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LAVORI PUBBLICI

Edilizia e appalti, le soluzioni del Governo contro la crisi

di Paola Mammarella

Esclusione automatica delle offerte anomale fino al 2013, qualificazione più elastica e snellimento della conferenza di servizi

Vedi Aggiornamento del 10/02/2011
Commenti 11638
04/11/2010 – È in Commissione Affari Costituzionali al Senato il gruppo di emendamenti presentato dal Governo al ddl per la semplificazione della Pubblica Amministrazione, che introduce una serie di modifiche al Codice Appalti. Sono diverse le norme toccate dalle proposte di cambiamento con finalità anticrisi, tra cui quelle relative a cause di esclusione, qualificazione e false dichiarazioni.
 
Esclusione dalle gare
Il Governo ha proposto che le Stazioni Appaltanti, in caso di offerte anomale, possano applicare l’esclusione automatica fino al 31 dicembre 2013 per i contratti di importo inferiore alle soglie fissate dall’articolo 28 del Codice Appalti. L’esclusione automatica era stata bocciata dall’Unione Europea, ma è stata riproposta con un emendamento a termine in considerazione della congiuntura economica sfavorevole. Ammettere ribassi molto accentuati potrebbe infatti mettere in difficoltà un gran numero di piccole imprese.
 
Al contrario di quanto accade con la normativa attualmente in vigore, gli emendamenti prevedono che in caso di condanna un concorrente sia ammesso ad una gara non solo dopo la riabilitazione o l’estinzione del reato, ma anche a fronte di depenalizzazione dello stesso o di condanna revocata. Questi casi non devono inoltre essere indicati nell’autocertificazione dei partecipanti.
 
Analogamente, l’esclusione per un anno è ammessa solo per gravi violazioni del Testo Unico sulla sicurezza o in caso di false dichiarazioni per le quali l’Autorità di Vigilanza accerti la presenza di colpa grave o dolo.
 
Gli emendamenti depositati consentono la procedura negoziata per i lavori di importo fino a 1 milione di euro. Le Stazioni Appaltanti possono affidare i lavori nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, rivolgendo l’invito ad almeno 10 soggetti.
 
La procedura ristretta semplificata per gli appalti di lavori passa da un milione a un milione e 500 mila euro.
 
Gli emendamenti hanno inserito anche un procedimento automatico in base al quale le stazioni appaltanti in caso di fallimento dell'appaltatore o di risoluzione del contratto per grave inadempimento interpellano progressivamente i soggetti che hanno partecipato all'originaria procedura di gara, così come risultanti dalla graduatoria, al fine di stipulare un nuovo contratto per il completamento dei lavori. Allo stato attuale questa procedura rappresenta solo un’eventualità.


Coinvolto dalle modifiche anche il project financing e l’istituto del promotore. Secondo gli emendamenti, gli operatori economici possono presentare alle Amministrazioni proposte per lavori non presenti nella programmazione triennale contenenti un progetto preliminare, una bozza di convenzione e un piano economico finanziario asseverato da una banca. Entro tre mesi l’Amministrazione valuta il pubblico interesse della proposta. Una volta approvato, il progetto preliminare è posto a base di una gara alla quale è invitato il proponente, definito promotore, che può esercitare il diritto di prelazione. Se il promotore non risulta aggiudicatario, può esercitare la prelazione impegnandosi ad adempiere agli stessi obblighi contrattuali previsti per l’aggiudicatario. Se, al contrario, il promotore non risulta aggiudicatario e non esercita il suo diritto di prelazione, l’aggiudicatario deve pagargli le spese per la predisposizione della proposta.
 
Per quanto riguarda la qualificazione è prorogata fino al 2013 la possibilità di utilizzare i migliori lavori degli ultimi dieci anni anziché degli ultimi cinque.
 
Nella realizzazione delle opere strategiche, il soggetto aggiudicatore deve pubblicare il bando entro 90 giorni dalla delibera del Cipe. In caso contrario gli stanziamenti possono essere revocati.
Si accorciano anche i tempi per la Conferenza di servizi, che da 90 giorni passano a 60 giorni.

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Altri commenti
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arch. Paolo ROMEO

anche nel campo della concessione di incarichi professionali inferiori a 100.000 euro, ieri ho presenziato, quale concorrente, all'aggiudicazione di un incarico con oltre il 46 %, che mi sembra molto eccessivo e a danno dei concorrenti più corretti. Bisognerebbe fissare dei limiti massimi, meno sostenuti

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lidero

finalmente esclusione delle offerte a due cifre del 35-45 % che nella Campania possono fare soli le imprese della camorra mentre le piccole imprese nel proprio piccolo paese non si possono aggiudicare nemmeno un'appalto di pocchi centinaia di migliaia di euro.

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Vittorino Dal Cin

Ho perso il "conto" delle modifiche apportate al D.Lgs. 163/2006. Credo basti perchè, se il Regolamento deve essere coerente con il Decreto, lo stesso Regolamento non vedrà mai più la luce però, intanto, faremo convegni ........