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NORMATIVA

Valutazione del rischio da stress lavoro-correlato al via dal 2011

di Rossella Calabrese
Commenti 45365

Dal Ministero del Lavoro le indicazioni per effettuare la valutazione e pianificare le misure di eliminazione o di riduzione del rischio

Vedi Aggiornamento del 24/05/2011
Commenti 45365
22/11/2010 - Entra in vigore il 31 dicembre 2010 l’obbligo a carico dei datori di lavoro di effettuare la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato.
 
Per facilitare l’attuazione di questo adempimento, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, istituita presso il Ministero del Lavoro, con una Circolare del 18 novembre scorso, ha fornito ai datori di lavoro pubblici e privati uno strumento di indirizzo ai fini della corretta attuazione delle previsioni di legge in materia di valutazione del rischio, con riferimento alla peculiare e innovativa tematica del rischio da stress correlato al lavoro.

La valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato, prevista dagli articoli 6, comma 8, lettera m-quater, e 28, comma 1-bis, del Testo Unico per la sicurezza sui luoghi di lavoro (Dlgs 81/2008 e s.m.i.), è definita come “condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro”.
 
La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è parte integrante della valutazione dei rischi e deve essere effettuata dai datori di lavoro. Occorre, in primo luogo, individuare i fattori di rischio da stress lavoro-correlato per poter pianificare le opportune misure di eliminazione o di riduzione del rischio. La valutazione deve essere compiuta per tutti i lavoratori e le lavoratrici, compresi dirigenti e preposti, prendendo in considerazione non i singoli lavoratori ma gruppi omogenei esposti a rischi dello stesso tipo.
 
La Commissione consultiva ha previsto che la valutazione del rischio da stress di lavoro-correlato si articoli in due fasi: una necessaria (la valutazione preliminare); una eventuale e da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzioni adottate dal datore di lavoro si rivelino inefficaci.
 
La valutazione preliminare consiste nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili, appartenenti a tre famiglie:
1. Eventi sentinella, quali ad esempio: indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni; segnalazioni del medico competente; specifiche e frequenti lamentele formalizzate dai lavoratori.
2. Fattori di contenuto del lavoro, quali ad esempio: ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti.
3. Fattori di contesto del lavoro, quali ad esempio: ruolo nell’organizzazione; autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali; evoluzione e sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste).
 
Se dalla valutazione preliminare non emergono elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere azioni correttive, il datore di lavoro è tenuto a darne conto nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e a prevedere un piano di monitoraggio.
 
Se, invece, emergono elementi di rischio da stress lavoro-correlato, occorre pianificare interventi correttivi. Nel caso in cui tali interventi si rivelino inefficaci, il datore di lavoro dovrà effettuare una valutazione approfondita, che prevede la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori attraverso strumenti quali questionari, focus group, interviste semi strutturate, sulle famiglie di fattori/indicatori previsti nella valutazione preliminare.
 
La data del 31 dicembre 2010 di decorrenza dell’obbligo deve essere intesa come data di avvio delle attività di valutazione. Nel DVR deve essere indicata la programmazione temporale della valutazione e la sua data finale.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Nicola

Dove lavoro io nessuno ne parla proprio,fanno orecchie da mercante,e lo stress ci viene causato appositamente dai superiori (perché il nostro sarebbe un bel lavoro);quindi che fare? Inoltre,per Maria Sere:si vede che non hai capito nulla - se tu il lavoro non ce l'hai la colpa è di questa gente che stracarica di lavoro i dipendenti quando potrebbe allungarne i tempi assumendo chi come te sta in giro! Riflettete !

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Maria Sere

Siamo arrivati alla follia. Stress da lavoro correlato. Forse sarebbe meglio la valutazione dello stress di chi un lavoro non ce l'ha

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roberto

Nella mia azienda abbiamo compilato il questionario sullo stress lavoro-correlato,ma mi chiedo;essendo questionari anonimi(così ci hanno inposto)ed essendo stati consegnati alle dirigenze,quale certezza ho io che verranno riconsegnati a chi di dovere senza essere modificati,visto che erano semplici copie cartacee!!Un datore di lavoro "FURBO"potrebbe ricompilare a suo favore?

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RSPP

La valutazione preliminare per lo stress lavoro-correlato sappiamo già che potrebbe essere avviata in collaborazione con il Medico competente, il RSPP e direttore del personale, ma se solo uno di questi non collabora come si fa? Datemi una dritta.

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stefano

Salve faccio il consulente nella sicurezza del lavoro. se avete dei dubbi esponeteli , sono lieto di aiutarvi

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Chiara

Io ho contattato una società di consulenza che mi ha proposto un metodo di valutazione preliminare dello stress lavoro correlato gratuito. Pensate che il nostro RSPP esterno mi aveva proposto addirittura un corso a pagamento (500 euro)! Ovviamente adesso non è più il nostro RSPP esterno! Quando le leggi non sono molto chiare c'è sempre il furbetto che cerca di approfittarsene!

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Ponziano

Le linee guida prevedono una fase preliminare, alla portata di tutti (nell'ordine dei 400-500 euro di parcella), ed una fase di approfondimento decisamente più complessa. Alla fase di approfondimento si arriva solo se nella fase preliminare non è possibile affermare con certezza che il rischio è aldisotto del "livello di guardia". Andare a giustificare questa cosa secondo me richiede, per evitare di produrre le solite inutili fotocopie, il contributo di uno psicologo.

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Paolo

Caro arch. le posso dire visto che sono un RSPP che per Valutare lo stress il M.C. ha un ruolo importante ma non dipende solo da lui le verifiche vengono effettuate da personale competente D.L. diplomato o RSPP esterno o da un Psicologo .

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arch Filo

Caro collega io conoscevo gia questo problema e penso che nasca anche dalla compressione dei tempi imposti per definire e terminare i lavori in cantiere in tempi troppo stretti.........a me piace allungare i tempi di lavoro oppure inserire turni con l'alternare i soggetti preposti........lavoriamo tutti ...lavoriamo meglio e non nascerebbe il problema posto dallo stress correlato

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Alessandro Arch.

Ritengo che questo provvedimento, sebbene giusto nelle intenzioni, sarà disatteso da molte ditte, soprattutto quelle piccole. Forse gli adempimenti andrebbero razionalizzati, altrimenti tutti questi balzelli non faranno che favorire le imprese che non li rispettano, a danno delle imprese ligie al dovere. Visto che il Decreto 81 - parte ex 626 - prevede la figura del medico competente, non è più semplice affidare a lui questo compito piuttosto che inserire un ennesima scartoffia obbligatoria?


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