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AMBIENTE

Geologi: al Forum Nazionale di Firenze si parlerà di NTC

di Rossella Calabrese
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Messa a punto una guida alla nuova normativa per le costruzioni

Vedi Aggiornamento del 06/05/2011
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10/01/2011 - Si svolgerà a Firenze il 21 Gennaio prossimo il II Forum Nazionale dei Geologi. L’evento, che si svolgerà presso l’auditorium del Convitto della Calza, vedrà arrivare nella città di Dante più di 500 geologi provenienti da tutta Italia. L’appuntamento vedrà il debutto del nuovo Consiglio Nazionale dei Geologi Italiani guidato dal nuovo Presidente Gian Vito Graziano.
 
I geologi focalizzeranno l’attenzione sulle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni. La vicepresidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana, Maria Teresa Fagioli, ha ricordato l’iter accidentato delle NTC, approvate sull’onda emotiva del sisma dell’Aquila, aggiungendo che i geologi stavano lavorando per proporre correzioni alle NTC, prima della loro approvazione. Il lavoro svolto è stato perfezionato ed è diventato una guida alla nuova normativa, destinata a tutti i geologi, liberi professionisti e pubblici funzionari.
 
“Le NTC - ha proseguito Fagioli - sono un notevole passo avanti nella normativa sulla progettazione edilizia ed infrastrutturale, ma l’innovatività dell’‘approccio prestazionale’, che prevede un percorso e degli standard progettuali commisurati alle ‘prestazioni’ attese dell’opera, richiede una rivoluzione culturale per i tecnici”.
 
E i geologi - secondo Fagioli - “piuttosto che imboccare la strada perdente di una controrivoluzione, accusabile di tutelare rendite di posizione, hanno scelto la strada della propositività costruttiva: dove la norma è ambigua la si è integrata con “linee guida” che, senza pretesa di obbligatorietà, mostrino alla categoria una traccia utile; ove la norma è carente, si sono affrontate le lacune con ‘quaderni’ che approfondiscono quelle problematiche sfuggite al legislatore. Oltre a numerose ambiguità e lacune - secondo i geologi - le NTC sono carenti di un “‘sentire geologico’ che stenta tutt’oggi ad affermarsi come necessità sociale, ancor prima che ambientale”.
 
La vicepresidente Fagioli ha fornito i dati sulla Toscana: “il 98% dei comuni toscani è a rischio idrogeologico, 280 sui 287 totali sono a rischio frane e alluvioni. Complessivamente, tra abitazioni, strutture industriali e strutture sensibili si può stimare che nei 280 comuni toscani classificati a rischio dal Ministero dell’Ambiente, ci siano oltre 680 mila persone quotidianamente esposte al pericolo, cifra che equivale al 18% della popolazione regionale”.
 
“Per quanto riguarda i terremoti - ha proseguito Fagioli - la zona di rischio più alto comprende 90 comuni della fascia appenninica dalla Lunigiana alla Garfagnana, dalla Montagna Pistoiese al Mugello, dal Casentino alla Valtiberina, al monte Amiata: 14.408 chilometri quadrati, 563.501 edifici, 2.864 scuole e 248 ospedali”.
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