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Decreto rinnovabili: le associazioni del fotovoltaico propongono modifiche

di Rossella Calabrese

‘Limitare gli impianti fotovoltaici su aree agricole frenerebbe lo sviluppo del settore fotovoltaico in Italia’

Vedi Aggiornamento del 28/01/2011
Commenti 12958
17/12/2010 - Cancellare la limitazione per il fotovoltaico a terra su aree agricole, introdurre una più corretta pianificazione territoriale e incentivare le serre fotovoltaiche.
 
Sono queste, in sintesi, le proposte di modifica al Dlgs sulle rinnovabili (di recepimento della direttiva 2009/28/CE) inviate dalle Associazioni del settore fotovoltaico - Assosolare, GIFI, Asso Energie Future e Grid Parity Project – con una lettera alla Conferenza Unificata che avrebbe dovuto esaminare ieri il decreto (l'esame è stato rinviato).
 
Secondo le Associazioni, restano nel Decreto alcuni “punti critici di impatto decisivo” che possono porre “gravissimi limiti allo sviluppo del settore e causare ingenti danni economici agli operatori oltre alla perdita di posti di lavoro in futuro”.
 
In particolare, le Associazioni propongono di cancellare l’articolo 8, comma 5, del decreto che introduce una forte limitazione di potenza per gli impianti fotovoltaici a terra su aree agricole e propongono invece una più corretta pianificazione territoriale e una maggiore incentivazione delle serre fotovoltaiche, in grado di creare importanti sinergie tra settore solare e agricoltura. 
 
“La grave limitazione per gli impianti fotovoltaici su aree agricole - spiegano - è un pesante freno allo sviluppo del settore fotovoltaico in Italia. Una scelta  che innalzerà nuovamente la valutazione ‘rischio Paese’ per tutti gli investitori e che  pregiudicherebbe significativamente il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla direttiva Europea sull’energia da fonti  rinnovabili” .
 
Nella lettera, le Associazioni sottolineano che l’obiettivo del 17% di energia da fonti rinnovabili fissato dalla direttiva europea è riferito alla quantità di energia rinnovabile prodotta e non alla capacità installata, e ricordano che gli impianti di grossa dimensione sul suolo hanno anche un’efficienza maggiore. “L’energia prodotta da impianti a terra - commentano i rappresentanti della Associazioni firmatarie - ha inoltre un costo minore rispetto agli impianti su edifici, perché la tariffa applicabile è di circa il 15% inferiore”.
 
Altro punto contestato è la modifica del sistema di incentivi del Conto Energia nel 2013, prevista dall’articolo 22 del Decreto. Secondo le Associazioni, il Decreto rimetterebbe in gioco gli incentivi già stabiliti nel Terzo Conto Energia (leggi tutto) ponendo “ulteriori incertezze a detrimento del settore fotovoltaico su un piano che sembrava, dopo faticose concertazioni, ormai stabilizzato e per il quale sono già stati avviati ingenti investimenti”.
 
Le Associazioni contestano poi la possibilità, offerta dal Governo alle Regioni, di differenziare nel proprio territorio la soglia di potenza massima degli impianti autorizzabili tramite procedura semplificata, invece di stabilire un’unica soglia in tutto il territorio nazionale, come previsto dalla legge delega. Così facendo - ribadiscono le Associazioni - si ripresenterebbero soglie differenziate, in contrasto con uno sviluppo omogeneo del settore su tutto il territorio.
 
“Gli sforzi di contemperamento delle istanze del paesaggio e del territorio con quelle dello sviluppo economico - concludono le Associazioni - non vanno perseguiti con limiti e divieti che modificano compromessi faticosamente raggiunti. Il rapporto tra sviluppo e territorio va spostato sul piano della pianificazione, piuttosto che su una profusione normativa che non risolve il problema alla radice ma, al contrario, aumenta le incertezze degli investitori”.

