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Detrazione 55%, rivedere le modalità di proroga

Detrazione 55%, rivedere le modalità di proroga

Uncsaal: la rimodulazione delle aliquote potrebbe causare effetti negativi su settore dei serramenti e Bilancio dello Stato

Vedi Aggiornamento del 07/02/2011
di Paola Mammarella
10/11/2010 - Potrebbero costituire un rischio le nuove detrazioni fiscali del 55%. Secondo Uncsaal, le eventuali modalità per la proroga dopo il 31 dicembre, così come emerse da stampa e dibattito politico, implicherebbero condizioni penalizzanti per il settore dei serramenti.
 
Modalità per la proroga
La proroga degli incentivi potrebbe essere inserita nel decreto di fine anno (milleproroghe) con rimodulazioni dell’aliquota. Gli interventi con migliore rapporto tra costo dell’intervento e risparmio energetico verrebbero incentivati con uno sgravio Irpef del 55%. Gli altri beneficerebbero invece del 36%.
 
Secondo il Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Stefano Saglia, la proroga del bonus è auspicabile per il raggiungimento degli obiettivi europei del 20-20-20. È però altrettanto importante la valutazione dei costi per l’Erario e la certificazione dei risparmi ottenuti. Per Saglia, che ha fatto riferimento all’analisi sull’impatto socio economico delle detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici, commissionata dall’Enea al Cresme, sembrerebbe che il peso economico per la sostituzione degli infissi si attesti sul 50% del totale. Secondo il sottosegretario sarebbe quindi necessaria la revisione delle aliquote, giustificata dal bisogno di incentivare gli interventi più convenienti. Un chilowattora risparmiato costerebbe infatti 2,82 euro avvalendosi della sostituzione degli infissi, 1,12 euro grazie a una caldaia ad alto rendimento e 1,09 euro a seguito della riqualificazione totale.
 
L’Uncsaal contesta però questa impostazione, proponendo la valutazione di un’altra serie di effetti  che a parere dell’Ufficio Studi Economici sarebbero stati tralasciati.
 
Effetti su domanda e bilancio
L’Ufficio Studi economici Uncsaal ha evidenziato che l’inserimento di tetti di spesa e la modifica delle aliquote potrebbero comportare una diminuzione nella domanda dei clienti finali e una riduzione del 20 o 30% nel fatturato dei lavori incentivati. Questa contrazione si ripercuoterebbe sul Saldo del Bilancio dello Stato e su quello del Sistema Paese.
 
Impatto sull’occupazione
In quattro anni la detrazione del 55% ha generato 53 mila posti di lavoro, di cui 12 mila riferiti alla sostituzione degli infissi, suddivisi tra rimozione del vecchio, produzione e installazione di muovi elementi. Con la soppressione o la rimodulazione dell’incentivo potrebbe verificarsi una perdita di 8 mila posti di lavoro, dei quali il 70% relativo alla produzione e installazione di nuovi infissi.
 
Impatto sull’innovazione
la domanda di prodotti ad alte prestazioni generata dalle detrazioni ha stimolato un aumento degli investimenti tra il 70% e l’80% su base annua per i produttori di serramenti e sistemi in alluminio. Con la soppressione o rimodulazione del 55% si stima una diminuzione degli investimenti tra i 200 e i 300 milioni di euro annui.
 
L’ Unione nazionale costruttori serramenti alluminio acciaio e leghe ha anche presentato, insieme a Federlegno Arredo, una lettera al senatore Cesare Cursi, Presidente della decima Commissione Industria, Commercio, Turismo, in cui si richiede un’audizione ufficiale sull’argomento.
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