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‘Qualità dell’abitare’, 170 enti pronti a partecipare al bando
LAVORI PUBBLICI ‘Qualità dell’abitare’, 170 enti pronti a partecipare al bando
NORMATIVA

Sul decreto Rinnovabili nuove osservazioni degli operatori

di Rossella Calabrese

Cogena: ‘il decreto introduce la Procedura Abilitativa Semplificata, sostituendola alla DIA, nel frattempo diventata SCIA’

Vedi Aggiornamento del 23/06/2014
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26/01/2011 - Prosegue la mobilitazione delle associazioni imprenditoriali del settore dell’energia rinnovabile per chiedere al Parlamento di modificare la bozza di decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili.
 
Qualche giorno fa, Ascomac Cogena, l’Associazione per la promozione della cogenerazione, ha messo a punto una proposta di modifica allo schema di decreto. Il Provvedimento - spiega Cogena - sembra rendere più efficiente la generazione di energia da fonti rinnovabili, valorizzare l’energia termica e migliorare il meccanismo dei Certificati Bianchi, ma lascia diverse “questioni aperte”.
 
Un dei rilievi riguarda la definizione di “edificio” contenuta nello schema di decreto, che differisce da quella indicata nella Direttiva 2010/31/CE “Edifici a energia quasi zero”, la quale non contiene più il limite di superficie utile superiore a 1.000 mq e richiama espressamente diverse tecnologie di generazione di energia ad alta efficienza tra cui la cogenerazione. La bozza di decreto in esame - spiega Cogena - non contempla la cogenerazione, non consentendo al cliente finale di poter scegliere tra i diversi sistemi.
 
Inoltre, l’articolo 6, comma 1, dello schema di decreto, rispetto all’art. 17, c.1, lettera d) della Legge Comunitaria 2009, introduce la nuova Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), sostituendola alla Denuncia di Inizio Attività (DIA), nel frattempo diventata Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) (leggi tutto). Ai fini di uno snellimento burocratico - osserva l’associazione - sarebbe bastato richiamare la DIA, introducendo alcune semplificazioni, riducendo così il rischio di confusione tra gli operatori. Tra l’altro - continua Cogena - le Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili non hanno tenuto conto della sostituzione della Dia con la Scia.
 
Infine, il sistema professionale per l’attività di installatore introdotto dal decreto (leggi tutto) si pone in alternativa al DM 37/2008. Per Cogena sarebbe opportuno modificare il DM 37/2008 che già contiene norme per gli installatori, oppure ampliare il campo di applicazione del DM 37/2008 con specifiche norme sugli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
 
Nel frattempo, sullo schema di decreto la Commissione Agricoltura della Camera, ha espresso parere favorevole a condizione che vengano accolti alcuni rilievi. Tra questi la previsione che la possibilità di richiedere l’autorizzazione per la costruzione di impianti fotovoltaici a terra sia riservata esclusivamente a: imprenditori agricoli, enti pubblici, proprietà collettive, enti religiosi, Onlus.
 
La Commissione chiede che tali soggetti possano realizzare impianti fotovoltaici a terra per una potenza pari a 50 kWep (elettrico prodotto) per ogni ettaro di superficie agricola coltivata, e che l’impianto a terra possa avere un limite massimo di potenza di 1MWep per ogni richiedente. Il limite di superficie posseduta non vale per gli enti pubblici, mentre chi possiede più di cento ettari potrà richiedere un ulteriore MWep per ogni cento ettari posseduti, fino ad un massimo di 5 MWep installati.

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