Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Qualità dell’architettura, riparte l’iter della legge
PROFESSIONE Qualità dell’architettura, riparte l’iter della legge
LAVORI PUBBLICI

Contratti sotto soglia, aumenta la procedura negoziata

di Paola Mammarella

Authority preoccupata per le modalità di gestione delle gare, entro martedì le osservazioni

Vedi Aggiornamento del 11/05/2011
Commenti 7200
10/12/2010 – Scade martedì 14 dicembre alle 16 il termine per segnalare le problematiche dei contratti pubblici di importo inferiore alla soglia comunitaria mediante procedura negoziata. L’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha messo a disposizione uno spazio attraverso il quale inviare delle osservazioni utili a formulare una segnalazione al Governo e al Parlamento.
 
Lo scenario attuale
L’Osservatorio dei contratti pubblici ha sottolineato la funzione anticongiunturale degli appalti pubblici, che nel 2009 hanno movimentato 79,4 miliardi di euro.
Dallo studio effettuato è emerso anche un maggiore ricorso alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando, che nel 2009 è salito al 33,4% contro il 16,8% del 2008.
L’aumento delle procedure negoziate ha riguardato prevalentemente gli affidamento di importo compreso tra 150 mila e 500 mila euro, con un’impennata del 327%.
 
La Legge201/2008, che ha modificato il Codice Appalti, prevede l’innalzamento della soglia per il ricorso alla procedura negoziata. L’Authority ha però manifestato una serie di preoccupazioni riguardo l’insussistenza dei motivi d’urgenza assunti a fondamento del ricorso alla procedura negoziata, il funzionamento degli importi e la gestione delle gare. Ha quindi elaborato un documento riassuntivo su modalità di selezione degli operatori economici da invitare a presentare un’offerta, necessità o meno di motivare il ricorso alla procedura negoziata e forme di pubblicità.
Le osservazioni su questi argomenti serviranno a formulare una segnalazione al Governo e al Parlamento.
 
Proposte dell’Authority
Secondo l’Autorità di Vigilanza, il principio di trasparenza comunitario richiederebbe necessariamente la predisposizione di forme di pubblicità preventiva. I cinque operatori richiesti dall’articolo 122, comma 7-bis e 125 del Codice per gli affidamenti tramite cottimo fiduciario non potrebbero essere individuati con modalità “chiuse”. Per l’Authority la pubblicità preventiva non implica la pubblicazione di ogni singolo bando, tuttavia occorre individuare una modalità di apertura al mercato.


Il bilanciamento dei principi comunitari con le esigenze di celerità e semplificazione potrebbe raggiungersi con la predisposizione di un avviso pubblicitario che contenga una descrizione degli elementi essenziali dell’appalto e della procedura di aggiudicazione, accompagnata da un invito a prender contatto con l’amministrazione indicata.

Secondo lo schema di Regolamento attuativo del Codice Appalti,  la stazione appaltante per l’individuazione dei soggetti da invitare a gare di importo inferiore a 100 mila euro si avvale di un elenco o si basa su indagini di mercato. Si potrebbe anche ipotizzare l’utilizzo dei criteri reputazionali.


Le valutazioni dell’Autorità di Vigilanza riguardano anche la procedura semplificata delcottimo fiduciario, in cui la stazione appaltante è tenuta al rispetto delle regole procedurali e all’osservanza dei principi posti dal Codice, come la parità di trattamento dei concorrenti.


L'utilizzo di sistemi elettronici e telematici di negoziazione potrebbe contemperare le esigenze di semplificazione delle procedure negoziate con la garanzia della parità di condizioni dei partecipanti nel rispetto dei principio di trasparenza ed economicità.

Per quanto riguarda le procedure senza bando, siano esse sopra o sotto soglia comunitaria, non sono infine ammesse deroghe allo standstill. È invece possibile la possibilità di esecuzione in via di urgenza. Il contratto non può quindi essere stipulato, ma solo essere eseguito in via di urgenza.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
LUCIANO

Con la crisi del settore,l'apertura al libero mercato per le aggiudicazioni degli appalti di qualsiasi importo,consentirebbe l'eliminazione di clientelismi e l'affidamento sempre ai soliti soggetti oltre che un risparmio da parte delle stazioni appaltanti.Ogni operatore ha diritto di partecipare alla gara pubblica così come a mio avviso ogni stazione appaltante non può discriminare a priori e senza motivazione alcuna. Eliminamo un volta per tutte queste possibilità discriminanti,liberiamo il mercato e i costi delle opere pubbliche subiranno,come giusto un notevole decremento. FATE,SE POTETE, BUONA NOTA DI CIO' Luciano

thumb profile
antonio piras

il ricorso alla procedura negoziata è diventato norma corrente in ogni stazione appaltante che assegna i lavori ad operatori locali, anche a quelli che non hanno mai fatto un opera pubblica e privi di ogni struttura minima di impresa. diciamo che contravviene al filo logico del Codice che professa massima partecipazione e concorrenza. Altra nota dolente è l'applicazione dell'avvalimento al quale ricorrono imprese non strutturate come tali, mentre dovrebbe essere utilizzato solo da imprese con una forma giuridica di controllate che possono avvalersi dei requisiti di chi le controlla. invece si stanno vedendo forme di avvalimento tra imprese sconosciute con forme di contratto incredibili dove chi si avvale riconosce all'impresa con i requisiti percentuali molto alte, pertanto si rischia di incappare in cattive esecuzioni rispetto ai progetti contrattualizzati. questo strumento deve essere rivisto in quanto non è pensabile che chiunque ne possa far ricorso.

thumb profile
Francesco

Con la crisi che investe il settore, il sistema di aggiudicazione degli Appalti in Italia è tutto da rottamare. Ormai si fanno gare di 200-300mila euro con la partecipazione di 300 imprese. Per non parlare dei ribassi esagerati, che comportano la perdita di esercizio o peggio il fallimento dell'Impresa. Urge una radicale riforma con la creazione di poche Stazioni Appaltanti, (non più di 100) in tutta Italia, con sistemi di procedure uniformati, tutte Informatizzate e collegate tra loro. Ma la politica si occupa del Bunga Bunga piuttosto di agire per il progresso del Paese!1