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EVENTI

Triennale d'Architettura di Lisbona

di Rossella Calabrese

Mostre, eventi ed incontri dedicati all'habitat

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23/12/2010 –  Resterà aperta al pubblico fino al prossimo 16 gennaio “Falemos de Casas”, ovvero “Parliamo di Case”, l'edizione 2010 della Triennale di Architettura di Lisbona, in corso dal 14 ottobre passato.

L’evento, che nel titolo cita un verso del poeta portoghese Helder Herberto, è quest’anno incentrato sulle tematiche legate all’abitare in Portogallo ma anche all’estero.

Il Museu della Colecção Berardo è location della mostra “Falemos de casas: entre o norte e o sul” (“Parliamo di case: tra nord e sud”), inerente le condizioni dell’abitare e le nuove soluzioni adottate nelle varie regioni del mondo. Col proposito di indagare cosa significhi il concetto di genius loci, l'eredità modernista e le nuove soluzioni per rispondere alla domanda di abitazioni, l’esposizione parte da due esperimenti emblematici: il progetto SAAL di Alvaro Siza, uno degli interventi di edilizia sociale collettiva realizzati in Portogallo dopo la fine della dittatura di Salazar, nato con lo scopo di creare una collaborazione tra amministrazioni comunali e cittadini per migliorare le cattive condizioni abitative dei quartieri, e la “House of the Future” di Alison e Peter Smithson.

La Fundação EDP– Museo dell’Elettricità ospita invece la mostra dedicata al concorso per studenti “Cova da Moura”, curata da Manuel Aires Mateus. Al centro dell’esposizione le proposte formulate da varie scuole d’architettura per il miglioramento della qualità della vita nel quartiere periferico e disagiato di Cova da Moura ad Amadora, vicino Lisbona. Nella stessa location, per la cura di João Luís Carrilho da Graça, sono esposti i 30 progetti finalisti del concorso internazionale di idee “A House In Luanda: Patio and Pavilion”. La competizione, lanciata dalla Triennale di Architettura di Lisbona assieme alla Triennale di Luanda, chiedeva ai partecipanti di immaginare il prototipo di una casa familiare per la capitale dell’Angola.

Una commissione giudicatrice di prestigio, composta da 5 architetti quali Álvaro Siza, João Luís Carrilho da Graça, Fernando Mello Franco, Barry Bergdoll e Ângela Mingas ha scelto il progetto vincitore del contest. Si tratta di Urban Patios” degli architetti portoghesi Pedro Sousa,Tiago Ferriera, Tiago Coelho, Bárbara Silva e Madalena Madureira (Lisbona).

“Architettura e città sono manifestazioni differenti dello stesso tema. La città non è semplicemente la somma di stabili e case, è piuttosto un edificio grande e complesso. É importante definire una distribuzione urbana in grado di adattarsi a diversi stadi di crescita e a diversi tipi di individui. Inoltre è importante trovare un piano urbanistico in cui gli spazi esterni comunichino con gli abitanti e fungano da estensione dello spazio privato. Una casa è un luogo di luce e ombra, di silenzio e rumore, di relazioni e di autonomia tra il collettivo e l’individuale. Pensiamo a un'architettura che, quando viene vissuta, è capace di generare la curiosità quella curiosità che porta alla scoperta di una serie di luoghi intimi e inaspettati. Un luogo che ‘trattiene’ la luminosità del cielo azzurro così come l'intimità silenziosa dello spazio privato", si legge nella relazione del progetto vincitore.
 
"La casa è definita da sei patio che si riferiscono alle diverse funzioni tipicamente presenti in una casa: cucina e soggiorno, camere da letto e bagno. I sei elementi comunicano attraverso un corridoio centrale esterno, al riparo dalla pioggia. Il risultato della nostra ricerca definisce una casa dove gli interni hanno una relazione permanente con gli esterni. Questi ultimi sono caatterizzati da un'atmosfera raccolta, dove ogni membro della famiglia può avere privacy e autonomia. Volevamo basare la nostra proposta più sulla ricchezza delle tipologie spaziali e sull’impiego della luce naturale che sulla ricchezza e la diversità dei materiali costruttivi. Per questo abbiamo scelto un solo materiale edilizio: la terra battuta. Si tratta di una soluzione a basso costo, di facile impiego, che, associata a scelte architettoniche che garantiscono un buon sistema di ventilazione trasversale e una buona protezione solare, può garantire un’elevata capacità termica”.

Presso Museo Nazionale di Arte Contemporanea de Chiado è allestita la mostra  “Falemos de Casas: Quando a arte fala de arquitectura [construir, desconstruir, habitar]” (“Parliamo di Case: Quando l’arte Parla d’Architettura  [costruire, decostruire, abitare]: la rilettura degli spazi in chiave contemporanea è al centro dell’evento.

Infine, presso il Centro Culturale di Cascais, la bella città nei pressi della capitale, ha sede la mostra “Falemos de 7 Casas em Cascais”, dedicata a 7 residenze realizzate in loco, che hanno dato un contributo decisivo nella creazione di un paesaggio costiero architettonicamente contemporaneo. La “Casa das História Paula Rego” ospiterà invece un ciclo di conferenze sul tema dell’abitazione.

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