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Altri commenti
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Giuseppe

Ma il decreto vale solo per gli impianti a terra o anche per gli impianti su serre?Chi mi può aiutare a capire??grazie

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Lorenzo

Superficie delle aziende agricole : 17.841.544 Superficie agricola utilizzata dalle aziende agricole : 12.744.196 Superficie agricola non utilizzata : 5.097.348 -- Mwp resi disponibili dal GSE per 2011-2013 :3.000 Kwp resi disponibili dal GSE per 2011-2013: 3.000.000 Spazio necessario per 1Kwp a terra mq: 20,00 Totale mq occupati se installati tutti a Terra: 60.000.000 Totale ettari (HE) 6.000 ---- Rapporto tra Superficie delle aziende agricole e superficie occupata dal Fotovoltaico GSE 2011-2013: 0,034% Rapporto tra Superficie agricola utilizzata dalle aziende agricole e superficie occupata dal Fotovoltaico GSE 2011-2013: 0,047% Utilizzando come riferimento le specifiche FIFA che consigliano le misure standard di un campo da calcio in : 105 mt. di lunghezza per 68 mt. di larghezza otteniamo una superficie di : 7.140 mq. Sviluppando una Tabella dove sono stati calcolati i “CAMPI DA CALCIO EQUIVALENTI” se si dovesse sviluppare l’intera potenza (3000Mw) resa disponibile dal GSE per il periodo 2011-2013 a Terra ne risulta che una Regione come l'Emilia Romagna: l’occupazione del terreno in “Campi da calcio equivalenti” di Fotovoltaico al 31/12/2013 potrebbe risultare di 1,8 campi per ogni Comune con una potenza disponibile pari a 225 Mwp , ricordo sempre se venissero realizzati tutti a Terra. La domada sorge spontanea ; il legislatore di cosa si sta preoccupando ?

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Piero

Prima di toccare la campagna dovrebbero essere coperte da fotovoltaico le discariche già chiuse e gli immensi tetti dei centri commerciali ed opifici che di energia ne bruciano in quantità, specie in questi giorni festivi.

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giuseppe

ci sara' molto piu' lavoro incentivando di piu' proggetti arkitettonici ad integrazione totale su vecchi e nuovi edifici, invece di aumentare le speculazioni sui terreni e serre dove gia' i criminali speculatori si stanno organizzando a raccimolare quanto piu' ettari di terreno agricolo ed impiantare gia'strutture di serre inutilizzate per l'agricoltura, ma solo per speculare su gli incentivi togliendoli al vero cittadino onesto. Stiamo assistendo al periodo delle discariche per i rifiuti, dove i criminali se ne impadronivono per forza verso i proprietari per poi speculare.

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Pasquale

Non è mia abitudine partecipare a commenti; ma questa volta ne ho le tasche piene. Sono un ingegnere di 64 anni nato e cresciuto nel mondo rurale con partita iva professionale ed aziendale agricola, quindi vivo a mie spese, essendoci non solo nato e vissuto, la realtà agricola contornata da soggetti (amministratori compresi) che senza conoscere la vera realtà sentenziano pareri e ricordano un mondo agrario bucolico che almeno per quest'epoca globalizzata è totalmente fuori dalla realtà. Ho da poco dismessi due ettari di sannio greco doc (12 anni di vita sesto d'impianto a spalliera) perchè fonte di perdita economica continua nonostante l'altissima qualità (ed in concorrenza con vini australiani, argentini, cileni, sud africani, americani, a prezzi assolutamente competitivi e di qualità tutt'altro che disprezzabile, sono anche sommelier) e mi accingo ad installarci 1 Mw di pannelli fv. Chiedo a tutti (opinionisti agrari bucolici e politici compresi che forse hanno solo visitate aziende nel weekend e non hanno mai visto o meglio vissuto un bilancio di un'azienda agricola), perchè interdire un altro modo per concorrere a preservare il territorio (bloccare la speculazione fondiaria ed edilizia) e l'ambiente (concorrere alla riduzione dell'effetto serra) e magari conseguire un modesto ma sicuro reddito (mediamente 4.000 euro/ha lordi all'anno)?. Mi permetto di ricordare a chi non lo sapesse che già attualmente i campi fotovoltaici al suolo non possono essere installati su aree soggette a vincoli (paesaggistico, archeologico, di autorità di bacino, idrogeologico, ecc. ecc.) e che la durata di vita di tali opere non supererà mai i 30 anni. Grazie a chi praticando l'agricoltura (Stefano) ha saputo dare una rappresentazione vissuta dell'attuale realtà agraria italiana.

