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LAVORI PUBBLICI

Ritardo pagamenti, ok definitivo alla direttiva comunitaria

di Paola Mammarella

Termine di 30 giorni nei contratti pubblici e libertà contrattuale tra privati, l’Italia si astiene

Vedi Aggiornamento del 20/06/2014
Commenti 6010
28/01/2011 – Più vicina la tutela alle imprese contro i ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. Lunedì scorso il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato definitivamente la direttiva che fissa tempi precisi e stabilisce il diritto di compensazione in caso di ritardo.
 
Nei contratti pubblici stipulati è previsto un termine di pagamento di 30 giorni. E' stato anche introdotto un tasso di interesse base maggiorato dell’8% dal primo giorno di ritardo. Il creditore ha inoltre diritto a una somma di 40 euro per coprire i costi di recupero del debito.
 
Per alcune tipologie di imprese pubbliche, come gli ospedali, sono ammesse deroghe non oltre il limite di 60 giorni.
 
Come già accennato, il creditore che non ha ricevuto le somme nei termini previsti, ha diritto al pagamento degli interessi dal giorno successivo alla scadenza prevista nel contratto. Se non è indicato nessun termine, gli interessi devono essere corrisposti entro 30 giorni dalla ricezione della fattura o dalla consegna dei beni.
 
Nelle transazioni tra privati è assicurata la libertà contrattuale. Non può comunque essere superato il termine di 60 giorni a meno che il contratto non preveda diversamente. Le uniche eccezioni sono ammesse nel caso di particolari lavorazioni, che richiedano tempi di pagamento più estesi. Ad ogni modo, non possono essere introdotte clausole che procurino svantaggio per il creditore.
 
L’Italia, che durante la consultazione si è astenuta dalla votazione, avrà a disposizione due anni per l’adeguamento della propria normativa. Al momento, infatti, gli interessi di mora applicati per i ritardi non assicurano adeguati livelli di risarcimento. Secondo l’Ance l’inasprimento delle sanzioni potrebbe quindi migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione.


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Altri commenti
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salvo di paola

Grande plauso alla Direttiva anche se mi lascia peplesso l'affermazione del Ministro Brunetta che, nella trasmissione Effetto Domino", interrogato sul recepimento della Direttiva ha detto: "Non è possibile recepirla subito in Italia perchè sallterebbero i conti pubblici. E allora ache serve?