale sistema ha l’obiettivo di generare un limite e proporre un’alternativa funzionale al sistema turistico-commerciale di piazza Duomo.

La cucitura dei due margini viene formalizzata attraverso l’accostamento di due elementi concavi che formano uno spazio pubblico centrale, sintesi simbolica di un processo di cicatrizzazione tra le due parti di città dentro e fuori le mura.

Questo spazio pubblico generato per i residenti e per i turisti si pone come luogo fisico caratterizzante dell’intervento urbano e viene pavimentato in marmo grigio. E’ uno spazio catalizzatore per la conformazione fi sica e la posizione che, abbracciato dai colonnati, consente il funzionamento di due sistemi di movimento verticale paralleli: uno orientale nord-sud e uno occidentale sud-nord. Lo spazio si propone come luogo di sosta e d’incontro e al contempo come luogo per riaprire nuove prospettive e visuali verso il Campo dei Miracoli.
© Riproduzione riservata

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