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Puglia, nuovi oneri per gli impianti da fonti rinnovabili

Puglia, nuovi oneri per gli impianti da fonti rinnovabili

Avviare l’istruttoria finalizzata ad ottenere l’autorizzazione unica costa 1000 euro

Vedi Aggiornamento del 28/03/2011
Vedi Aggiornamento del 28/03/2011
04/11/2010 - In arrivo nuovi oneri per chi intenda installare un impianto da fonti rinnovabili in Puglia.
 
A partire dal 26 ottobre gli imprenditori di energie pulite devono pagare 1000 euro per avviare l’istruttoria finalizzata ad ottenere l’autorizzazione unica, più un onere specifico a seconda dell’impianto: 50 centesimi per ogni chilowatt di potenza elettrica se si tratta di impianti eolici e 1 euro per ogni chilowatt di energia proveniente invece da impianti fotovoltaici o da biomasse.
 
A renderlo possibile sono le Linee Guida nazionali in materia di energia rinnovabile (DM 10 settembre 2010) che consentono alle Regioni di adeguare gli oneri istruttori. Per la Puglia la motivazione è contrastare l’attività di intermediari e di speculatori, che cercano di ottenere autorizzazioni uniche per poi rivenderle agli imprenditori.
 
Oltre agli oneri appena descritti, ne sono stati individuati altri anche per ottenere l’autorizzazione a realizzare opere di connessione alla rete elettrica di trasmissione e di distribuzione. In sostanza occorrerà pagare 1000 euro per essere autorizzati a realizzare un collegamento alla rete di media tensione, 2mila euro per connettersi alla rete di alta tensione a 150 chilovolt (kV), 5mila euro per collegarsi alla rete attraverso una stazione di trasformazione da 150 a 380 kV.
 
Fino ad oggi l’importo per gli oneri istruttori era di 1.500 euro in tutto, senza distinzione né per la tipologia di impianto, né per la grandezza. Oggi l’autorizzazione unica per installarlo potrebbe arrivare a costare anche decine di migliaia di euro tra oneri istruttori e autorizzazioni alla connessione.
 
La Giunta regionale ha stabilito, inoltre, che le nuove norme si applichino non solo a chi presenta domanda dal 26 ottobre 2010, ma anche a tutte le richieste inviate nei 180 giorni precedenti (cioè a partire dal 28 aprile 2010), per le quali non risulti avviato formalmente il procedimento.
 
“Abbiamo costruito - ha detto la Vice Presidentedella Regione Puglia e Assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone - un deterrente forte nei confronti degli speculatori nel campo delle rinnovabili. Oggi abbiamo richieste per più di 36mila megawatt. Dobbiamo porre un argine e allo stesso tempo creare le condizioni perché i pugliesi risparmino sulla bolletta. Quello appena descritto è, insieme con l’estensione della Valutazione di Impatto Ambientale ai piccoli impianti (leggi tutto), uno dei primi decisivi passi in questa direzione. Un’azione resa possibile purtroppo solo oggi, per l’uscita tardiva delle Linee Guida nazionali, che permettono alle Regioni di adeguare gli oneri istruttori”.
 
 
Fonte: Regione Puglia
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