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Edoardo

Salve, oggi il fotovoltaico ci permette di dare lavoro a migliaia di famiglie, e' un prodotto che rispetta l'ambiente, che può essere tolto,spostato in qualsiasi momento. Gli agricoltori stavano trovando un via di uscita alla chiusura della propria azienda agricola in stallo. E poi le multe per il non raggiungimen degli obiettivi chi ce li paga ? D' accordo a evitarli nei centri storici, nelle aree già degnamente coltivate, ma sul resto che siano fatti impianti, magari fino a 1MW, ma non ci parlino di inquinMento energetico, perché ci fanno ridere.

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sergio

Io risiedo in padania dove ci siono un sacco di edifici industriali, che gia coprono buna parte di campagna pertanto ridengo doveroso che prima di erodere ulteriore territorio fossero fatte delle scelte di utlizzare queste infinità di tetti disponibili , magare anche sottraendo una parte di incentivi a quelli a terra che costano meno, possibilmente non facendo pagare a tutti la quota green in bolletta!!! ciao

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stefano

http://www.youtube.com/watch?v=k6NVxmNq5R4&feature=related ecco gli italian opinion maker

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stefano

L'agricoltura è alla frutta e verdura, non esistono piu i contadini, esiste solo una gran speculazione fatta di fondi europei per sovvenzionare colture ed allevamenti improduttivi e spesso per tenere terreni incolti, esiste un gran giro di speculazione finanziaria fatto di tasse che non si pagano, di crediti agrari, leasing e gasolio e benzina agricole defiscalizzati, etc. etc. senza contare il settore enologico che è tutto industrializzato e chimico artefattoi, a parte qualche politico snob che ci investe i soldi peculati . Non dimentichiamo che non siamo minimamente autosufficienti. Non dimentichiamo che c'è un giro pazzesco di gente che campa in questo mare magnum, e tra questi ci sono le varie associazioni tipo C.I.A., Coldiretti, Copagri, etc. che sono un esercito di burocrati e sono i primi a speculare in questo settore e brigare truffe. Non contiamo chi vende i mezzi agricoli, mangimi, sementi, fertilizzanti, lieviti per fare il vino al sapore di sandalo o di retrogusto alle rose, etc. etc. latte in polvere mischiato per fare latte fresco, patate al mercurio, falde inquinate, multinazionali della chimica, dei concimi, ....E poi ci sono i beoti che la domenica arrivano a vedere le galline e fanno ohhh e che sono i piu grandi inquinatori che esistono con le loro macchinucce a combustione interna, con i loro gadget apples che usano energia delle centrali termoelettriche, tec. etc. in fila sull'austostrada o sulla tangenziale che scaricano fumi , ma sopra hanno la mountan bike che lava la coscienza. Non dimentichiamo i politici che guardano sempre al sondaggio e non guardano mai al numero di malati di tumore. Le superfici destinate al fotovoltaico anche fossero lo 0,000001% della superficie non dico del territorio agricolo ma di quella destinata a discariche a raffinerie e centrali a carbone, verranno limitate e basta.

