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NORMATIVA

Il Piemonte disciplina l’installazione del fotovoltaico a terra

di Rossella Calabrese

Escluse aree protette, aree agricole di pregio e aree in dissesto idrogeologico

Vedi Aggiornamento del 10/02/2015
Commenti 10078
21/12/2010 - Anche il Piemonte disciplina la realizzazione degli impianti fotovoltaici a terra.
 
Con la Delibera 3-1183 del 14 dicembre 2010, la Regione ha individuato le aree e i siti non idonei all’installazione di impianti fotovoltaici a terra, ai sensi del paragrafo 17.3. delle “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” (DM 10 settembre 2010).
 
Sono stati esclusi dalla possibilità di installare impianti fotovoltaici a terra i siti e le aree seguenti:
- aree sottoposte a tutela del paesaggio e del patrimonio storico, artistico e culturale e specificamente i siti inseriti nel patrimonio mondiale dell’Unesco, aree interessate dai progetti di candidatura a siti Unesco, beni culturali e paesaggistici, vette e crinali montani e pedemontani, tenimenti dell’Ordine Mauriziano;
- aree protette nazionali e regionali e siti di importanza comunitaria nell’ambito della Rete Natura 2000;
- aree agricole ricadenti nella prima e seconda classe di capacità d’uso del suolo, aree di produzione di prodotti docg e doc e terreni agricoli irrigati con impianti irrigui realizzati con finanziamenti pubblici;
- aree in dissesto idraulico e idrogeologico.
 
L’Allegato alla Delibera individua ulteriori ambiti territoriali caratterizzati da elementi di criticità paesaggistica e ambientale, dalla presenza di produzioni agricole ed agroalimentari di qualità e da situazioni di pericolosità idrogeologica, e che quindi richiedono un particolare livello di attenzione nella valutazione dei progetti.
 
“Ci siamo presi la responsabilità - commenta Massimo Giordano, assessore regionale all’Energia - di procedere, in modo tempestivo e inequivocabile per evitare ulteriori interpretazioni contrastanti, ad una prima individuazione delle aree in cui non si deve assolutamente costruire un impianto fotovoltaico che, seppur più pulito e adatto al clima, può diventare un elemento incontrollato che deturpa porzioni di paesaggio piemontese. Lo abbiamo fatto con la consapevolezza di dire una parola chiara proprio per aiutare lo sviluppo del fotovoltaico, fino ad ora frenato da non chiare istruzioni per l’uso. Per raggiungere questa decisione la Regione ha effettuato un meticoloso lavoro di ricognizione delle disposizioni relative alla tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, delle tradizioni agroalimentari locali, della biodiversità e del paesaggio rurale che identificano obiettivi di protezione non compatibili con l’insediamento in determinate aree”.
 
La Delibera 3-1183, entrata in vigore il 17 dicembre scorso, mette fine alla sospensione delle procedure autorizzative relative ad impianti fotovoltaici a terra, prevista dalla LR 18/2010 per “salvaguardare - si legge nella Delibera - alcune parti del territorio piemontese dalla proliferazione incontrollata degli impianti fotovoltaici a terra”.

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Altri commenti
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frank

Buongiorno. Concordo su una considerazione contenuta nel commento precedente; questa bellissima regione è stata data nelle mani della Lega Nord, e lo sarà sempre di più, con tutto quello che ne deriverà in negativo... io lo sto verificando giorno per giorno, tuti se non quasi tutti i piccoli imprenditori agricoli con cui vengo a contatto sono aderenti alle idee leghiste -non capisco ovviamente se in buona fede o in mala fede-, e così si tireranno la zappa sui piedi... se ne accorgeranno quando avranno centrali nucleari e centri commerciali attaccati ai loro fertili campi e vigneti. ma d'altronde cosa possiamo aspettarci in una popolazione Italiana sempre più ignorante ed individualista? Stop. Finiremo peggio del Veneto. Saluti

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adelchi dal bo

concordo con stefano, è una regolamentazione comunque anche se non segue le linee guida nazionali, che mi sembra non ci siano, ma cosa c'è di normale e uguale per tutti in Italia? si accaniscono sul fotovoltaico per dare spazio ad investimenti assurdi nel nucleare, con ben diverse ricadute in tutti i sensi su tutti noi, ci sono terreni incolti che i giovani non lavorano più perchè improduttivi e anti economici, ma se sono in classe 1 e 2 non si possono convertire in fotovoltaico con bene comune, invece se magari uno è iscritto alla lega nord magari il discorso cambia, diventerà come al tempo del fascio, sarà a discrezione del capo locale con annesse bustarelle e varie altrochè adesso, votateli ancora e vediamo dove andiamo a finire. saluti

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stefano

ma quale proliferazione incontrollata, tra venti anni si tolgono e si attiva l'economia del riciclo ritrovandoci energia verde prodotta da pannelli rimovibili che hanno salvaguardato il territorio da differenti e non riciclabili speculazioni. Quì in campagna rubano i cavi di rame, rubano la frutta su gli alberi, non c'è più nulla, ci stiamo romenizzando, non distruggente nella culla l'economia fotovoltaica voi con le vostre auto a combustibili fossili, con i vostri computer ad energia elettrica prodotta da centrali nucleari francesi o dal carbone. Siate coerenti staccate la presa della corrente e smettete di scrivere leggi stupide antifotovoltaico. Col vostro metano buca ozono.