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Decreto Requisiti Tecnici, posa in opera esclusa dai massimali di costo
NORMATIVA Decreto Requisiti Tecnici, posa in opera esclusa dai massimali di costo
NORMATIVA

Rinnovabili, la Dire sostituisce la Dia

di Paola Mammarella

Titolo abilitativo semplificato per l’installazione di impianti solari termici aderenti o integrati nei tetti

Vedi Aggiornamento del 01/04/2011
Commenti 20690
01/12/2010 – La promozione delle energie rinnovabili passa attraverso la semplificazione dei titoli abilitativi per la realizzazione degli impianti. Lo schema di decreto legislativo che recepisce la Direttiva comunitaria 2009/28/CE sull’uso delle fonti alternative, approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri, sostituisce la Dia con la Dire, denuncia di impianto alimentato da energie rinnovabili.
 
Ambito di applicazione
La Dire si può applicare agli impianti solari termici da realizzare sugli edifici. Nel caso di impianti aderenti o integrati nei tetti degli edifici, che presentano stessa inclinazione e orientamento della falda e non alterano la sagoma del fabbricato, e che secondo le linee guida contenute nel DM del 10 settembre 2010 possono essere considerate attività di edilizia libera, si può ricorrere alla comunicazione di inizio lavori.
 
È inoltre in fase di definizione un decreto per la regolazione della posa in opera di sonde e impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, destinati alla climatizzazione degli edifici, cui si applica la Dire.
 
Il nuovo titolo abilitativo può essere utilizzato anche per l’installazione di impianti diversi, destinati alla produzione di energia termica, acqua calda e aria negli edifici esistenti e negli spazi privati annessi.
L'installazione di pompe di calore viene invece considerata come estensione dell'impianto idrico sanitario già in opera.
 
Quadro normativo di riferimento
In base al Decreto legislativo 387/2003, varato per attuare una precedente direttiva comunitaria, per la costruzione e l’esercizio di impianti da fonti rinnovabili è necessaria l’autorizzazione unica.
 
Con le linee guida previste dal d.lgs.387/2003 e approvate lo scorso settembre, è stato chiarito che i piccoli impianti, con capacità di generazione inferiore alle soglie fissate dalla tabella A allegata al decreto, come impianti fotovoltaici fino a 20 kW, impianti a biomassa fino a 1000 kWe, impianti eolici fino a 60 kW e impianti idroelettrici fino a 100 kW sono realizzabili con Dia.
 
Per gli impianti minori, cioè impianti fotovoltaici integrati negli edifici, impianti a biomassa fino a 50 kWe, minieolico, piccoli impianti idroelettrici e geotermoelettrici, è sufficiente una comunicazione di inizio lavori al Comune perché possono essere considerati attività di edilizia libera.
 
Cosa cambia
Con il nuovo decreto legislativo la Dia è sostituita dalla Dire, che il proprietario dell’immobile interessato dall’impianto deve presentare, anche in via telematica, al Comune almeno 30 giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori. Nel caso in cui l’immobile sia sottoposto a vincolo tutelato dallo stesso Comune, il termine di 30 giorni è sospeso e decorre dalla conclusione del relativo procedimento. Se la tutela del vincolo compete ad un’altra amministrazione e il suo parere non è allegato alla Dire, il Comune entro 20 giorni convoca una conferenza di servizi. Il termine decorre quindi dall’adozione della decisione conclusiva.
 
La denuncia di impianto deve essere accompagnata da una relazione firmata da un progettista abilitato e dagli elaborati progettuali in grado di asseverare la conformità del progetto agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi. Alla Dire, che ha una validità di 3 anni, bisogna inoltre allegare anche il preventivo per la connessione redatto dal gestore della rete e accettato dal proponente, nonché l’indicazione dell’impresa alla quale si vogliono affidare i lavori. In caso di false dichiarazioni il dirigente comunale interpella l’autorità giudiziaria.
 
A fine intervento il progettista o il tecnico abilitato presenta al Comune un certificato di collaudo finale.
 
Le Regioni e le Province Autonome nell’esercizio della loro potestà legislativa possono estendere la Dire agli impianti di potenza nominale fino a 1 MW.

L'Aper, Associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili, ha espresso un generale apprezzamento sulla bozza, approvata entro il limite del 5 dicembre fissato da Bruxelles per l'esercizio della delega. Nell'iter parlementare dovrebbero però essere apportate modifiche per rendere subito operativo il nuovo sistema salvaguardando gli investimenti effettuati negli impianti esistenti.

Il decreto introduce importanti novità anche in materia di rinnovabili negli edifici: Rinnovabili: sarà obbligatorio integrarle negli edifici

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Altri commenti
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cicciohué

Di fatto a leggere bene la bozza sembrerebbe non cambiar nulla, atteso che la DIA è decaduta da tempo e che la SCIA non c'entra niente. Nel decreto si regolamenterebbero le procedure relative ALLA COMUNICAZIONE AI SENSI DELL'ARTICOLO 6 del 380 come di recente modificato. Rimane un'incongruenza nel 380 stesso comma 4 articolo 6, dove dice "limitatamente agli interventi di cui alla lettera a del comma 2 ..." SERVE il progetto mentre dovrebbe aggiungere le prescrizioni introdotte con questo decreto "limitatamente" ai pannelli solari ecc ecc.

