Carrello 0
LAVORI PUBBLICI

Appalti pluriennali, deducibili i costi dei subappalti

di Paola Mammarella

Entrate: Gli oneri si possono detrarre dal valore delle rimanenze, accolte le richieste Ance

Vedi Aggiornamento del 12/07/2011
02/11/2010 – Nella determinazione del valore delle rimanenze di opere pluriennali possono essere fiscalmente deducibili i costi relativi ai lavori affidati in subappalto sostenuti nel periodo di imposta. È l’orientamento che l’Agenzia delle Entrate ha espresso nel protocollo 954-109712/2010 del 26 ottobre scorso a fronte di una consulenza giuridica richiesta dall’Ance.
 
La richiesta di chiarimenti ha interessato la Risoluzione260/E del 2009 con cui le Entrate avevano affrontato il trattamento fiscale e contabile delle trattenute operate dal committente.
 
La risoluzione aveva però suscitato qualche perplessità. Nel testo si affermava infatti che in un appalto di durata pluriennale per la realizzazione di un’opera pubblica, in base al Dpr 917/1986, i ricavi si considerano conseguiti dall’appaltatore alla data di ultimazione dell’opera, cioè al momento dell’accettazione senza riserve da parte del committente, e che i costi si intendono sostenuti dall’appaltatore soltanto nel periodo di imposta in cui interviene l’accettazione definitiva dell’opera.
 
Secondo l’Ance questa impostazione equivaleva ad affermare che in presenza di Stati di Avanzamento Lavori liquidati al subappaltatore in via provvisoria, l’appaltatore avrebbe dovuto determinare in ogni esercizio di esecuzione dell’opera il valore delle rimanenze tenendo conto dei costi sostenuti per il subappalto, che non venivano quindi considerati deducibili.
 
L’Ance nel ritenere che una simile posizione contrastasse con il principio di ripartire l’utile di commessa in tutti gli esercizi di esecuzione dei lavori ha richiesto una consulenza all’Agenzia delle Entrate.
 
L’Associazione dei costruttori edili aveva infatti evidenziato che gli esercizi di esecuzione dell’opera sarebbero stati contraddistinti da una elevata redditività della commessa, con conseguente elevata tassazione dovuta all’impossibilità di dedurre i costi del subappalto. Nell’esercizio di ultimazione della prestazione si sarebbe invece verificata una perdita per l’imputazione di tutti i costi del subappalto.
 
L’Agenzia delle Entrate si è infine espressa nel senso della correlazione tra costi e ricavi per cui l’utile di commessa deve essere riconosciuto con l’avanzamento dell’opera.
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

)