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BioMilano - Three Cities in Flux
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BioMilano - Three Cities in Flux

Una mostra coi progetti e le riflessioni di Stefano Boeri

03/01/2011 – Roma: il prossimo 7 febbraio la British School at Rome inaugurerà la mostra “BioMilano”, dell’architetto Stefano Boeri. Si tratta del quarto evento del ciclo "Three Cities in Flux", dedicato al futuro delle città e ai complessi processi di trasformazione che legano urbanistica e politica, necessità di cambiamento collettive e interessi economici individuali, progettazione condivisa e vicende polemiche travagliate.
 
“BioMilano è il racconto di queste visioni. É la storia di un flashforward, la narrazione nel futuro della biologica trasformazione della città di Milano, che si sviluppa tra sogni provocatori che diventano progetti, e progetti lungimiranti che si tramutano in sfide planetarie”, spiegano gil organizzatori della mostra.
 
"L'idea nostalgica di recuperare la forma di un territorio suddiviso in poche grandi campiture viene quotidianamente smentita dai bisogni economici delle popolazioni urbane, dalle loro aspettative culturali, dalle esigenze di mobilità nel territorio e dalla poliarchia decisionale che ha trasformato l'Europa in un universo governato da una moltitudine di soggetti e istituzioni, idiosincratico nei confronti di un'unica autorità pubblica e condivisa. Oggi alle tre grandi sfere ambientali corrispondono dei territori ibridi e contaminati. Composti spesso da paesaggi temporanei e in transizione: aree agricole che diventano parchi o quartieri urbani; aree industriali che diventano oasi naturali; piazze e cortili che diventano orti urbani; infrastrutture bonificate grazie a forme di coltivazione temporanea; aree naturali che diventano appezzamenti coltivati o di pascolo; aree rurali che tornano alla natura in forma di parchi a tema", scrive Stefano Boeri.
 
E' un'intera città che ridefinisce la propria geografia e biografia attraversando tutte le scale e in tutte le dimensioni: dal progetto di un Metrobosco che la circonda e rigenera importanti aree di transizione, alla natura artificiale delle torri residenziali che organizzano un vero e proprio Bosco Verticale, dall'immenso giardino botanico immaginato per Expo 2015 che restituisce valore planetario alle dimensioni locali dell'orti, alle sessanta Cascine di proprietà comunale, dalle provocatorie nuove forme di agricoltura urbana immaginate durante il corso universitario L'agricoltura della città, ai prototipi per moduli abitativi in legno CasaBosco, che innescano decisivi meccanismi di rigenerazione ambientale.
 
La mostra è costituita da due momenti principali. La prima parte, ambientata in un futuro anno 2030, presenta BioMilano: sei progetti per la città, immaginando la città di Milano come un grande laboratorio di sostenibili trasformazioni biologiche ed ambientali: BioMilano si narra attraverso una gigantesca mappa animata, una geografia a metà tra il reale e l'immaginario, tra l'oggi e il domani, tra il possibile e l'impossibile.
 
I sei progetti in mostra agiscono come casi studio per esaminare i processi della riqualificazione urbana in termini di scala d'intervento, modello contrattuale, natura degli investimenti finanziari, composizione del gruppo di soggetti coinvolti, ricadute economiche, sociali ed ambientali sul territorio.
 
La seconda parte analizza in dettaglio i singoli progetti e il lavoro di ricerca che sta dietro ogni proposta, presentato con plastici e disegni. La componente teorica e intellettuale è raccontata attraverso video di dibattiti pubblici, conferenze, lezioni, interviste mentre le vicende politiche e progettuali sono sintetizzate e tracciate in una mappa cronologica.
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