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RISULTATI

'A House In Luanda': vince Pedro Sousa

di Rossella Calabrese

Nella commissione giudicatrice Siza e Carrilho da Graça

10/11/2010 – Si è concluso con la vittoria del progetto “Urban Patios” degli architetti portoghesi Pedro Sousa,Tiago Ferriera, Tiago Coelho, Bárbara Silva e Madalena Madureira (Lisbona) il concorso internazionale di idee “A House In Luanda: Patio and Pavilion”.
 
La competizione, lanciata dalla Triennale di Architettura di Lisbona assieme alla Triennale di Luanda, chiedeva ai partecipanti di immaginare il prototipo di una casa familiare per la città di Luanda, capitale dell’Angola. Con 588 proposte in gara, presentate da architetti provenienti da 44 nazioni, l’iniziativa rappresenta ad oggi il più grande concorso internazionale d’architettura mai tenutosi in Portogallo. Nel giugno scorso la commissione giudicatrice della competizione, composta da 5 architetti quali Álvaro Siza, João Luís Carrilho da Graça, Fernando Mello Franco, Barry Bergdoll e Ângela Mingas aveva reso noti i nomi dei 30 progetti nella shortlist del concorso Tra i finalisti c’erano anche sono 2 italiani: il milanese Camillo Magni (Opera Studio - Magni Paci Architetti) e il piacentino Mauro Mariani.

“Architettura e città sono manifestazioni differenti dello stesso tema. La città non è semplicemente la somma di stabili e case, è piuttosto un edificio grande e complesso. É importante definire una distribuzione urbana in grado di adattarsi a diversi stadi di crescita e a diversi tipi di individui. Inoltre è importante trovare un piano urbanistico in cui gli spazi esterni comunichino con gli abitanti e fungano da estensione dello spazio privato. Una casa è un luogo di luce e ombra, di silenzio e rumore, di relazioni e di autonomia tra il collettivo e l’individuale. Pensiamo a un'architettura che, quando viene vissuta, è capace di generare la curiosità quella curiosità che porta alla scoperta di una serie di luoghi intimi e inaspettati. Un luogo che ‘trattiene’ la luminosità del cielo azzurro così come l'intimità silenziosa dello spazio privato", si legge nella relazione del progetto vincitore.
 
"La casa è definita da sei patio che si riferiscono alle diverse funzioni tipicamente presenti in una casa: cucina e soggiorno, camere da letto e bagno. I sei elementi comunicano attraverso un corridoio centrale esterno, al riparo dalla pioggia. Il risultato della nostra ricerca definisce una casa dove gli interni hanno una relazione permanente con gli esterni. Questi ultimi sono caatterizzati da un'atmosfera raccolta, dove ogni membro della famiglia può avere privacy e autonomia. Volevamo basare la nostra proposta più sulla ricchezza delle tipologie spaziali e sull’impiego della luce naturale che sulla ricchezza e la diversità dei materiali costruttivi. Per questo abbiamo scelto un solo materiale edilizio: la terra battuta. Si tratta di una soluzione a basso costo, di facile impiego, che, associata a scelte architettoniche che garantiscono un buon sistema di ventilazione trasversale e una buona protezione solare, può garantire un’elevata capacità termica”.
 
Riportiamo di seguito i nomi dei finalisti:
 
- 2º premio: capogruppo Cristina Peres + Diogo Aguiar + Teresa Otto + Tiago Rebelo de Andrade (Portogallo)
 
- 3º premio: capogruppo Pablo Allen Vizán (Spagna)
 
- 4º premio:capogruppo João Navas + Fernando Reis Martins + Filipe Zumáran + João Ribeiro da Fonseca + Eduardo
Viana + Luís Leocádio (Portogallo)
 
- Menzione d’onore: capogruppo Julian Restrepo & Pablo Forero + Maria Buenahora + Manuela Mosquera + Carlos Lince (Colombia)

Fino al 16 gennaio 2011 il Museu da Electricidade di Lisbona ospiterà una mostra dedicata ai 30 progetti finalisti.
© Riproduzione riservata

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