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david

Oltre le giuste dimostranze sull'incertezza delle procedure, in Umbria, in alcuni comuni, per fortuna pochi, dobbiamo fare i conti anche con i funzionari comunali che """ intrepretano"" quel poco che esiste di certo, gli impianti di cui sotto soglia tabella A del DLgs387/03 se installati su struttura in acciaio , solevata da terra , per loro fanno Suc. Bello !!! non si rendono nemmeno conto che non esiste l'elemento essenziale, la copertrura, in quanto il pannello non costituisce copertura, ma elemento insindibile dall'impianto nel suo insieme. Allora vedete che DIA, SCIA e ora DIRE e tutto un dire !!!!

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livia

ma basta....non se ne può più è una confusione assoluta, roba davvero da ufficio complicazione affari semplici

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chiara

non so che mestiere fate voi ma io sono un istruttore comunale e, tra le varie cose, ho la responsabilità delle rinnovabili per i privati. vada per la SCIA anche in edilizia che ancora non si capisce cos'è se non un rischio di mancata tutela del territorio ma ora anche sta DIRE...a cosa serve???l'unica cosa buona che erano riusciti a fare era il TU 380/01 e lo stanno sgretolando!

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Ing. Pignataro

il decreto del 25 marzo n° 40 era il metodo più semplice per realizzare un impianto "familiare"...peccato che molti comuni non abbiano MAI capito il suo reale utilizzo... poi SCIA...molti comuni usano il modulo della DIA perchè non conoscono nemmeno come sia fatto l'altro! adesso il DIRE... ma il FARE??? quando permetteranno all'unico settore in positivo dell'economia di essere SEMPLICE E UNIVOCO??? diamo spazio alle speculazioni da MW...e chi invece muove i SUOI soldi (i privati) sono solo penalizzati da costi elevati per la burocrazia!!!

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Leonardo

VIA, nel senso di via! A casa! Cambiate mestiere e lasciateci lavorare in pace! Ma non è possibile! Burocrazia all'ennesima potenza. Una sola voce economica in positivo in due anni di crisi profonda e 'sti beduini invece di semplificare, complicano le cose. E tutto perchè i POLITICANTI incompetenti si affidano ai RACCOMANDATI incompetenti che loro stessi hanno promosso. BEL CIRCOLO VIRTUOSO

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steven

la proliferazione tumorale di nomi, nomignoli, acronimi., simboli, procedure, denunce, dichiarazioni, segnalazioni, comunicazioni, ecc. e DEMENZIALE. Qui qualcuno CI FA oppure CI E' (demente). e comunque ci vuol fare uscire pazzi a noi! Alla faccia della SEMPLIFICAZIONE!!! Questi politici sono solo APPRENDISTI STREGONI, da mandare a casa al più presto.

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stefano

Ma dov'è finita la D.I.A. per impianti fino ad 1 Mw ?

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Alessandro Arch.

Ora ci mancava anche la DIRE. Poi mi devono spiegare cosa cambia rispetto alla DIA, mah!

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daniela

ricordo che tali impianti erano già liberalizzati dal 2008, con il dlgs 115/08 ART.11!!! continuiamo a fare confusione. Ma non si possono leggere le leggi??? inoltre la legge 78/2010 ha messo bocca, facendo però altri sottoinsiemi di interventi non soggetti a dia.....invece di semplificaizone, è una complicazione normativa!

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gianni

non ho letto la nuova proposta (DIRE), ma i pannelli solari, fotovoltatici e termici, integrati e non nella copertura, senza serbatoio e fuori dalle zone A non sono già considerati come ATTIVITA EDILIZIA LIBERA ?? realizzabili senza progetto (L. 73 del 22/05/2010). Stiamo tornando indietro?? e cmq molta confusione.

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Nello

Questo doveva essere il governo della semplificazione invece sta ulteriormente creando confusione. Poi ci si mettono gli ordini professionali, che non sono capaci di indicare soluzioni e/o tutelare gli iscritti e di conseguenza la tasca dei clienti. Fate tutti una bella cosa "arrendetevi alla vita"

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HUBER

SECONDO ME SE SI VUOLE SEMPLFICARE SEMPLICEMENTE SONO PIU' CHE SUFFICIENTI N.2 TITOLI ABILITATIVI: 1) DIA; 2) PERMESSO DI COSTUIRE. IN ACCORDO CON IL TU EDILIZIA. IL C.... STA NEL FATTO CHE ESCONO DECRETI NON COERENTI ED OMOGENEI CON UL TU EDILIZIA. QUESTO E' IIL VERO PROBLEMA. SCIA, CIA, ECC. SERVONO SOLO A FARE CONFUSIONE...I POLITICI SI SONO MAI CHIESTI COME FUNZIONANO DI UFFICI TECNICI COMUNALI NEI COMUNI PICCOLI ? UN UNICO RESPONSABILE CHE DEVE ESSERE AGGORNATO IN OGNI SETTORE; SE INTRODUCIAMO ANCHE IL DIRE IL CASINO AUMENTA. CIAO A TUTTI

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pippi

Non è possibile! Un altro provvedimento!!!!!!!!! Tra DIA , SCIA, CIA e ora pure DIRE non se ne dà più fuori! Vedremo cosa si inventeranno poi.....