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Parchi eolici, i limiti non competono alle regioni

Parchi eolici, i limiti non competono alle regioni

Puglia bacchettata dalla Corte Costituzionale, autorizzazioni in base alle norme statali

Vedi Aggiornamento del 20/06/2011
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 20/06/2011
30/11/2010 - La definizione dei luoghi in cui consentire o vietare l’installazione di parchi eolici non rientra tra le competenze regionali. Lo ha deciso la Corte Costituzionale che, con la sentenza 344/2010 di venerdì scorso, si è pronunciata sulla parziale illegittimità della Lr 40/2007 varata dalla Puglia.
 
In base a questa norma, secondo la quale la realizzazione dei parchi eolici deve avvenire in conformità al Regolamento 16/2006, la Regione ha negato l’autorizzazione a una società che in seguito ha impugnato l’atto davanti al Tar perché contrastante col D.lgs 387/2003. Per la soluzione della controversia, il Tribunale Amministrativo ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale.
 
La Consulta ha accolto le motivazioni del ricorrente, stabilendo che le disposizioni regionali violano la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della salute e quelle concorrenti relative a produzione, trasporto, distribuzione nazionale dell’energia e governo del territorio.
 
La legge regionale rende infatti obbligatorio il PRIE, Piano regolatore per l’installazione di impianti eolici, strumento di pianificazione sconosciuto alla legge statale. Per evitare incongruità e sovrapposizioni, la norma locale prevede anche che la valutazione di impatto ambientale sia effettuata mediante uno studio comparato delle diverse proposte progettuali in uno stesso ambito pianificatorio, seguendo scadenze prefissate in sede regionale.
È infine introdotto un indice massimo di affollamento, denominato parametro di controllo, che limita il numero di aerogeneratori autorizzabili in determinate aree.
Allo stesso tempo, la realizzazione di impianti eolici è subordinata alla dotazione dei PRIE da parte delle Amministrazioni comunali.
 
Queste disposizioni violano l’articolo 117 della Costituzione e il D.lgs. 387/2003 che assegnano allo Stato la competenza esclusiva in materia di tutela dell’ambiente e riservano alla Conferenza unificata il compito di adottare le linee guida per il corretto inserimento degli impianti eolici nel paesaggio e l’individuazione dei siti adatti alla loro costruzione.
 
La Corte Costituzionale non ha considerato rilevanti gli argomenti opposti dalla Regione, che ha osservato come la Costituzione riconosca agli Enti Locali, nell’esercizio delle loro potestà legislative, la possibilità di fissare limiti di tutela ambientale più rigorosi rispetto agli standard minimi previsti dal legislatore statale.
 
In sede di pronuncia non ha assunto importanza neanche il fatto che la disposizione colmasse il vuoto legislativo per l’assenza delle linee guida previste dal D.lgs 387/2003, emanate in seguito con il DM 10 settembre 2010.
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