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M. Bonvini

Il disegno di Legge Galan scontenta tutti, gli sviluppatori, gli industriali, gli agricoltori, i verdi. Non si capisce chi abbia spinto a progettare una norma tanto illogica e miope quanto in contraddizione con il quadro generale (sistema di incentivi, obiettivi UE, ecc.. Si conoscono agricoltori che con il ricavo degli affitti per gli impianto ftv hanno investito in colture innovative, a maggior valore rispetto al grano e ai cereali. Perchè bloccare una fonte di reddito da fonte "pulita"?

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stefano

Ma quale produzione agricola che il mondo ci invidia, si vede che non fai l'agricoltore. Io dico, ben vengano i pannelli, molto meglio dei capannoni o quant'altro, perchè tra ventanni si tolgono, producono energia elettrica, e producono reddito per gli agricoltori che stanno a fare la fame per la bella faccia di chi sta seduto in poltrona a guardare linea verde. Mi spiace ma c'è ancora una visione distorta ed irreale bucolica dell'agricoltura che non risponde minimamente alla realtà. E comunque tra ventanni i pannelli li prendi e li porti via, i capannoni no, sono vuoti, c'è scritto vendesi o affittasi ma nessuno se li piglia se non equitalia o qualche banca tramite tribunale. Ogni volta che accendi una lampadina da qualche parte si brucia petrolio o uranio, solo che non lo vedi, invece i pannelli usano i raggi del sole, non capisco perchè non ti piacciono, poi naturalmente se un terreno vale di piu come edificabile o per produrre tartufi allora è diverso, ma che io debba stare a fare il giardiniere del paesaggio per te a spese mie mentre moratti occupa mezza costa sarda con la raffineria giusto per fare un esempio, scordatelo. oppure spegnete le luci, le automobili e tutto quanto se siete coerenti. Io almeno produco col sole

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MARCO

posso concordare se i terreni sono incolti come talvolta capita nel sud italia che il terreno non è adatto a coltivarci un bel niente, ma se il terreno è buono bisogna lasciarlo utilizzare all'agricoltore perchè qui da noi, in lombardia, si è già sottratto terreno per fare capannoni o residenziale o go go. per cui io proporrei di utilizzare tutte le coperture dei capannoni, e ce ne sono a bizzeffe, con la modalità o affitto tetto se usano la corrente mentre se sono depositi aumentare gli incentivi per la sola vendita. Nessun utilizzo del territorio e la nostra produzione agricola che il mondo ci invidia lasciamola stare.

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stefano

E se volete del bene all'agricoltura, rimettete anche per le serre la integrazione totale, che alla fine qualcuno ci pianterà qualcosa sotto, sempre meglio che pagare i contadini per tenere i terreni incolti. Ed una altra cosa, renderei immediatamente obbligatorio il fotovoltaico per le nuove costruzioni per il 50% delle superfici coperte in modo da aumentare il volume di affari e calmierare i prezzi, perchè quì scendono gli incentivi, ma i prezzi no.

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Stefano

Sono daccordissimo, proroghiamo tutto anche al 2011, almeno per quelle aree di crisi dove non avete soldi per investirci, potrebbe essere una goccia nel mare ma niente non è. 1) Rispetto al resto del territorio, la superficie destinata a impianti è infinitesima. 2) I terreni con gli impianti, al contrario di quanto si pensi, vengono sottratti alla speculazione, tra venti anni solleveremo i pannelli ed avremo il terreno libero, al contrario dei palazzoni e dei capannoni vuoti che si vedono nel paesaggio, per non dire le centrali a carbone o le raffinerie di petrolio. 3) Tra venti anni ricicleremo i pannelli e si avrà ulteriore indotto. 4) la gente in parte adesso sta lavorando e per i tempi che corrono è tanto. 5) ulteriori certezze darebbero la possibilità a qualche giovane di mettersi almeno ad assemblare pannelli se non proprio a costruire wafer (difficile quest'ultimo caso per via della morsa creditizia). 6) introdurrei delle norme per facilitare lo svincolo delle superfici degli opifici industriali gravati da mutui o leasing sempre però col medesimo istituto o col suo benestare (semi-obbligatorio)


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