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RISTRUTTURAZIONE Superbonus 110%, meno burocrazia per i lavori di efficientamento energetico e antisismici
NORMATIVA

Scia, i chiarimenti restano al palo

di Paola Mammarella

Giudicato inammissibile parte del maxiemendamento del Governo alla legge di stabilità

Vedi Aggiornamento del 11/02/2011
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12/11/2010 – Dovevano confluire nella legge di stabilità 2011 le misure per le semplificazioni in materia di urbanistica, edilizia e Segnalazione certificata di inizio attività. Mercoledì il Governo ha presentato in Commissione Bilancio un maxiemendamento al ddl 3778, di cui alcune parti sono state però giudicate inammissibili.
 
Scia
Bloccato l’articolo 4. La disposizione avrebbe dovuto chiarire l’ambito di applicazione della Scia con un comma aggiuntivo alla Legge 241/1990 per il rimando ai contenuti della nota del Ministero per la Semplificazione normativa (Leggi Tutto).
 
Resta quindi ancora confusa l’applicazione all’edilizia della Segnalazione certificata di inizio attività. Sono in molti a sostenere che la Scia non possa sostituire la Denuncia di inizio attività e che il nuovo procedimento, introdotto con la manovra estiva, non semplifichi le procedure, ma implichi solo uno spostamento delle responsabilità, raddoppiando di fatto i tempi per far partire i cantieri. I lavori possono iniziare lo stesso giorno in cui viene presentata la segnalazione, ma la possibilità di blocco o ripristino nel caso in cui il comune accerti entro 60 giorni una mancanza dei requisiti, può allungare i termini di attesa.
 
Allo stato attuale, la Scia sostituisce la Dia ma non la SuperDia. Resta anche l’obbligo di acquisire i nulla osta delle amministrazioni preposte alla tutela delle aree vincolate.
 
La nuova procedura è stata inserita anche nel Piano Casa della Calabria, destando però ulteriori dubbi interpretativi (Leggi Tutto). In altri casi, come in Puglia, i tecnici regionali hanno espresso parere contrario alla sostituzione.
 
Una soluzione definitiva potrebbe derivare da una legge coordinata con il Testo Unico dell’edilizia, così come chiesto di recente dai progettisti.
 
Semplificazione
L’articolo bocciato era stato pensato anche per la riqualificazione urbana. La norma demandava alle leggi regionali l’incentivo degli interventi di demolizione e ricostruzione degli immobili dismessi, ferma restando l’esclusione dei fabbricati abusivi o situati in centri storici ed aree ad inedificabilità assoluta.
 
Tra le altre proposte del Governo, dovranno trovare una collocazione diversa anche la possibilità che i Comuni possano omettere la relazione acustica ai fini dell’esercizio dell’attività urbanistica, la modifica della disciplina sulla Conferenza di Servizi e l’obbligo di utilizzare procedure telematiche per gli sportelli unici per l’edilizia.

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